Rachel Marsden

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Rachel Marsden

Rachel Marsden (Vancouver, 12 febbraio 1974[1]) è una giornalista, editorialista politica conservatrice e commentatrice televisiva canadese, che lavora a New York, negli Stati Uniti d'America.

Educazione e primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuta a Vancouver, nella Columbia Britannica, la Marsden fu folgorata dalla celebrità radiofonica canadese Jack Webster.[2] Partecipò a competizioni nazionali di nuoto, stabilendo anche dei record regionali nella Columbia Britannica.[2] Ottenne un 'bachelor degree' (l'equivalente di una laurea breve italiana) e poi una laurea in giornalismo radiotelevisivo al British Columbia Institute of Technology.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Marsden iniziò a lavorare nella stampa nei primi anni del 2000, scrivendo per siti web conservatori e per il The Washington Times. Scrisse regolarmente editoriali sul National Post per molti mesi nel 2005, prima di entrare a far parte della redazione del Toronto Sun come opinionista settimanale, ruolo ricoperto fino a novembre 2007. Nel 2006 si trasferì da Toronto a New York. Ha scritto molti editoriali criticando il concetto di Riscaldamento globale causato dall'uomo.[2] I suoi commenti politici sono stati ripresi da altri giornali, tra cui il New York Post e NewsMax Media.[3] Marsden è stata un'ospite frequente del Dennis Miller Live fino a quando fu notata e divenne l'esperta di vicende canadesi per il The O'Reilly Factor in onda su Fox News Channel. Marsden lavora per Fox News dal 2004[3] al maggio 2007.[4] Fu promossa a componente del comitato di esperti nel Red Eye w/ Greg Gutfeld, un talk show notturno. Un produttore di Re Eye la lodò dicendo: "Ha opinioni molto appassionate... è eloquente, intelligente e riceviamo molte email in suo favore".[2] Il 30 maggio 2007 Marsden fu allontanata da Red Eye per ciò che il New York Post definì come un "comportamento imprevedibile"[5] e scortata fuori dagli studi della Fox dalle guardie di sicurezza. Marsden disse che la sua uscita fu causata da un cambio nel format del programma, e che essere scortati fuori dal programma è una procedura standard.[6] Nell'ottobre 2007 fu una componente del comitato di esperti nel programma della CNN The Situation Room.[7] Nel 2008 Marsden lanciò il Grand Central Political, un sito web che unisce editoriali politici e opportunità di lavoro, presentando anche curriculum di persone orientate alla politica.[8]

Aspetti controversi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 fu coinvolta in un caso di molestie alla Simon Fraser University, quando la Marsden, allora studente, e Liam Donnelly, un istruttore di nuoto, si accusarono a vicenda di molestie sessuali. Nel 2004 alla Marsden fu inflitta una conditional discharge (una condanna che non prevede detenzione) con un anno di libertà vigilata, per molestie nei confronti del suo fidanzato a seguito di una rottura.[9][10][11][12] Nel settembre 2007, la Marsden scrisse sul suo blog un articolo su Tony Backhurst (pubblicandone anche una foto), un ufficiale della polizia provinciale dell'Ontario con cui aveva avuto una relazione, sostenendo che lui le avesse rivelato dei documenti segreti anti-terrorismo. Queste affermazioni portarono l'ufficiale sotto inchiesta. L'ufficiale presentò una denuncia alla polizia della regione di Simcoe, nell'Ontario, richiedendo che si procedesse contro la Marsden per molestie. L'avvocato di Backhurst sostenne che la Marsden aveva messo in pericolo l'ufficiale, un agente antiterrorismo sotto copertura, facendolo identificare e pubblicandone una fotografia. La polizia in seguito respinse la richiesta.

Il 4 marzo 2008 la Marsden attirò su di sé l'attenzione dei media, quando sostenne che Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, avrebbe usato Wikipedia stessa per rompere la relazione con lei, e mise all'asta su eBay una t-shirt e un maglione che lei sostiene essere appartenuto proprio a Wales.[13][14][15][16][17][18][19]

Wales ha fornito la sua versione sulla vicenda in una dichiarazione pubblicata sul suo blog il 1º marzo 2008.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Agent, Biography for Rachel Marsden, Internet Movie Database. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  2. ^ a b c d (EN) Rebecca Traister, Fox's Ann Coulter 2.0, Salon.com, 29 marzo 2007. URL consultato il 20 gennaio 2008.
  3. ^ a b (EN) About Rachel Marsden, Rachel Marsden. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  4. ^ (EN) Eye-opener, New York Post, 31 maggio 2007. URL consultato il 13 gennaio 2008.
  5. ^ Goddard, John, "Cop claims harassment by the 'Babe for Bush'", Toronto Star, 21 dicembre 2007
  6. ^ Canadian Press, "Toronto columnist Marsden ousted from Fox News", Toronto Star, 31 maggio 2007
  7. ^ (EN) Stewart Bell, Ont. anti-terror officer investigated on leak allegations, National Post, 19 dicembre 2007. URL consultato il 19 gennaio 2008.
  8. ^ (EN) Grand Central Political - About GCP, Rachel Marsden. URL consultato il 4 marzo 2008.
  9. ^ Vancouver woman charged with harassment in CBC News, 21 novembre 2002.
  10. ^ (EN) Regina v. Rachel Marsden, Reasons for Sentence of the Honourable Judge W. J. Kitchen, British Columbia Provincial Court (Criminal Division), 22 ottobre 2004. URL consultato il 30 dicembre 2006.
  11. ^ (EN) Neal Hall, Rachel Marsden pleads guilty, gets probation, Vancouver Sun, 13 ottobre 2004.
  12. ^ Steve Berry, 'Immature' Marsden guilty of harassing former lover in The Province, 13 ottobre 2004.
  13. ^ National Post, Dec. 19. 2007
  14. ^ John Goddard, No harassment charges against pundit Marsden in Toronto Star, 5 gennaio 2008. URL consultato il 19 gennaio 2008.
  15. ^ Siri Agrell, Ms. Marsden's cyberspace breakup: tit-for-tat-for-T-shirt, The Globe and Mail, 4 marzo 2008. URL consultato il 5 marzo 2008.
  16. ^ Wikipedia Founder's Fling With Columnist Ends in Nasty Public Breakup, FOXNews.com, 3 marzo 2008. URL consultato il 5 marzo 2008.
  17. ^ Fury of a woman scorned – on Wikipedia, The Times, 4 marzo 2008. URL consultato il 5 marzo 2008.
  18. ^ Ex takes her revenge on Mr Wikipedia, The Sydney Morning Herald, 4 marzo 2008. URL consultato il 5 marzo 2008.
  19. ^ Wikipedia's Wales defends breakup, expenses, USA Today, 5 marzo 2008. URL consultato il 5 marzo 2008.
  20. ^ Statement of Jimmy Wales, March 1, 2008

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