Race, Evolution, and Behavior

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Race, Evolution, and Behavior
Autore Philippe Rushton
1ª ed. originale 1995
Genere Saggio
Lingua originale inglese

Race, Evolution and Behavior: A Life History Perspective è un saggio scritto nel 1995 da J. Philippe Rushton, professore di psicologia all'Università del Western Ontario e capo dell'associazione Pioneer fund, creata nel 1937 con lo scopo di far progredire lo studio scientifico sulle differenze umane.

La pubblicazione del libro suscitò molte critiche concernenti sia la valenza razzista del libro sia aspetti più tecnici come la fallacia delle analisi riportate. Nel 2000 il libro è stato ripubblicato dalla Charles Darwin Research Institute con alcune risposte alle critiche.

Nel libro Rushton sostiene che la classificazione delle razze sia biologicamente valida e fondata.

Contenuto del libro[modifica | modifica wikitesto]

Presunte differenze tra Neri, Bianchi ed Orientali

così come descritte in Race, Evolution, and Behavior

Neri Bianchi Orientali
Cervello
Capacità del cranio 1,267 1,347 1,364
Neuroni corticali (milioni) 13,185 13,665 13,767
Intelligenza
Valutazione del QI 85 100 106
Rendimento culturale Basso Alto Alto
Riproduzione
Gemelli eterozigoti (ogni 1000 nascite) 16 8 4
Livelli ormonali Alti Intermedi Bassi
Caratteristiche sessuali Ampie Intermedie Ridotte
Frequenza dei rapporti Alte Intermedie Basse
Mentalità permissiva Alta Intermedia Bassa
Malattie sessualmente trasmissibili Elevate Intermedie Ridotte
Personalità
Aggressività Alta Intermedia Bassa
Prudenza Bassa Intermedia Alta
Impulsività Alta Intermedia Bassa
Presunzione Alta Intermedia Bassa
Socialità Alta Intermedia Bassa
Sviluppo
Tempo di gestazione Breve Lungo Lungo
Sviluppo scheletrico Precoce Intermedio Tardivo
Sviluppo motorio Precoce Intermedio Tardivo
Sviluppo dentale Precoce Intermedio Tardivo
Età del primo rapporto Precoce Intermedia Tardiva
Età della prima gravidanza Precoce Intermedia Tardiva
Durata della vita Breve Intermedia Lunga
Organizzazione Sociale
Stabilità matrimoniale Bassa Intermedia Alta
Rispetto della legge Basso Intermedio Alto
Sanità mentale Bassa Intermedia Alta

Rushton ha raccolto e analizzato dati riguardanti le differenze razziali sulle dimensioni cerebrali, sull'intelligenza e sulla personalità riprendendo alcuni concetti da Darwin, Galton e altri studiosi del XIX secolo. Argomentando mediante, controverse, analisi di tipo psicologico, antropologico, sociologico Rushton sostiene l'esistenza di tre razze biologiche: "orientali" (mongoloidi o asiatici), "negri" (negroidi o africani) e "bianchi" (europei o caucasoidi).

Secondo l'autore, dal punto di vista intellettivo, comportamentale e di sviluppo fisico, "gli Orientali e i Negri cadono ai due estremi opposti", indipendentemente dal livello socioculturale: gli "orientali" avrebbero uno sviluppo fisico più lento, sarebbero meno attivi sessualmente e meno aggressivi, mentre avrebbero un cervello più grosso ed un maggior quoziente d'intelligenza (QI); i "negri" invece sarebbero più sviluppati dal punto di vista fisico e sessuale, ed avrebbero un minor QI ed un comportamento maggiormente tendente all'aggressività.

I "bianchi", invece, sarebbero ad un livello intermedio, ma comunque più vicini agli "orientali".

Sviluppo fisico[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda gli aspetti legati al fisico Rushton indica i "negri" come maggiormente avvantaggiati nei balzi, grazie a fianchi più stretti, gambe più lunghe, spalle più larghe, meno grasso e muscoli più sviluppati, in particolare per quanto riguarda le fibre veloci. Inoltre, la maggior produzione (3-19% in più) di testosterone significherebbe "maggiore carica energetica". Ciò comporta vantaggi in sport come la corsa in velocità, il salto in lungo, la boxe, il basket, ma non eccellono nel nuoto in quanto hanno uno scheletro più pesante e una ridotta gabbia toracica.
I "bianchi" e gli "orientali" hanno secondo l'autore fianchi più larghi in quanto devono partorire neonati con un cranio più grosso. Questo sarebbe il motivo per cui le donne hanno sviluppato un bacino più ampio. Inoltre, gli elevati livelli di testosterone nei "negri" farebbero sì che essi eccellano in alcuni sport, ma che siano "più irrequieti a scuola e inclini al crimine".

Scala r-K[modifica | modifica wikitesto]

Rushton tratta poi una classificazione utilizzata in biologia per valutare le strategie riproduttive di una specie: la cosiddetta "strategia r-K". Nella lettura proposta dall'autore le strategie "r" si basano su un elevato tasso di riproduzione (precoce sviluppo sessuale, minor tempo di gestazione, maggiore frequenza di gemelli...), mentre le strategie "K" si basano su una maggiore cura da parte dei genitori (maggior tempo di gestazione, i padri si prendono maggiormente cura dei piccoli, piuttosto che comportarsi da semplici inseminatori). Quindi ad esempio, le classi animali sviluppatesi prima, che sono anche le meno evolute, hanno un elevato tasso di riproduzione.

Citando gli studi di Cavalli-Sforza, secondo cui il genere umano è nato 200.000 anni fa in Africa, Rushton conclude che i "negri" si sarebbero divisi dagli altri 100.000 anni fa; i "bianchi" e gli "orientali" si sarebbero differenziati 40.000 anni fa. Secondo i ragionamenti dello scrittore, a nord dell'Africa, ove era più difficile procurarsi del cibo e crescere dei bambini, era maggiormente importante garantire una maggiore stabilità familiare e un cervello più grosso (maggiore intelligenza per contrastare gli inverni freddi), a spese dei comportamenti sessuali aggressivi e di un precoce sviluppo fisico. In Asia inoltre il clima era ancora più freddo che in Europa.

Criminalità[modifica | modifica wikitesto]

Rushton affronta quindi un classico tema del dibattito sul razzismo: il tasso di criminalità negli afroamericani che negli USA è molto alto. Gli americani di origine asiatica, invece, hanno tali dati statistici molto bassi. L'autore afferma che la spiegazione non sarebbe solamente di ordine culturale. A supporto di tale opinione sostiene che sarebbe stato dimostrato come i "negri" siano più aggressivi dei "bianchi", tendano all'abuso di alcool e droga, preferiscano una ricompensa immediata piuttosto che un successo maggiore che però richiede un'attesa più lunga.

Geni o ambiente?[modifica | modifica wikitesto]

L'autore si addentra poi nel dibattito sull'incidenza quantitativa di elementi socio-culturali e di dati biologici sul comportamento degli individui. Cita in proposito gli studi effettuati sui gemelli omozigoti separati alla nascita. Secondo Rushton seguendo gli studi da lui considerati sarebbe possibile stabilire le seguenti proporzioni:

  • comportamenti sociali: 40% ereditario 60% ambientale
  • quoziente intellettivo: 70% ereditario 30% ambientale
  • orientamento sessuale: 50% ereditario 50% ambientale

Anche i gusti, le abitudini, la scelta delle amicizie e del partner sarebbero in parte influenzati dalla genetica: le persone in genere sceglierebbero partner che siano geneticamente simili. Le adozioni inter-razziali proverebbero la rilevanza del patrimonio genetico per quanto riguarda le differenze di QI. Crescere presso una benestante famiglia di Bianchi non farebbe particolarmente salire il QI ad un "negro" e non farebbe scendere il QI ad un "orientale". Secondo Rushton, inoltre, le influenze genetiche ed ambientali varierebbero con l'età: diversamente da quanto predetto dalla teoria culturale, i bambini sarebbero maggiormente influenzati dall'ambiente, mentre negli adulti i fattori genetici prenderebbero il sopravvento. Un "negro" cresciuto presso dei "bianchi" svilupperebbe un QI leggermente superiore, ma, crescendo con l'età, scenderebbe di nuovo intorno alla sua "media razziale".

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Validità del metodo di aggregazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro Rushton usa una metodologia che egli chiama "aggregazione" della prova, con la quale egli media centinaia di studi, moderni e storici, dando ad essi lo stesso peso e valore senza distinguere la qualità dei dati da lui utilizzati per asserire le differenze razziali. Rushton sostiene che la mediazione dei dati da lui effettuata dà un risultato accurato e afferma anche gli errori di misurazione sono di solito cancellati utilizzando molteplici studi.

Un largo numero di scienziati tuttavia riscontrano abbastanza problemi in tale metodologia da inficiare le conclusioni di Rushton. Douglas Wahlsten, biologo, in un recensione al libro di Rushton così espone le sue critiche:

« la mediazione dei dati non riduce affatto il bias nel campionamento e nella misurazione e così come i difetti che abbondano nella letteratura citata. Ad esempio, dei 38 report sul peso del cervello, tutti tranne due danno la descrizione di un solo gruppo e nella maggior parte dei casi si tratta di gente nata e vivente nella stessa nazione dei propri antenati così ad esempio un articolo sui giapponesi che vivono in Giappone o altro articolo che riguarda i kenioti viventi in Kenya. Le ovvie differenze che ci sono nell'ambiente fanno sì che tutti questi dati sono di dubbio valore al fine di fondare delle ipotesi circa cause genetiche delle differenze tra gruppi »
(Douglas Wahlsten [1])

Nello stessa recensione Wahlsten muove ulteriori critiche all'uso particolare che Rushton fa dei dati

« L'autore è davvero convinto della determinazione genetica delle differenze tra le razze ed è tenacemente attaccato al suo modo di vedere il mondo a meno che i suoi critici non forniscano prove del contrario. È mia opinione che questo tipo di approccio ce lo dobbiamo aspettare da religioni zeolote e politici, non certo da uno scienziato serio. La rigorosa valutazione delle prove citate da Rushton rivela che i metodi utilizzati in molti studi è seriamente deficitario e rende i dati inaffidabili. Se le prove sono così povere, il giusto atteggiamento dello scienziato è quello di sospendere il giudizio. In realtà, non esiste alcun serio studio controllato sulla comparazione della misura del cervello tra le razze in tutta la letteratura mondiale. »

Rushton da parte sua rimane fermo sulle posizioni non analizzando criticamente i dati da lui portati e limitandosi ad affermare che devono essere i suoi critici a portare nuovi dati usando le moderne tecnologie.

Anche David P. Barash, professore di psicologia dell'Università di Washington, critica duramente il principio di aggregazione:

« …Rushton disserta lungamente di ciò che egli chiama principio di aggregazione, che nelle sue mani ha il significato di pia speranza fondata sulla combinazione di stupidi, vari e falsi, dati, nessuno dei quali mostra un risultato rilevante; infatti il risultato non è altro che una grande montagna di cazzate. »

L'antropologo C. Loring Brace scrive in una sua recensione del libro:

« Race, Evolution, and Behavior è un amalgama di cattiva biologia e inaccettabile antropologia. Non è scienza ma un perorare una causa, e tale causa è il razzismo[2]»

Bruce rileva come Rushton da per certa l'esistenza di razze biologiche senza alcuna prova in merito se non le speculazioni di Rushton stesso con lo stesso modus operandi che avrebbe un extraterrestre in visita alla terra. Bruce inoltre critica il modo in cui Rushton utilizza il concetto di ereditarietà poiché se esso ha una valenza con riferimento all'individuo risulta invece inapplicabile ai gruppi. Altre affermazioni prive di alcuna fonte sono inoltre quelle di Rushton sulle società sub sahariane.

Altre critiche si incentrano sulle interpretazioni, conclusioni e metodi poiché non scientifici e carenti[3]. Così, ad esempio, il diagramma della capacità del cranio elaborato da Rushton è errato e non dimostra nulla, infatti l'uomo di Neanderthal aveva una capacità maggiore degli uomini di oggi[4]. Gli studi genetici inoltre hanno dimostrato che esiste una grande diversità genetica all'interno delle popolazioni africane (ad esempio tra Khoisanid Capoid, Mbuti Pigmei, Sudanesi Nuba, e diverse altre)[5].

Validità del concetto di razza[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Luca Cavalli-Sforza è un genetista una cui ricerca è citata in Race, Evolution and Behavior[6]; egli afferma che la classificazione in razze è del tutto arbitraria, Rushton, tuttavia, sostiene che l'albero dei collegamenti genetici disegnato da Cavalli-Sforza mostrerebbe distinte ramificazioni per ognuna delle razze che egli descrive. Gil-White in risposta a tali affermazioni, disse:

« L'albero di Cavalli-Sforza per ognuna delle popolazioni individuate su base geografica (come quelle del nord dell'Asia) mostra un maggiore connessione genetica tra loro rispetto a popolazioni più lontane (ad esempio tra quelle del nord e quelle del sud dell'Asia rispetto a quelle dell'Europa). Ma ciò che questo albero di connessioni non fornisce è l'informazione concernente la grandezza (quanto) e le forme che assumono le differenze tra due popolazioni ed è questa informazione invece che servirebbe per classificare una data popolazione come biologicamente una razza.

Per meglio chiarire considera questo: c'è un ragione per la quale io e mio fratello siamo geneticamente più similari che altri rispetto a me o lui come ad esempio nostro cugino ma la cosa difficile è affermare che questa similitudine genetica implica che siamo una razza e nostro cugino appartiene a una razza diversa. L'albero di Cavalli-Sforza è un po' come l'albero genealogico che mostra che io e mio fratello siamo più vicini rispetto a mio cugino, esso mostra infatti che due popolazioni locali sono geneticamente più similari rispetto a una terza popolazione geograficamente più lontana. Poiché quindi non c'è alcun informazione circa la grandezza e le differenze genetiche tra le popolazioni, il lavoro di Cavalli-Sforza non può supportare alcun affermazione relativa alla esistenza di razze[7]»

In un recensione al libro Richard Lewontin scrive:

« Il primo problema di questa teoria è che avrebbe bisogno di enunciare un maggior numero di razze. Questo poiché occorre che le differenze tra "orientali", "bianchi" e "neri" siano qualcosa di più che non il colore della pelle. Nell'enunciare questa triplice (e vecchia) divisione Rushton si muove verso una direzione opposta a quella dell'intera scienza antropologica e genitista degli ultimi trent'anni. L'antropologia non parla più di razze poiché non è un concetto utile a comprende l'evoluzione umana[8] »

In risposta a quanto scritto da Rushton, Peregrine rilevò che non solo non vi era fondamento scientifico nella identificazione delle tre razze ma che mancava il "come" tali razze si siano create ed evolute. Gil-White più in particolare nota che non solo manca tale dato ma che le deduzioni di Rushton sono completamente contraddette dalla scienza[9].

Altre critiche[modifica | modifica wikitesto]

L'applicazione della teoria r/K è stata criticata da molti, ad esempio, sulla base del fatto che molte specie animali non seguono i principi della teoria suddetta[10][11][12]. Rushton, accusato dal Southern Poverty Law Center di essere un accademico razzista[13] è a capo del Pioneer Fund un'organizzazione no-profit accusata di usare strumentalmente le scienze sociali per incentivare l'oppressione politica e "provare" attraverso il finanziamento di apposite ricerche l'inferiorità dei neri[14].

La teoria risulta direttamente contraddetta da diversi studi sia sul QI di diversi popoli[15] sia sulle differenze fisiologiche e comportamentali tra bianchi, neri e orientali[16][17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Book Review of Race, Evolution and Behavior
  2. ^ Review: Racialism and Racist Agendas, American Anthropologist, New Series, Vol. 98, No. 1. (Mar., 1996), pp. 176-177.
  3. ^ Sloppy Statistics, Bogus Science and the Assault on Racial Equity
  4. ^ Homo neanderthalensis
  5. ^ Openheimer, Stephen (2004), "Out of Eden: peopling of the world" (Constable and Robinson)
  6. ^ Rushton, J. P., Race, Evolution, and Behavior: A Life History Perspective, 2nd special abridged edition, Port Huron, MI, Charles Darwin Research Institute, 1995.
  7. ^ Resurrecting Racism: The modern attack on black people using phony science. Chapter 3 by Francisco Gil-White
  8. ^ Review: Of Genes and Genitals, Transition, No. 69. (1996), pp. 178-193.
  9. ^ Cross-cultural evaluation of predicted associations between race and behavior in Evolution and Human Behavior. 24(5), Sep 2003, 357-364. Peregrine, Peter N.; Ember, Carol R.; Ember, Melvin: http://dx.doi.org/10.1016/S1090-5138(03)00040-0
  10. ^ Joseph L. Graves, "What a tangled web he weaves: Race, reproductive strategies and Rushton's life history theory," Anthropological Theory 2, no. 2 (2002): 131–54;
  11. ^ Leonard Lieberman et al., "How 'Caucasoids' Got Such Big Crania and Why They Shrank,"; Current Anthropology 42 (2001): 69–95;
  12. ^ Zack Cernovsky, "On the similarities of American blacks and whites: A reply to J.P. Rushton," Journal of Black Studies 25 (1995): 672.
  13. ^ "Into the Mainstream: Academic Racists' Work Inching Toward Legitimacy." Intelligence Report, Southern Poverty Law Center, Winter 2005. Retrieved 02-17-2007.
  14. ^ Tucker, William H. Tucker (2002). The Funding of Scientific Racism: Wickliffe Draper and the Pioneer Fund. University of Illinois Press. ISBN 0-252-02762-0
  15. ^ Buj, V., 1981, Average IQ values in various European countries, Personality and Individual Differences, 2, 168-169 Summary
  16. ^ Are there ethnic differences in levels of psychopathy? A meta-analysis. Skeem JL, Edens JF, Camp J, Colwell LH. Law Hum Behav. 2004 Oct;28(5):505-27.
  17. ^ Race, job applicants, and the five-factor model of personality: implications for black psychology, industrial/organizational psychology, and the five-factor theory Collins, Judith M. Gleaves, David H. Journal of Applied Psychology [JAP], 83(4), 531 - 44.

Altri libri correlati[modifica | modifica wikitesto]

  • Jon Entine - Taboo: Why Black Athletes Dominate Sports and Why We Are Afraid to Talk About It
  • Charles Murray - The Bell Curve
  • Michael Levin - Why Race Matters
  • Arthur Jensen - The g Factor

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]