Racconto d'inverno

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Racconto d'inverno
Raccontodinverno-Rohmer.png
Charlotte Véry in una scena del film
Titolo originale Conte d'hiver
Paese di produzione Francia
Anno 1992
Durata 114 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere sentimentale
Regia Éric Rohmer
Sceneggiatura Eric Rohmer
Produttore Margaret Ménégoz
Casa di produzione Les Films du Losange
Fotografia Luc Pagès
Montaggio Mary Stephen
Musiche Sébastien Erms
Costumi Pierre-Jean Larroque
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Racconto d'inverno (Conte d'hiver) è un film del 1992 scritto e diretto da Éric Rohmer.

È il secondo episodio del ciclo dei Racconti delle quattro stagioni, segue Racconto di primavera e precede Un ragazzo, tre ragazze.

È stato presentato in concorso al Festival di Berlino

Trama[modifica | modifica wikitesto]

(FR)

« Vivre avec l'espoir est une vie qui en vaut bien d'autres »

(IT)

« Vivere nella speranza è una vita che vale più di altre »

(Félicie cita Pascal)

Vacanza in Bretagna. Félicie si innamora di Charles, un giovane cuoco che per lavoro sta per partire per gli Stati Uniti. Al momento del commiato lei sbaglia nel dargli l'indirizzo: rue Victor Hugo, Courbevoie anziché Levallois.

Cinque anni dopo. Félicie alleva da sola Elise, la bambina che è nata dalla relazione con Charles. È corteggiata da due uomini: il bibliotecario Loïc e Maxence, il proprietario del negozio da parrucchiera di Belleville, dove lei lavora.

La metà di dicembre. Maxence le annuncia che si separa dalla moglie e le propone di andare con lui a Nevers, dove sta per aprire un nuovo salone. Félicie accetta e s'installa con Elise a Nevers. Ben presto si pente della decisione presa e ritorna a Parigi

Insieme a Loïc assiste ad una rappresentazione teatrale del "racconto d'inverno" di Shakespeare, che la commuove profondamente.

31 dicembre. Mentre in autobus sta raggiungendo la casa della madre per la cena di fine anno, Félicie incontra per caso Charles, seduto proprio di fronte a lei. È accompagnato da una giovane donna, forse la moglie. Félicie scappa via, ma Charles la raggiunge e la rassicura che non è sposato e che Dora non è che un'amica. Charles, Félicie e Elise possono ora sperare di diventare una vera famiglia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La compagnia di Rohmer, Les Films du Losange (C.E.R., Canal+, Sofiarp, Soficas).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica porta la firma di Sébastien Erms che è uno pseudonimo del regista.

Prima[modifica | modifica wikitesto]

29 gennaio 1992

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Anne de Gasperi[1]:

(FR)

« Au milieu de personnages sophistiqués, Félicie semble nue comme la vérité qui sort du puits. Ce qui caractérise la jeune femme, c'est la confiance. Une confiance aveugle dans l'amour fou qui reste vrai parce qu'elle l'a rencontré, même s'il n’a plus l'air de faire partie du temps et de son quotidien [... ]Et par la force de son écriture subtile, Eric Rohmer parvient à nous faire croire qu'un acte de foi est un acte d'amour dont tout peut surgir. »

(IT)

« In mezzo a personaggi sofisticati, Félicie sembra nuda come la verità. Ciò che caratterizza la giovane donna, è la fiducia. Una fiducia cieca nell'amore assoluto, che resta vero perché lei l'ha incontrato, anche se non fa più parte del suo quotidiano.[...] Con la forza della sua scrittura sottile, Eric Rohmer giunge a farci credere che un atto di fede è un atto d'amore grazie al quale tutto può succedere. »

(Anne de Gasperi, 30/01/1992, Le Quotidien de Paris)

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Conte d'hiver sono evocati:

  • Blaise Pascal e la scommessa
  • Platone, Menone e Fedone, e la questione dell'immortalità dell'anima
  • Shakespeare e il suo lavoro teatrale Racconto d'inverno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TV5MONDE + Cinéma – VàD - Télécharger Conte d'hiver de Eric Rohmer

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rohmer Éric, Contes des quatre saisons, Cahiers du cinéma, coll. « Petite Bibliothèque des Cahiers du Cinéma », 1998.
  • Bonitzer Pascal, Éric Rohmer, Cahiers du Cinéma, coll. « Auteurs », 1999.
  • Serceau Michel, Éric Rohmer, les jeux de l'amour, du hasard et du discours, Cerf, coll. « 7e art », 2000.
  • Tortajada Maria, Le Spectateur séduit : libertinage dans le cinéma d'Éric Rohmer, Kiné, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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