Rabbi Bana'ah

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Rabbi Bana'ah (in ebraico: בנאה ?; o Rabbi Benaiah, ebraico: בניה, entrambi derivati dalla parola בניה, Benaia ('bniya'), lett. "costruzione" o "edificio"; noto anche come הצדיק הלבן, "Ha-Tzadik ha-Lavan", let. "il santo bianco - Tzadik")[1] (Gerusalemme, II secoloIII secolo) era un rinomato saggio ebreo, rabbino Tanna della 5ª generazione (180 - 220 e.v.),[2] nel periodo di transizione dai Tannaim agli Amoraim.

Portava questo nome perché, dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, si adoperava a ricostruire le rovine della città. Era noto anche come "Ha-Tzadik ha-Lavan" (il santo bianco) a causa di una storia isecondo la quale il governatore degli ebrei aveva istruito che venissero usati solo polli neri per l'atto rituale di Kapparot [3] invece che polli bianchi, come era tradizione all'epoca; loro, poiché non avevano altra alternativa, comprarono polli neri e andarono a pregare sulla tomba di Rabbi Bana'ah e, quando ritornarono, scoprirono che tutti i loro polli neri erano diventati bianchi. Da allora Bana'ah venne soprannominato "Tzadik ha-Tarnegolot" (il santo dei polli) o anche "Ha-Tzadik ha-Lavan" (il santo bianco).

Il suo detto più famoso è il seguente:

« Rabbi Banna'ah usava dire: Chi si occupa della Torah per se stessa, la sua cultura diventa un elisir di lunga vita per lui, poiché è detto (Proverbi 3:18), "Essa è un albero di vita per quelli che l'afferrano", e anche: "Sarà salutare per il tuo corpo" ', e si dice anche (Proverbi 8:35): "Infatti chi trova me trova la vita". Ma chi si occupa della Torah non per se stessa, essa diventa per lui un veleno mortale, poiché è detto (Deuteronomio 32:2), "Caschi [arifa] come pioggia la mia dottrina", e arifa significa sicuramente "morte" come è affermato (Deuteronomio 21:4), "E là vicino al corso d'acqua spezzeranno [we'arfu] il collo alla giovenca". »
(Talmud, Trattato "Taanit", 7a[4])

Note[modifica | modifica sorgente]

Jewish Encyclopedia, New York, Funk and Wagnalls, 1901–1906.

  1. ^ Articolo su BANNAAH, BANNAY, BANNAYAH, jewishencyclopedia.com
  2. ^ "Rabbi Banna'ah" | רבי בנאה, Saggi del Talmud.
  3. ^ Kapparot (in ebraico: כפרות ?, pronuncia ashkenazi, Kapporois, Kappores) è un rituale ebraico in uso preso certi ebrei alla vigilia di Yom Kippur. La persona alza in alto, sopra la testa, un pollo o un pugno di monete per tre volte, trasferendo simbolicamente i propri peccati sul pollo o sulle monete. Il pollo viene poi cucinato e donato ai poveri per la consumazione del pasto prima del digiuno. Cfr. Shulchan Aruch Rama O.C. 605:1
  4. ^ halakhah.com, Taanith

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Litografia di un uomo che tiene un pollo sospeso in mano per Kapparot, fine XIX secolo