RS Ophiuchi

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RS Ophiuchi
Ophiuchus constellation map.svg
Classificazione gigante rossa / nana bianca
Classe spettrale A:M2IIIpe / B:D
Distanza dal Sole 1950[1] ÷ 5200[2] anni luce
Costellazione Ofiuco
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 17h 50m 13,20s
Declinazione -06° 42′ 28,5″
Lat. galattica 19,80
Long. galattica +10,37
Dati osservativi
Magnitudine app. 12,5 (quiete) / 5,0 (nova)
Moto proprio AR: 6 mas/anno
Dec: -5 mas/anno
Nomenclature alternative
HD 162214, IRAS 17474-0641, PPM 201101

RS Ophiuchi è una stella binaria, posta nella costellazione della Ofiuco a nord-est di ν Ophiuchi in direzione di M14, dotata di peculiari caratteristiche. Il sistema è infatti una variabile cataclismica di tipo nova ricorrente.

Le due componenti del sistema sono una stella gigante rossa ed una nana bianca. L'orbita della seconda è all'interno dell'atmosfera rarefatta della prima. Attraverso un disco di accrezione il materiale della gigante rossa si accumula sulla nana bianca un fino al raggiungimento di una massa critica che innesca una reazione termonucleare che porta all'esplosione della nova che giunge ad espellere verso l'esterno una massa pari a quella terrestre. Le esplosioni si ripresentano con una periodicità quasi ventennale e al loro manifestarsi il sistema può raggiungere una magnitudine pari a 5 rimanendo visibile ad occhio nudo per qualche giorno. La variabilità rende difficile la definizione dell'esatta distanza del sistema.

Cronistoria delle esplosioni[modifica | modifica sorgente]

1898[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 1898 non fu osservata direttamente. Nel 1904 Williamina Fleming, durante la revisione di alcune lastre fotografiche di Henry Draper, notò una possibile traccia di una nova che venne successivamente confermata da ulteriori analisi svolte da Edward Pickering e Annie Jump Cannon.

1933[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 1933 fu osservata per primo dal bolognese Eppe Loreta che stava osservando Y Ophiuchi allorché notò a sud-ovest un oggetto brillare a circa 50 arcominuti. L'osservazione fu confermata pochi giorni dopo da Leslie Peltier.

1958[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 1958 fu osservata per primo da Cyrus Fernald a Longwood in Florida (USA).

1967[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 1967 avvenne il 27 ottobre e fu osservata per primo da Max Beyer ad Amburgo in Germania.

1985[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 1985 fu osservata per primo da Warren Morrison a Peterborough in Ontario (Canada) e raggiunse una magnitudine di 5,4. Per la prima volta oltre che nel visibile fu studiata nell'infrarosso, nell'ultravioletto e in radioonde[3].

2006[modifica | modifica sorgente]

L'esplosione del 2006 avvenne il 12 febbraio e raggiunse una magnitudine di 4,5. Fu osservata in varie lunghezze d'onda.[4][5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Izumi Hachisu, Mariko Kato, A theoretical light-curve model for the 1985 outburst of RS Ophiuchi in Astrophysical Journal, vol. 536, giugno 2000, pp. L93/L96.
  2. ^ Mariko Kato, Theoretical light curve for the recurrent nova RS Ophiuchi - Determination of the white dwarf mass, composition, and distance in Astrophysical Journal, vol. 369, nº 1, marzo 1991, pp. 471-474, ISSN 0004-637X.
  3. ^ Padin et al., RS Ophiuchi — first radio detection of a recurrent nova outburst in Nature, vol. 315, maggio 1985, p. 306.
  4. ^ Monnier et al., No Expanding Fireball: Resolving the Recurrent Nova RS Ophiuchi with Infrared Interferometry in Astrophysical Journal, vol. 647, agosto 2006, pp. L127–L130.
  5. ^ Bode et al., Observations of the 2006 Outburst of the Recurrent Nova RS Ophiuchi. I. Early X-Ray Emission from the Shocked Ejecta and Red Giant Wind in Astrophysical Journal, vol. 652, novembre 2006, pp. 629–635.

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