R.U.R.

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R.U.R.
Opera teatrale
R.U.R.
Autore Karel Čapek
Titolo originale R.U.R.
Lingua originale Ceco
Genere dramma satirico utopico
Pubblicato nel 1920
Prima assoluta 25 gennaio 1921
Teatro nazionale di Praga
Riduzioni cinematografiche R.U.R. (1938)
 

R.U.R. (sigla di Rossumovi univerzální roboti, traducibile come "I robot universali di Rossum") è un dramma utopico fantascientifico in tre atti del ceco Karel Čapek (1890-1938) pubblicato nel 1920 e messo in scena al Teatro nazionale di Praga il 25 gennaio del 1921.

In quest'opera per la prima volta compare il termine robot, che viene inventato derivandolo dalla parola ceca robota ("schiavitù"). In seguito, il fortunatissimo termine robot prese ad indicare soprattutto organismi meccanici, mentre i robot di Čapek sono in realtà "replicanti", cioè umanoidi organici prodotti da quella che in seguito si sarebbe definita ingegneria genetica, malgrado la procedura di costruzione degli androidi di Rossum appaia descritta in termini piuttosto anacronistici: si parla di macchine per impastare e di tini per il trattamento di protoplasma chimico.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Locandina per una rappresentazione del dramma negli Stati Uniti alla fine degli anni trenta

I robot, costituiti interamente da materia organica e simili agli esseri umani,[1] vengono costruiti nella fabbrica fondata dal dottor Rossum, ubicata su un’isola sperduta in mezzo all’oceano.

L’utopia di Domin, l’incauto demiurgo della Rossum, è di liberare l’umanità dalla schiavitù della fatica fisica. Ma gli effetti sono catastrofici, l’umanità reagisce male, affonda nel vizio e nell’indolenza, e le nascite iniziano a calare in modo preoccupante. I robot, ormai diffusi in tutto il mondo, iniziano a ribellarsi ai loro creatori e a sterminarli. Quando la moglie di Domin, con intuito e determinazione tutti femminili, distrugge i manoscritti che contengono le istruzioni per la fabbricazione degli androidi, è ormai tardi: i robot hanno ormai conquistato la Terra, e i più evoluti di essi hanno scoperto (e sembrano gradire) il modo in cui si riproducono gli esseri umani.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera di Čapek ha avuto una trasposizione sul piccolo schermo, R.U.R., un breve film (35 min.) in bianco e nero per la televisione britannica BBC del 1938,[2] tra i primissimi esempi di fantascienza in televisione.

Alcuni attribuiscono alla storia di Čapek anche l'origine del soggetto per un film sovietico del 1935 dal titolo Gibel sensatsii (Гибель сенсации), nel quale si usa la sigla "RUR" per i robot, ma il drammaturgo non viene mai citato nei crediti del film e la trama non presenta somiglianze se non nel tema generale della creazione di esseri artificiali, peraltro qui privi di emozioni.[3]

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • RUR. Commedia utopista in 4 atti, presentazione di L. Gigli, «Il dramma», 1929 (V), 68, pp. 9-42.
  • R.U.R. L’affare Makropulos, traduzione di G. Mariano, nota di A.M. Ripellino, Torino, Einaudi, 1971, pp. 5-89.
  • R.U.R. (Rossums universal robots). Da dove nacque la progenie del Cyborg, a cura di Vanni de Simone, Bologna, ES/Synergon, 1995.
  • R.U.R. (Rossum’s Universal Robots), a cura di Vanni de Simone, Milano, Francesco Bevivino editore, 2006.
  • R.U.R. Rossum’s Universal Robots, Edizioni Scudo, 2011 (ebook).
  • R.U.R. Rossum's Universal Robots, a cura di Alessandro Catalano, Venezia, Marsilio, 2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ si tratta, più precisamente, di androidi, essendo simili agli esseri umani
  2. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), R.U.R. in Fantafilm. URL consultato il 10 novembre 2013.
  3. ^ a b Gibel Sensatsii (1935) - Horror Movies and Science Fiction Movies Database - Buried.com - Everything That Is Horror - 6236

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edizioni di R.U.R. in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.