Quo vadis? (film 1912)

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Quo vadis?
Quo Vadis poster.jpg
il poster del film
Paese di produzione Italia
Anno 1912
Durata 120 min
Colore B/N
Audio muto
Genere peplum
Regia Enrico Guazzoni
Soggetto Henryk Sienkiewicz
Sceneggiatura Enrico Guazzoni
Produttore George Kleine per Cines
Fotografia Eugenio Bava, Alessandro Bona
Montaggio Enrico Guazzoni
Scenografia Camillo Innocenti
Costumi Enrico Guazzoni
Interpreti e personaggi

Quo vadis? è un film del 1912 diretto da Enrico Guazzoni, tratto dall'omonimo romanzo di Henryk Sienkiewicz. Fu il primo kolossal della storia del cinema, con 5.000 comparse, sfarzose scenografie, set tridimensionali (e non solo più teli dipinti) che ricreavano l'antica Roma: due anni di riprese per 2.250 metri di film e due ore di proiezione che codificheranno i criteri per i superspettacoli a venire del decennio.

Un successo mondiale: fu il primo film a essere proiettato in un teatro di serie A di Broadway con nove mesi di proiezioni continuate da aprile a dicembre, a Londra venne dato in prima davanti al re Giorgio V che si complimentò con gli interpreti, tanto da portare Guazzoni a insistere sulla strada del dramma storico. Due anni dopo, nel 1914, Giovanni Pastrone girò Cabiria, che si rifaceva a Quo vadis, ma era ancora più lungo, complesso e spettacolare.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata durante i pochi anni di governo dell'imperatore Nerone.
Egli è un uomo ambizioso e ossessionato dal potere assoluto e per far ciò distrugge tutto ciò che gli si para davanti al suo scopo. Intanto un suo soldato si innamora di una giovane schiava cristiana di nome Licia, ma il loro amore è proprio ostacolato dalla crudeltà dell'imperatore che odia a morte la Cristianità e per questo sguinzaglia i suoi ufficiali a incendiare Roma, dando poi la colpa ad essi. Inoltre il crudele Nerone fa rapire la coppia e la spedisce in un'arena a combattere contro i leoni.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Peplum ai tempi del cinema muto, 1° cap. di "Il cinema Peplum", di Domenico Cammarota, "Futuro saggi" n. 14, ed. Fanucci, '87, pag. 15
  • Il Mereghetti-Dizionario dei film 2002-Le schede, ed. Baldini & Castoldi, 2001, pag. 1711.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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