Quo primum tempore

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Quo primum tempore
Bolla pontificia di Papa Pio V
Stemma di Papa Pio V
Anno 17 luglio 1570
Argomenti trattati Stabilire una forma definitiva della Santa Messa
La prima pagina della Quo primum tempore
Elevazione dell'ostia durante la celebrazione eucaristica di rito tridentino.

Quo primum tempore è una Costituzione Apostolica in forma di bolla pontificia, promulgata il 14 luglio 1570 dal papa San Pio V secondo le direttive del Concilio di Trento, al fine di stabilire una forma definitiva e per sempre valida della Santa Messa (che da allora viene anche detta Messa di San Pio V).

Caratteristiche e destinazione della Quo primum tempore[modifica | modifica sorgente]

La bolla pontificia, da allora, venne stampata su ogni messale d'altare.[1] Il Papa dichiarò anche che la Messa di rito romano fosse l'unica da adottare e da osservare ovunque nel mondo, in particolare nelle terre di nuova evangelizzazione, eccettuati solamente i riti esistenti da almeno 200 anni. San Pio V vietò inoltre qualsiasi cambiamento della Messa,[2] sotto pena di anatema, pena inflitta anche a chi eventualmente avesse vietato la sua celebrazione; si noti anche che, ad esempio, la preghiera a San Michele Arcangelo o altre piccole "aggiunte" introdotte successivamente, che non costituiscono modifiche del rito, ma bensì suo armonico sviluppo, per renderlo «ancora più bello e più santo».[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maurilius tituli Sancti Marcelli S.R.E. Presbyter Cardinalis Fossati Dei et Apostolicae Sedis gratia Archiepiscopus Taurinensis Sacrae Theologiae et Juris utriusque Facultatum Magnus Cancellarius, MISSALE ROMANUM EX DECRETO SACROSANTI CONCILII TRIDENTINI RESTITUTUM SANCTI PII V PONTIFICIS MAXIMI IUSSU EDITUM ALIORUM PONTIFICUM CURA RECOGNITUM A PIO X REFORMATUM ET BENEDICTI XV AUCTORITATAE VULGATUM, XII Editio Taurinensis juxta typicam, Augustae Taurinorum, Marietti Sanctae Sedis Apostolicae et Sacrae Rituum Congregationis typographi, MCMXLIX, I-II.
  2. ^
    « XII - Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

    Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno diciannove di luglio dell'anno millecinquecentosettanta, quinto del nostro pontificato. »

    (Traduzione in italiano della parte finale della bolla pontificia Quo primum tempore)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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