Quis quid ubi quibus auxiliis cur quomodo quando
La locuzione latina Quis, quid, ubi, quibus auxiliis, cur, quomodo, quando?, tradotta letteralmente, significa chi, che cosa, dove, con quali mezzi, perché, in qual modo, quando?.
È un esametro nel quale sono contenuti i criteri da rispettare nello svolgimento di una composizione letteraria: considerare cioè la persona che agisce (quis); l’azione che fa (quid); il luogo in cui la esegue (ubi); i mezzi che adopera nell’eseguirla (quibus auxiliis); lo scopo che si prefigge (cur); il modo con cui la fa (quomodo); il tempo che vi impiega e nel quale la compie (quando).
L'autore di questo esametro è Cicerone, che nel suo trattato Rhetoricorum, seu De inventione rhetorica esprime i principi di costruzione di un'orazione. Il passo è citato da San Tommaso d'Aquino nella Summa Theologiae, prima parte della seconda parte, questio settima, articolo terzo (cfr. Corpus Thomisticum - Summa Theologiae . URL consultato il 13-04-2007.).
Ancora oggi questo è il principio guida per la scrittura di articoli in ambito giornalistico: mutuando la terminologia dal mondo anglosassone, si parla della "Regola delle 5 w", ovvero who?, what?, where?, when?, why?" ("chi?, cosa?, dove?, quando?, perché?").
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