Qui pro quo

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Qui pro quo è una locuzione latina che nel periodo medievale veniva usata per segnalare un semplice errore di copiatura: lo scambio di lettera.

L'espressione stessa fornisce un chiaro esempio di questo tipo di errori: qui pro quo significa, letteralmente, qui (pronome relativo nel caso nominativo) al posto di quo (ablativo).

Nell'italiano colloquiale e letterario, l'espressione qui pro quo è ancora molto usata nel significato più esteso di "equivoco", "scambio di persona o cosa".

[modifica] Espressioni collegate

Nei paesi anglosassoni, la frase lessicalmente simile quid pro quo non è usata per indicare un errore di copiatura, bensì per esprimere il concetto di scambio: letteralmente che (quid) per che (quo), cioè "una cosa in cambio di qualcos'altro". Per indicare questo concetto in Francia, Italia, Portogallo e Spagna si usa l'espressione do ut des.

[modifica] Esempio

Non amo
Chi sono, ciò che sembro. È stato tutto
Un qui pro quo

(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 13)

[modifica] Citazione

« Essere grandi significa essere fraintesi. »
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