Qui pro quo

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Qui pro quo è una locuzione latina entrata nella lingua italiana dal francese. Il Vocabolario Treccani riferisce infatti che “il significato moderno è ripreso dal francese.” Il Trésor de la langue française inoltre precisa che le espressioni “qui pro quod”, “qui pro quo” oppure “quid pro quo” venivano usate indifferentemente nella farmacologia medievale “per indicare la sostituzione di un medicamento al posto di un altro”. (http://www.cnrtl.fr/definition/quiproquo) Nell'italiano colloquiale e letterario, l'espressione è usata nel significato di "equivoco", "scambio di persona o cosa". L'espressione stessa fornisce un chiaro esempio di questo tipo di errori: qui pro quo significa, letteralmente, qui (pronome relativo nel caso nominativo) al posto di quo (ablativo). Secondo un'altra ricostruzione l'espressione verrebbe non da un errore di trascrizione, ma dalla presenza della forma arcaica di ablativo qui, con valore strumentale, al posto del classico quo, attestata anche nella forma quicum al posto di quocum.[1]

Espressioni collegate[modifica | modifica wikitesto]

Nei paesi anglosassoni, la frase lessicalmente simile quid pro quo non è usata per indicare un errore di copiatura, bensì per esprimere il concetto di scambio: letteralmente che (quid) per che (quo), cioè "una cosa in cambio di qualcos'altro". Per indicare questo concetto in Francia, Italia, Portogallo e Spagna si usa l'espressione do ut des.
Le due espressioni, “quid pro quo” e “qui pro quo”, pur usate con significati diversi, sembrano aver la stessa origine. Il dizionario Treccani (ad vocem “qui pro quo”) riferisce che la seconda di queste forme deriva “probabilmente dal latino quid pro quo, titolo di una sezione che in alcune compilazioni farmaceutiche del tardo medioevo includeva i medicamenti che si potevano dare in luogo di altri....” (cfr. Vocabolario Treccani, http://www.treccani.it/vocabolario/qui-pro-quo/)

Esempio[modifica | modifica wikitesto]

Non amo
Chi sono, ciò che sembro. È stato tutto
Un qui pro quo

(Eugenio Montale, Ossi di seppia, 13)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario del Calonghi-Georges p 2227
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