Questionario di Proust

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Marcel Proust nel 1900

Il questionario di Proust è una serie di domande volte a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi vi risponde. Malgrado la denominazione possa indurre a pensare che sia stato creato da Marcel Proust, il grande scrittore francese si limitò a fornire le proprie risposte. Non si tratta di un test psicologico, poiché non è corredato di interpretazioni di alcun genere; ha il solo scopo di conoscere meglio se stessi e gli altri.[1]

Storia del questionario[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XIX secolo, quando Proust era adolescente, la sua amica e coetanea Antoinette Faure (figlia del futuro presidente della Repubblica francese Félix Faure) gli propose di rispondere, per iscritto, a una serie di domande presenti su un album in lingua inglese intitolato An Album to Record Thoughts, Feelings, etc. (che si traduce: un album per conservare pensieri, sentimenti, eccetera).[2] Al tempo, infatti, presso le famiglie inglesi era piuttosto diffusa l’abitudine di rispondere a questionari simili, spesso nel corso di intrattenimenti sociali.[3] Anni dopo l'album fu ritrovato da André Berge, uno dei figli della Faure, che nel 1924 pubblicò per la prima volta le risposte di Proust. Nel 2003 il manoscritto originale è stato venduto all’asta per la somma di 102.000 euro.

In seguito Proust rispose a un secondo questionario.[4] In cima al foglio scrisse di proprio pugno: "Marcel Proust par lui-même" (che si può tradurre liberamente: Proust raccontato da Proust). Tra l’una e l’altra versione, le domande sono simili ma non identiche e le risposte dello scrittore piuttosto diverse.

Il questionario oggi[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni programmi televisivi, in diversi Paesi, hanno fatto uso del questionario, rivolgendo le domande a personaggi celebri. È il caso del francese Apostrophes condotto da Bernard Pivot o dell'americano Inside the Actor's Studio condotto da James Lipton. La rivista Vanity Fair, nell'edizione americana, riporta le risposte al questionario di diverse persone famose e nel 2009 ne ha lanciato una versione interattiva online.[5] Anche in Italia, non poche sono le testate che ne fanno o ne hanno fatto uso; Io Donna, supplemento del Corriere della Sera, ne riporta regolarmente una versione "mini".[6]

Le risposte di Proust[modifica | modifica wikitesto]

  • L'album di Antoinette Faure: riproduzione della pagina e risposte tradotte in italiano [1]
  • Il secondo questionario: riproduzione della pagina e domande/risposte tradotte in italiano [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IlTuoPsicologo.it
  2. ^ MarcelProust.it
  3. ^ Il questionario di Proust
  4. ^ The Infamous Proust Questionnaire
  5. ^ Vanity Fair - Turbo Proust!
  6. ^ Questionario pubblicato nel numero del 14/20 aprile 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]