Queen II

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Queen II
Artista Queen
Tipo album Studio
Pubblicazione 8 marzo 1974(UK)
9 aprile 1974 (USA)
Durata 40 min : 52 s
(album originale)
59 min : 53 s
(deluxe edition 2011)
Dischi 1
Tracce 11 (album originale)
16 (deluxe edition 2011)
Genere Hard rock[1]
Glam rock[1]
Rock progressivo[1]
Art rock[1]
Etichetta EMI (UK)
Hollywood Records (USA)
Produttore Roy Thomas Baker
Queen
Robin Geoffrey Cable (Nevermore e Funny How Love Is)
Registrazione agosto 1973, negli studi Trident di Londra
Note #5 (UK)[2]
#19 (Norvegia)
#26 (Giappone)
#49 (USA)[2]
Certificazioni
Dischi d'oro Stati Uniti Stati Uniti (1)[3]
(vendite: 500 000+)
Dischi di platino Regno Unito Regno Unito (1)[4]
(vendite: 300 000+)
Polonia Polonia (1)[5]
(vendite: 20 000+)
Queen - cronologia
Album precedente
(1973)
Album successivo
(1974)
Singoli
  1. Seven Seas of Rhye
    Pubblicato: 23 febbraio 1974

Queen II è il secondo album in studio del gruppo musicale britannico Queen, pubblicato l'8 marzo 1974.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album è stato inciso a Londra nei Trident Studios nell'agosto del 1973, ed è stato pubblicato in ritardo rispetto alle previsioni data la crisi del petrolio[2].

Invece dell'indicazione canonica Lato A e Lato B, i lati dell'album sono stati indicati con la dicitura Lato Bianco e Lato Nero. Il primo lato dell'album è formato da canzoni composte dal chitarrista Brian May (come Father to Son o White Queen), mentre il secondo contiene canzoni composte da Freddie Mercury, tra le quali spiccano la ballata Nevermore, The March Of The Black Queen o Seven Seas of Rhye, primo brano dei Queen ad entrare nella top ten nazionale. I due lati sono intervallati da un brano di Roger Taylor, The Loser In The End.

La distinzione fra Lato Nero e Lato Bianco è dovuta ai differenti caratteri dei compositori. Il bianco e nero stanno a significare come viene vista la figura della regina dai due musicisti. Freddie Mercury, ad esempio, nel brano The March of the Black Queen la immagina vestita di nero che avanza portando scompiglio e paura. Brian May invece, dotato di un carattere più tranquillo di Mercury, la descrive come una dolce regina bianca nel brano White Queen.

Una volta fatta questa distinzione è possibile capire il vero significato dell'album, ovvero una feroce riproduzione musicale della fragilità di Brian May e della sontuosità di Freddie Mercury, ma soprattutto l'eterno duello tra le forze del bene e quelle del male[senza fonte].

Le due facciate sono indicate con due corrispondenti foto della band vestita interamente di bianco o di nero. Le fotografie usate per questo album sono probabilmente tra le più celebri tra quelle che ritraggono la band, ed infatti i Queen le hanno usate spesso per tutta la loro carriera, soprattutto nel videoclip di Bohemian Rhapsody.

L'album è stato ripubblicato prima nel 1991 negli USA dall' Hollywood Records con l'aggiunta di tre bonus tracks, in seguito nel 1994 dalla Parlophone Records (senza alcuna traccia bonus) ed infine nel 2011 rimasterizzato in formato digitale dalla Island/Universal e distribuito in due edizioni:

  • standard edition, contenente l'album originale
  • deluxe edition 2 CD, contenente l'album originale ed un EP bonus

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

White side

Testi di Brian May, eccetto The Loser in the End (composta da Roger Taylor).

  1. Procession – 1:12
  2. Father to Son – 6:14
  3. White Queen (As It Began) – 4:36
  4. Some Day One Day – 4:23
  5. The Loser in the End – 4:01
Black side

Testi di Freddie Mercury.

  1. Ogre Battle – 4:08
  2. The Fairy Feller's Master-Stroke – 2:41
  3. Nevermore – 1:27
  4. The March of the Black Queen – 6:33
  5. Funny How Love Is – 2:47
  6. Seven Seas of Rhye – 2:50
Bonus tracks (riedizione CD del 1991 della Hollywood Records)
  1. See What A Fool I've Been (B-side Version, February 1974) – 4:32 (Brian May)
  2. Ogre Battle (1991 Remix) – 3:27 (Freddie Mercury)
  3. Seven Seas of Rhye (1991 Remix) – 6:35 (Freddie Mercury)
Bonus EP (riedizione CD del 2011 della Island/Universal)
  1. See What a Fool I've Been (BBC Session, July 1973 - Remix 2011) – 4:22 (Brian May)
  2. White Queen (As It Began) (Live At Hammersmith Odeon, December 1975) – 5:32 (Brian May)
  3. Seven Seas of Rhye (Instrumental Mix) – 3:09 (Freddie Mercury)
  4. Nevermore (BBC Session, April 1974) – 1:27 (Freddie Mercury)
  5. See What a Fool I've Been (B-side Version, February 1974) – 4:31 (Brian May)

Durata totale: 19:01

Procession[modifica | modifica wikitesto]

Procession, brano strumentale, venne composta da Brian May. La registrazione è in multitraccia. Le parti sovrapposte vennero registrate sulla Red Special tramite l'amplificatore Deacy Amp, progettato e costruito artigianalmente da John Deacon.

Father to Son[modifica | modifica wikitesto]

Father to Son è un brano scritto da Brian May, composto da diverse sezioni, una delle quali, quella principale, in stile hard rock ed altre più calme. Le poche note di pianoforte udibili nella canzone sono state suonate da May (Freddie Mercury subentrò in lavori più complicati).

White Queen (As It Began)[modifica | modifica wikitesto]

White Queen (As It Began) venne composta da Brian May durante i suoi studi di astronomia all'Imperial College di Londra. Tutte le parti vocali sono cantate da Mercury, incluse alcune armonie in multitraccia che emulano un coro angelico. Il testo riguarda l'amore non corrisposto del chitarrista per una ragazza, a cui non riusciva a confessare i propri sentimenti.

Contrariamente a quanto creduto da molti, questo brano non è mai stato eseguito dalla prima band di May, gli Smile.

Some Day One Day[modifica | modifica wikitesto]

Some Day One Day è il primo brano cantato interamente da May ed ispirato dall'idea di un posto in cui tutte le relazioni fossero perfette. Questo tema venne rivisitato dal chitarrista alcuni anni dopo, nell'album solista Another World.

In questo brano Brian May suona la chitarra acustica e quella elettrica. L'ultimo assolo di chitarra, durante il fade-out, è costituito di tre parti soliste. Questo tipo di arrangiamento complesso è tipico di May, ma solitamente le chitarre eseguono parti in armonia, mentre in questo caso suonano parti tutte differenti tra loro.

The Loser in the End[modifica | modifica wikitesto]

The Loser in the End è l'unico contributo di Roger Taylor nell'album, come autore e voce principale. Nonostante Queen II non possa essere considerato un vero e proprio concept album, questo brano sembra "staccato" da tutte le altre tracce, che sono invece tra loro connesse per il tema trattato o per il tono.

È presente come lato B nella versione giapponese del singolo Seven Seas of Rhye, al posto di See What A Fool I've Been.

Ogre Battle[modifica | modifica wikitesto]

Freddie Mercury compose Ogre Battle sulla chitarra nel 1972. La band rinunciò ad inserire questa traccia per il primo album (Queen) ma preferirono aspettare fino a quando non avrebbero avuto più libertà in studio per poterla registrare a modo.

Come suggerito dal titolo, Ogre Battle è la storia di una battaglia tra orchi. I rumori dello scontro sono prodotti dalla chitarra di Brian May ed altri effetti sonori. Il riff di chitarra, assieme alla batteria di Taylor, conferisce al brano un suono tipico dell'heavy metal anni settanta. Le urla da orco nel mezzo della traccia sono di Mercury, mentre le armonie acute al termine del coro sono cantate da Taylor. L'introduzione ripropone le ultime battute suonate al contrario.

Questo brano è musicalmente complesso, essendo costruito su una struttura aciclica ed insolite modulazioni. Su richiesta di Mercury, il produttore Roy Thomas Baker introdusse durante le sessioni di registrazione molti effetti progressivi, come rulli di tamburo invertiti, grida selvagge e gong con pesante riverbero

Ogre Battle veniva spesso eseguita durante i live, ma molto più lentamente che nella versione studio. Non venne eseguita nei concerti tenuti tra il 1977 e il 1978.

The Fairy Feller's Master-Stroke[modifica | modifica wikitesto]

The Fairy Feller's Master-Stroke di Richard Dadd.

Mercury scrisse The Fairy Feller's Master-Stroke dopo aver visto l'omonimo dipinto di Richard Dadd: sembra che, ogni volta che i Queen avessero del tempo libero, Mercury li portasse ad ammirare il quadro alla Tate Gallery di Londra, dov'è ancora oggi esposto.

Anche The Fairy Feller's Master-Stroke, come la maggior parte dei brani dell'album, è basato su leggende medievali. Il testo segue la claustrofobica atmosfera del dipinto e ne racconta ogni singola scena facendo riferimento diretto ai personaggi, ad esempio Queen Mab, Waggoner Will, il Tatterdemalion (lo Straccione) e altri, descrivendoli come nel poema di Dadd.

Il complesso arrangiamento del brano è basato su una traccia base di pianoforte, basso e batteria, completata da clavicembalo e parti vocali e chitarristiche sovrapposte. Per la registrazione della versione studio Mercury suonò il clavicembalo e il pianoforte, mentre Roy Thomas Baker suonò le nacchere. Taylor definì The Fairy Feller's Master-Stroke il "più grande esperimento stereo" dei Queen, riferendosi al massiccio uso del panning durante il missaggio. Questo brano è similare per forza evocativa, trovate "buffe" ma ad effetto e complessità barocca, ai primi Yes. I Queen trassero ispirazione dalle prime bands prog ma senza mai "emulare" nessuno e creando le loro canzoni in maniera spontanea e perfezionista.

Esiste una versione Live(abbastanza rara visto che non ne esistono altre)del Live At The Rainbow '74.

Nevermore[modifica | modifica wikitesto]

Bellissima canzone pianoforte e voce scritta e cantata da Mercury, che si collega alla canzone precedente, è la più corta dell'album (se si esclude la canzone Procession) e parla di un amore contrastato.

The March of the Black Queen[modifica | modifica wikitesto]

La canzone viene contrapposta a White Queen (As It Began) e richiama alla conversione alle forze del male, ma anche a motivi orientali, che hanno sempre affascinato Mercury. La regina nera viene descritta come portatrice di paura e assolutamente non conforme ai soliti canoni regali; allo stesso tempo, vengono trattati molteplici temi, anche a causa della diversa metrica usata nella canzone. Il testo fu interamente scritto e interpretato da Freddie Mercury, ad eccezione dell'impianto corale supportato da Brian May e Roger Taylor e ad un piccolo pezzo del brano cantato da Roger Taylor al minuto 4:37. Il testo, comunque, non è facilmente comprensibile e si può prestare a varie interpretazioni, dato che Freddie Mercury non spiegò mai il significato delle sue canzoni (ancora oggi i critici musicali si pongono domande sul significato di Bohemian Rhapsody).

La traccia è musicalmente complessa, non ha un ritornello e presenta bruschi cambi di ritmo e sonorità (passando dalla ballata al rock) ed effetti progressive (come grida selvagge, suoni di campane e di nacchere), oltre ad arpeggi al pianoforte e riff di chitarra elettrica ottenuti grazie alla Red Special; inoltre la canzone è polimetrica, in quanto possiede contemporaneamente i tempi 8/8 e 12/8. Brian May affermerà a più di 30 anni di distanza che, durante le registrazione di questa canzone, i Queen buttarono le basi per la registrazione di Bohemian Rhapsody; i cori iniziali furono infatti registrati con la medesima tecnica della parte operistica della canzone contenuta nell'album A Night at the Opera.

La canzone, che rappresenta la traccia più lunga dell'intero album (essendo della durata di 6 minuti e 33 secondi), non fu mai eseguita dal vivo nella versione completa, in quanto troppo complessa da riprodurre sul palco; tuttavia nei concerti dei primi anni settanta, specialmente nei medley, ne furono riproposte varie parti.

Funny How Love Is[modifica | modifica wikitesto]

La canzone, che come molte altre dell'album, inizia senza soluzione di continuità con il brano precedente, si discosta dalle sonorità e dai temi dell'album (il principale è la contrapposizione tra bene e male). In questo brano si fa largo uso di piatti e del pianoforte, mentre la voce del frontman dei Queen, Freddie Mercury, è registrata in modo da essere in "secondo piano", meglio adattandosi alla musica rinunciando al naturale tono potente in favore di un suono più ovattato.

Seven Seas of Rhye[modifica | modifica wikitesto]

Questo brano era inizialmente pensato per il primo album ma successivamente ne fu eseguita solo una versione strumentale. Il tema è quello dominante di tutto l'album, ovvero lo scontro fra le forze del bene e del male. La decisione di estrarre il brano come singolo era dovuto alle critiche relative al primo singolo Keep Yourself Alive, che presentava un lungo intro: nell'introduzione di Seven Seas of Rhye, infatti, avviene tutto e subito. Il brano regala al gruppo londinese la prima hit, arrivando alla posizione numero 10 in Inghilterra.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Queen II in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  2. ^ a b c (EN) Queen Proves There's Life After Freddie, ohmynews.com, 25 gennaio 2006. URL consultato il 16 aprile 2006.
  3. ^ Template:Cite certification
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