Quartetto n. 13 (Beethoven)

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Il Quartetto per archi n. 13 in Si bemolle maggiore, op. 130 di Ludwig van Beethoven è stato completato nel novembre del 1825. Il numero d'opera fu assegnato in base all'ordine di pubblicazione anche se in realtà risulta essere il quattordicesimo quartetto ad essere stato composto da Beethoven. La prima esecuzione fu realizzata dallo Schuppanzigh Quartet nel marzo 1826. Il quartetto fu dedicato da Beethoven al nobile russo, amante della musica e mecenate Nikolai Galitzin.

Movimenti[modifica | modifica sorgente]

La struttura originale del quartetto consisteva in sei movimenti per una durata totale di circa 50 minuti, come segue:

  1. Adagio, ma non troppo — Allegro
  2. Presto
  3. Andante con moto, ma non troppo. Poco scherzoso
  4. Alla danza tedesca. Allegro assai
  5. Cavatina. Adagio molto espressivo
  6. Große Fuge (Grande Fuga Op.133): Ouverture. Allegro — Meno mosso e moderato — Allegetto — Fuga. [Allegro] — Meno mosso e moderato — Allegro molto e con brio — Allegro

Dopo la prima esecuzione del quartetto, le reazioni contrastanti e alcune pressioni dell'editore, convinsero Beethoven a sostituire il finale con un movimento diverso, molto più corto e leggero rispetto alla poderosa Grande Fuga. Il nuovo finale, scritto tra settembre e novembre del 1826, è il seguente:

6. Finale: Allegro

Il finale originale è stato poi pubblicato separatamente come un'opera a sé stante con il titolo di Grande Fuga op. 133.

In alcune riproposizioni moderne dell'opera, gli esecutori del quartetto scelgono di suonare il finale originalmente previsto da Beethoven, oppure eseguono entrambi i movimenti finali, la Grande Fuga e l'Allegro in successione.

Beethoven inserì spesso delle fughe nelle sue ultime composizioni; alcuni esempi sono i movimenti finali della sonata per pianoforte Hammerklavier op. 106, della Nona sinfonia e della sonata per pianoforte op. 110.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il quinto movimento del quartetto, la Cavatina (nell'esecuzione registrata dal Budapest String Quartet), è stato scelto come ultimo pezzo ad essere inserito sul Voyager Golden Record, il disco d'oro per grammofono che contiene vari campioni di suoni comuni della Terra, di lingue, immagini e di musica inviata nello spazio con le due sonde Voyager[1].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Voyager - The Interstellar Mission

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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