Qinnasrin

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Coordinate: 35°59′54.95″N 36°59′52.51″E / 35.998598°N 36.997919°E35.998598; 36.997919

Qinnasrin
arabo: قنسرين
Ancient Roman road of Tall Aqibrin.jpg
Localizzazione
Stato Siria Siria
Distretto Hama
Altitudine 289 m s.l.m.

Qinnasrin arabo: قنسرين‎ è un sito archeologico della Siria, a 40 km da Aleppo, che corrisponderebbe all'antica città di Chalcis. Il nome della città è di origini aramaica e appare come Qenneshrīn nei testi siriaci, composta cioè dalle parole qinnā (nido) e nasrīn (delle aquile).

Nel Talmud babilonese ( Talmud bavli ) si trova sotto la forma Kannishrayyā, mentre gli storici del medioevo parlavano di Canestrine.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città di Chalcis fu fondata dai Seleucidi. Nel 252 la città fu occupata dalla armate sasanidi di Sapore I, nel corso della spedizione militare di quegli anni. San Girolamo (347-420) si racconta si ritirò nel deserto di Chalcis dal 375 al 376.[2]

Alla fine del 636, Abu Ubayda ibn al-Jarrah su ordine del califfo 'Omar ibn al-Khattāb fu catturato da Homs. Un terremoto aiutò i musulmani a far crollare parte delle fortificazioni. Due erano le città da conquistare: Chalcis e Cesarea in Palestina. Abū ʿUbayda inviò un distaccamento sotto il comando di Khalid ibn al-Walid per conquistare Chalcis. La città alla fine fu distrutta e la guarnigione massacrata. Abū ʿUbayda, conquistata in seguito anche Aleppo, divenne il governatore di tutta la Siria. Nel 639, un esercito di oltre centomila uomini sotto il comando dell'imperatore bizantino Eraclio, giunse sotto le mura di Emesa. Abū ʿUbayda chiese rinforzi. Yazid ibn Abi Sufyan raggiunse a Damasco, Mu'awiya ibn Abi Sufyan a Cesarea, mentre Khalid ibn al-Walid rimaneva a Chalcis per raccogliere un esercito in attesa di rinforzi proveniente dall'Iraq.

Nel 718, il califfo Sulayman ibn Abd al-Malik moriva proprio a Qinnasrīn di indigestione.

Archeologia del sito[modifica | modifica sorgente]

Le ricerche archeologiche sono state compiute sull'area denominata Hādhir Qinnasrīn, divisa in due differenti siti lungo 4 km delle sponde del fiume Quwayq.[3] Si tratterebbe del sito di Chalcis/al-ʿĪss e di al-Hādhir/Qinnasrīn.

Il sito di Chalcis non è stato ancora stato indagato in modo adeguato, mentre quello di Hādhir, solo in parte e per un breve periodo. Il programma di ricerca è iniziato nel 1997 da un team guidato da Marianne Barrucand (Università di Parigi IV), che ha lavorato con Donald Whitcomb (Istituto Orientale dell'Università di Chicago) e Clauss-Peter Haase (Museo di Arte e storia a Berlino). La difficoltà degli scavi di questi due siti deriva dal fatto che sono zone abitate. Nel caso di al-Hādhir si tratta di una città di 25.000 abitanti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda il lemma «Qinnasrīn» sull'Encyclopaedia of Islam (N.[ikita] Elisseef).
  2. ^ Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Milano, Rizzoli Libri S.p.a., 1993, ISBN 88-17-84233-8. p. 530
  3. ^ In arabo ﻗﻮﻴﻖ, Quwayq.