Qabus dell'Oman

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Qābūs bin Saʿīd Āl Saʿīd
قابوس بن سعيد آل سعيد
السلطان قابوس.jpg
Sultano dell'Oman
Stemma
In carica dal 23 luglio 1970 (44 anni)
Predecessore Saʿīd ibn Taymūr
Altri titoli Primo Ministro dell'Oman
Nascita Salala, 18 novembre 1940 (74 anni)
Dinastia Āl Bū Saʿīdī
Padre Saʿīd ibn Taymūr
Madre Mazwon bint Ahmad
Consorte Kamila (divorziato)

Qābūs bin Saʿīd Āl Saʿīd (in arabo: قابوس بن سعيد آل سعيد; Salala, 18 novembre 1940) è il Sultano dell'Oman.

Da quarantaquattro anni è la massima autorità del proprio paese. È asceso al trono appena 29enne, dopo aver rovesciato suo padre, Saʿīd bin Taymūr, con un colpo di Stato incruento nel 1970. È il 14º discendente della dinastia Āl Bū Saʿīdī.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il Sultano Qābūs b. Saʿīd nacque a Ṣalāla, nel Dhofar, il 18 novembre 1940. Qābūs è l'unico figlio del sultano Saʿīd bin Taymūr e rappresenta l'ottava generazione della dinastia di Āl Bu Saʿīdī. Ricevette istruzione primaria e secondaria nella città di Salala e a Pune (India) e, in seguito, in scuole private del Regno Unito a partire dall'età di 16 anni.[2] A 20 anni entrò nella Royal Military Academy Sandhurst e in seguito, ottenuti i gradi, fu impiegato in un Reggimento di fanteria britannico, il Cameronians, e servì nel 4º Battaglione in Germania per un anno.

Dopo il servizio militare, il sultano Qābūs ritornò a Ṣalāla, dove studiò la religione islamica e la storia della sua nazione.

La presa del potere[modifica | modifica wikitesto]

Nei sei anni precedenti alla detronizzazione di Saʿīd bin Taymūr l'esperienza di Qābūs fu limitata al palazzo reale di Ṣalāla. Nel luglio 1970, i soldati che sostenevano Qābūs disarmarono con la forza le truppe leali a Saʿīd bin Taymūr, e lo deposero.[3] Qabus salì così sul trono del padre.[4] Il governo britannico aiutò Qabus a consolidare il potere.

Qābūs inaugurò il suo regno il 23 luglio 1970, partendo da Mascate. Qui dichiarò che il regno non si sarebbe più chiamato Sultanato di Mascate e Oman, ma che avrebbe cambiato il suo nome in "Sultanato dell'Oman", per meglio rifletterne l'unità politica. Il primo importante problema che Qābūs bin Saʿīd affrontò in qualità di sultano fu una rivoluzione comunista che partiva dal Sud Yemen: la guerra del Dhofar (19621976). Il sultano sconfisse le incursioni comuniste con l'aiuto dell'Iran, del SAS britannico e della Royal Air Force.

Il sultanato[modifica | modifica wikitesto]

Qābūs nel 1980.

Qābūs governa come monarca assoluto. Situazione simile alla vicina Arabia Saudita, le decisioni di Qābūs non sono soggette a modifiche da parte degli altri membri della famiglia reale dell'Oman. Le decisioni governative sono filtrate attraverso il consenso delle istituzioni federali, provinciali locali e rappresentati tribali, alcuni critici sostengono che Qābūs esercita de facto un controllo su questo processo. Qābūs bin Saʿīd intraprende regolarmente dei viaggi attraverso il suo reame, nei quali ogni cittadino con una richiesta o una protesta può appellarsi al sultano in persona.

Recentemente, Qābūs ha permesso elezioni parlamentari (nelle quali le donne hanno potuto votare e candidarsi) ed è stata loro promessa grande apertura e partecipazione al governo. Ancora oggi, comunque, questo parlamento è privo di sostanziale potere politico malgrado il sultano sia stato costretto a cedere i poteri legislativi al parlamento, che finora aveva una funzione consultiva, per frenare il malcontento esploso in alcune manifestazioni di protesta. Secondo quanto riporta l'agenzia ufficiale Ona il sultano ha conferito "poteri legislativi e di vigilanza" sull'azione di governo al "Consiglio d'Oman" che finora aveva solo funzioni consultive.[5]

I sostenitori di Qābūs, fin quando non sono scoppiate forme popolari di protesta contro i regimi arabi nel Maghreb e nel Vicino Oriente arabo, hanno sempre sottolineato i suoi successi nel governo del paese. Rispetto agli standard del Golfo Persico, l'Oman infatti garantisce un buon ordine pubblico (è un paese estremamente sicuro), una discreta economia (dovuta alla sua produzione di petrolio) e una società relativamente permissiva. Da quando è salito al trono, l'Oman ha intrecciato relazioni internazionali, liberalizzato i giornali, creato università, costruito autostrade, aperto alberghi e centri commerciali.

A differenza degli altri Stati del golfo Persico, Qābūs bin Saʿīd non ha scelto pubblicamente il suo erede. L'Articolo 6 della Costituzione attualmente prevede che il Concilio della famiglia regnante deve scegliere il successore dopo che il trono si è reso vacante e la preferenza del sultano deve essere espressa in una lettera ufficiale e utilizzata solo con il consenso della famiglia. I critici temono che il risultato incerto potrebbe ispirare una lotta per il potere tra i membri della dinastia o i militari. Un potere vacante potrebbe coincidere con un blocco delle esportazioni di petrolio.

Il compleanno del sultano è il 18 novembre, questo giorno è celebrato come festa nazionale.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Il Sultano Qābūs incontra il vice presidente degli Stati Uniti Dick Cheney nel 2002.

Qābūs mantiene ufficialmente l'Oman neutrale. Sin dagli anni '80 – quando mediò il cessate il fuoco nella guerra Iran-Iraq mentre le altre monarchie del Golfo Persico finanziavano l'esercito di Saddam Hussein - Qābūs prova ad agire da stabilizzatore regionale, a fare da ponte tra monarchie sunnite e Iran sciita, paese quest'ultimo con cui mantiene contatti e relazioni normali (pur essendo un alleato di Stati occidentali come il Regno Unito e gli Stati Uniti). Nel 1979 l'Oman è stato l'unico Stato arabo, insieme al Sudan di Ja'far al-Nimeyri, a riconoscere l'accordo di pace con Israele del presidente egiziano Anwar al-Sādāt.

Rispetto agli altri stati del Golfo Persico, l'Oman ha adottato una politica estera prudente e pragmatica: mantiene relazioni più cordiali con l'Iran, ed è attento ad apparire neutrale e a mantenere un equilibrio tra l'Occidente e l'Iran.[6] Di conseguenza, l'Oman ha spesso agito come intermediario tra gli Stati Uniti e l'Iran, specialmente nei colloqui riguardanti la questione del Nucleare iraniano.[7][8]

Inoltre ha forgiato e mantiene buoni rapporti con gli altri Stati arabi. Nel 1981 ha aderito al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ma, al contempo, ha sempre respinto con forza i reiterati tentativi da parte saudita di un'unione militare tra tutti i Paesi aderenti.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il sultano Qābūs bin Saʿīd appartiene alla corrente kharigita ibadita, che ha tradizionalmente regnato in Oman. Gli Ibaditi sono la maggioranza del paese, con una minoranza sunnita. La percentuale precisa non si conosce ma si parla generalmente di un 55% di Ibaditi, mentre i sunniti, seguiti da una piccola presenza di sciti e stranieri indù e cristiani, si fermano al 25%. Qābūs ha dimostrato la sua tolleranza religiosa finanziando la costruzione e il mantenimento di molte moschee ma anche di altri edifici religiosi.

Riyal raffigurante Qabus bin Sa'id

Nel 1976 Qābūs bin Saʿīd ha sposato sua cugina, Kamila, nata nel 1951, figlia di S.A. Sayyid Ṭāriq ibn Taymūr, ma il matrimonio è terminato con un divorzio nel 1979. Non ha avuto figli.

Qābūs bin Saʿīd è un grande appassionato di musica classica. I 120 membri della sua orchestra sono molto apprezzati in tutto il Vicino Oriente e sono stati inizialmente istruiti da professionisti britannici. L'orchestra è interamente costituita da giovani omaniti, fino al 1986, sono cresciuti insieme all'interno dell'orchestra. Suonano anche all'estero accompagnati anche dal sultano (ma non nella wahhabita Arabia Saudita, perché l'orchestra comprende elementi maschili e femminili). Il compositore argentino Lalo Schifrin è stato incaricato di comporre un'opera intitolata Impressioni sinfoniche dell'Oman.[9]

Successione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Linea di successione al trono dell'Oman.

La linea di successione non è chiara in Oman, dove vi è una storia contrastata di successioni e colpi di stato. Il Sultano Qābūs bin Saʿīd stesso ha deposto suo padre. Suo padre a sua volta ha deposto suo nonno dopo che lo ha forzatamente fatto abdicare. Qābūs bin Saʿīd non ha avuto figli, ma ha tre sorelle. Ci sono altri membri maschi nella famiglia reale, alcuni zii paterni che sono ancora vivi e le loro famiglie. Seguendo la linea di primogenitura, il successore dovrebbe essere il figlio del suo zio più prossimo, S.A. il Principe Ṭāriq ibn Taymūr Āl Saʿīd ma questo non vincola in alcun modo il Sultano nelle sue scelte successorie.[10]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di al-Alam, Mascate

Possiede i seguenti palazzi in Oman:

  • Palazzo di al-Alam
  • Palazzo di Barka
  • Palazzo di Salala
  • Palazzo di Sohar

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Qabus
Stemma
Sultano dell'Oman
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sire
I trattamenti d'onore

Onorificenze dell'Oman[modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro dell'Ordine di Al Sa'id - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine di Al Sa'id
Gran maestro dell'Ordine dell'Oman - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine dell'Oman
Gran maestro dell'Ordine civile dell'Oman - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine civile dell'Oman
Gran maestro dell'Ordine militare dell'Oman - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine militare dell'Oman
Gran maestro dell'Ordine del Rinascimento dell'Oman - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine del Rinascimento dell'Oman
Gran maestro dell'Ordine del sultano Qabus - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine del sultano Qabus
immagine del nastrino non ancora presente Gran maestro dell'Ordine di N'Oman
immagine del nastrino non ancora presente Gran maestro dell'Ordine della Cultura, scienza e arte
immagine del nastrino non ancora presente Gran maestro dell'Ordine al merito del sultano Qabus
immagine del nastrino non ancora presente Gran maestro dell'Ordine di Al-Assthqaq
immagine del nastrino non ancora presente Gran maestro dell'Ordine dell'Emblema reale

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Collare di Badr (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare di Badr (Arabia Saudita)
Membro di I Classe dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— dicembre 1971
Collare dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 23 dicembre 2006
Grande Stella dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca (Austria)
— 31 marzo 2001
Membro di I classe dell'Ordine di Khalifa (Bahrain) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine di Khalifa (Bahrain)
Collare dell'Ordine famigliare reale della Corona del Brunei  (Brunei) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine famigliare reale della Corona del Brunei (Brunei)
— 15 dicembre 1984
Collare dell'Ordine della Federazione (Emirati Arabi Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Federazione (Emirati Arabi Uniti)
Collare dell'Ordine del Nilo (Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Nilo (Egitto)
— 1976
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 31 maggio 1989
Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania)
Collare dell'Ordine di Mubarak il Grande (Kuwait) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Mubarak il Grande (Kuwait)
— 28 dicembre 2009
Gran Collare dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran)
— 3 marzo 1974
Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran)
— 14 ottobre 1971[11]
Cavaliere di I classe dell'Ordine della Stella di Adipurna (Indonesia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine della Stella di Adipurna (Indonesia)
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (Italia)
— 22 aprile 1974[12]
Membro di classe eccezionale dell'Ordine al merito (Libano) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di classe eccezionale dell'Ordine al merito (Libano)
Cavaliere dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona del Reame (Malesia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
— 2012
Cavaliere di I classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan)
— 21 aprile 2001[13]
Collare dell'Indipendenza (Qatar) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Indipendenza (Qatar)
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 18 marzo 1982[14]
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
— 8 luglio 1976[14]
Cavaliere di Grazia e Giustizia del Venerabile ordine di San Giovanni (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Grazia e Giustizia del Venerabile ordine di San Giovanni (Regno Unito)
— 8 ottobre 1976
Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
— 28 febbraio 1979[14][15]
Royal Victorian Chain (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Royal Victorian Chain (Regno Unito)
— 7 novembre 2010
Balivo di Gran Croce del Venerabile ordine di San Giovanni (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Balivo di Gran Croce del Venerabile ordine di San Giovanni (Regno Unito)
— 19 marzo 1984
Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca) - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica Federale Tedesca (Repubblica Federale Tedesca)
Membro di I classe dell'Ordine di Temasek (Singapore) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine di Temasek (Singapore)
— 12 marzo 2009
Membro di I Classe dell'Ordine degli Omayyadi (Siria) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine degli Omayyadi (Siria)
Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 13 dicembre 1985[16]
Gran croce dell'Ordine della Buona Speranza (Sudafrica) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine della Buona Speranza (Sudafrica)
— 1999[17]
Collare dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine dell'Indipendenza (Tunisia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Qaboos bin Said in Webster's Concise Encyclopedia, vol. 1, New York, Gramercy Books, 1998, p. 520.
  2. ^ Tribute to His Majesty
  3. ^ Oman: The Death of the Last Feudal Arab State
  4. ^ Yaroslavth Trofimov, Oman has oil, but it had no orchestra in Wall Street Journal, 14 dicembre 2001, p. A6.
  5. ^ Articolo su Wall Street Italia.
  6. ^ Michael Slackman, Oman Navigates Between Iran and Arab Nations in The New York Times, 16 maggio 2009.
  7. ^ http://www.nytimes.com/2013/09/05/world/middleeast/irans-president-to-speak-at-the-un.html?_r=0 Iran’s President to Speak at the U.N.
  8. ^ http://www.economist.com/blogs/pomegranate/2013/08/iran Iran: A visit from the sultan
  9. ^ [1] [collegamento interrotto]
  10. ^ HH Prince Sayyid Tarik bin Taimur al-SAID. Freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com. Retrieved on 14 July 2011.
  11. ^ Badraie
  12. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  13. ^ oman9
  14. ^ a b c HL Deb, British honours and orders of Chivalry held by overseas heads of state in Hansard, vol. 505, 14 marzo 1999. URL consultato il 18 luglio 2013.
  15. ^ http://www.english.globalarabnetwork.com/201011218097/Oman-Politics/uk-queen-elizabeth-ii-visits-oman-marking-the-40th-anniversary.html.
  16. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  17. ^ Elenco dei premiati dell'anno 1999.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sultano dell'Oman Successore Standard of the Sultan of Oman.svg
Sa'id bin Taymur dal 23 luglio 1970 in carica

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