QF 4.7 in Mk. I-IV

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QF 4.7 in Mk. I-IV
Cannone da 120/40 Mod. 1889/1891/1893
QF 4.7 inch gun deck mounting.jpg
Tipo cannone navale e costiero
Origine Regno Unito Regno Unito
Impiego
Utilizzatori Regno Unito Regno Unito
bandiera Regno d'Italia
Giappone Giappone
Australia Australia
Sudafrica Sudafrica
Conflitti Seconda guerra boera
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista Elswich Ordnance
Data progettazione 1885
Entrata in servizio 1887
Ritiro dal servizio 1945
Numero prodotto 1.167
Varianti Mk I
Mk II
Mk III
Mk IV
Descrizione
Peso 2.334 kg (cannone ed otturatore)
Lunghezza 5.272 mm
Rigatura 36 righe, sinistrorsa costante
Tipo munizioni granata a bocchino posteriore
granata in ghisa acciaiosa
shrapnel
Peso proiettile 23,6-24,9 kg
Velocità alla volata 700 m/s
Gittata massima 12.900 m
Elevazione -8°/+42°
Angolo di tiro 360°
Sviluppi successivi 120/45 Mod. 1918

F. Grandi, op. cit.

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Il QF 4.7 in Mk. I-IV è stato un cannone navale, costiero e campale di produzione inglese, adottato anche dalla Regia Marina ed in seguito dal Regio Esercito italiano, presso i quali era conosciuto come cannone da 120/40. La denominazione indica che si trattava un'arma a tiro rapido (Quick-Firing in inglese) del calibro di 4,7 pollici (in realtà 4.724 pollici, corrispondenti a 120 millimetri), prodotto nei modelli I, II, III e IV.

Sviluppo ed impiego[modifica | modifica wikitesto]

Cannone QF 4.7 in inglese su affusto "Woolwich" catturato in Belgio.

Il cannone fu sviluppato nel 1885 dalla Ordnance Elswick, parte di Armstrong Whitworth ed era principalmente destinato all'esportazione. Dei 154 Mark I, 91 Mark II, 338 Mark III e 584 Mark IV prodotti la Royal Navy ne ricevette comunque 776, impiegati si come pezzo imbarcato che, a partire dalla prima guerra mondiale fino alla seconda, in installazione fissa costiera. Durante la seconda guerra boera, poiché le truppe britanniche erano prive di artiglierie pesanti in Sudafrica, alcuni pezzi costieri furono incavalcati su affusti improvvisati ed impiegati in battaglia da personale della marina. Questi stessi pezzi furono impiegati contro i tedeschi nella campagna dell'Africa Tedesca del Sud-Ovest durante la prima guerra mondiale. Nello stesso periodo e con soluzioni simili, il QF 4.7 venne impiegato dagli australiani dell'ANZAC a Gallipoli e dagli inglesi sul fronte macedone ed in quello occidentale per il fuoco di contro-batteria. Come cannone navale fu anche acquisito e prodotto su licenza dal Giappone, dove era denominato Type 41 4.7-inch/40 (12 cm).

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Munizionamento del 120/40 nel 1938[1]
  • granata da 120/25-40 a b. p. (bocchino posteriore): corpo bomba in acciaio, carica in tritolo o pertite o miscela binitrofenolo-tritolo (MBT), peso: 23,6-24,2 kg
  • granata di ghisa acciaiosa da 120/25-40-50: corpo bomba in ghisa acciaiosa, carica in nougat, peso 24,9 kg
  • shrapnel da 120: corpo bomba in acciaio, pallette in piombo-antimonio, peso: 24 kg

Il cannone fu impiegato anche dal Regno d'Italia, presso le cui forze armate era conosciuto come Cannone da 120/40 (120/40 RE per il Regio Esercito). Nella versione navale, con i Mod. 1889, Mod. 1891 e Mod. 1893[2] armò, fino agli anni venti, sia incrociatori che diverse classi di cacciatorpediniere (Classe Audace, Classe Regioni, Classe Indomito). Durante la seconda guerra mondiale, venne usato per armare gli incrociatori ausiliari (come le RAMB) e fu impiegato in installazione fissa dalle batterie della MILMART, del Regio Esercito e della Guardia alla Frontiera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Grandi, op. cit.
  2. ^ Britain 4.7"/40 (12 cm) QF Marks I to IV, Italy 120 mm (4.7") Models 1889 and 1891, and Japan 4.7"/40 (12 cm) Type 41

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Grandi, Le armi e le artiglierie in servizio, Ed. fuori commercio, 1938.
  • Martin Farndale, History of the Royal Regiment of Artillery. Western Front 1914–18., Royal Artillery Institution, Londra 1986.
  • Percy Scott, Fifty Years in the Royal Navy, 1919.

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