Puntone di Scarlino

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Puntone di Scarlino
frazione
Veduta del porto
Veduta del porto
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Comune Scarlino-Stemma.png Scarlino
Territorio
Coordinate 42°53′23″N 10°47′27″E / 42.889722°N 10.790833°E42.889722; 10.790833 (Puntone di Scarlino)Coordinate: 42°53′23″N 10°47′27″E / 42.889722°N 10.790833°E42.889722; 10.790833 (Puntone di Scarlino)
Altitudine 4 m s.l.m.
Abitanti 345 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 58020
Prefisso 0566
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti puntonesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Puntone di Scarlino

Il Puntone di Scarlino è una frazione del comune di Scarlino, in provincia di Grosseto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il Puntone è situato lungo la costa tirrenica presso la baia di Portiglioni, alla foce del canale allacciante del padule di Scarlino, all'interno del golfo di Follonica. La località dista circa 40 km da Grosseto e poco più di 7 km dal capoluogo comunale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La frazione del Puntone sorge in un'area anticamente occupata dal lago di Scarlino, oggi divenuto palude, sulle cui sponde si era sviluppato, dal IV secolo a.C., un insediamento a vocazione manifatturiera e siderurgica. Tra la fine del III secolo a.C. e la prima metà del secolo successivo è documentata la presenza di un vivace porto situato nel lembo di costa tra il Puntone e Portiglioni, identificabile con lo scomparso Portus Scabris, attivo nel commercio del minerale ferroso dell'isola d'Elba, vino, olio e vasellame. Alla fine dell'età repubblicana, il sistema portuale viene potenziato e l'insediamento diviene un vero e proprio centro industriale su vasta scala: sono questi gli anni in cui vengono realizzati impianti termali, strutture ricettive e il vasto complesso edilizio della Manliana, stazione di posta per la sosta e il ristoro dei viandanti. A partire dalla fine del I secolo a.C. si assiste in tutti i territori di Populonia ad un crisi dell'industria siderurgica e la principale attività di queste terre diviene l'agricoltura: numerose sono le ville e le fattorie che in questo periodo sorgono intorno al lago e all'insediamento portuale.[1]

Con il II secolo d.C. si ha un progressivo spopolamento delle campagne, ma Portus Scabris rimane un centro vitale e anche dopo la caduta dell'impero romano il porto continua ad offrire riparo e rifornimenti alla navi. A cominciare dal VI-VII secolo d.C., tuttavia, il centro inizia ad essere sempre meno frequentato e lo scalo poco sfruttato, anche se è ancora documentato nel XIV secolo come in grado di accogliere una nave di grande dimensioni quale la galea. Nel corso del medioevo il commercio, ormai ridotto, si limita a sale e grano. A partire dal XVI secolo, il territorio del Puntone si spopola progressivamente, fino ad essere quasi abbandonato per l'insalubrità dell'aria, dovuta all'impaludamento del lago, e la diffusione della malaria: nel XVIII secolo, tuttavia, il porticciolo è ancora utilizzato come scalo da piccoli bastimenti.[2]

Nel XIX secolo, sotto i Lorena, viene avviato il programma di bonifica del padule. Tra il 1832 e il 1836 è scavato il canale allacciante ed eliminato lo scalo interno al lago, mentre quello esterno torna ad essere nuovamente utilizzato a partire dai primi anni del Novecento, quando dal 1905 vengono costruite le prime teleferiche per il trasporto della pirite da cui ricavare l'acido solforico. Tra il 1910 e il 1956, inoltre, vengono riutilizzate le scorie risalenti all'epoca romana accumulatesi sul cordone sabbioso che separava il lago dal mare, nell'area oggi chiamata Poggetti Butelli, che significò la perdita di importanti dati archeologici.[3] Tra il 1960 e il 1962 viene realizzato il canale artificiale a servizio del nuovo impianto chimico del Casone e durante la sua costruzione sono impudentemente distrutti resti di edifici romani.

Con l'avviamento del vicino impianto del Casone (1962) e la successiva chiusura dell'attività di imbarco pirite nel 1978, il Puntone cessa per sempre la propria storica attività industriale e diviene una frequentata località balneare, grazie alla bellezza delle proprie spiagge e la presenza di piccole calette poco frequentate da un turismo di massa. Nel 2003 viene inaugurato il porto turistico Etrusca Marina, rendendo il Puntone una pregiata località balneare di élite.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Casello idraulico del Puntone, realizzato nel 1905 su progetto di Tommaso Lamberti, si presenta come una tipica costruzione che riflette l'eclettismo architettonico dei revival dei primi del Novecento. Dal 2009 ospita all'interno il Museo archeologico di Portus Scabris.[4] Interessante anche l'adiacente magazzino e la struttura del ponte a cateratte sul fiume Pecora.[5]
  • Cappella del Puntone, edificio di culto a servizio della frazione, si presenta come una chiesetta-container di scarso valore artistico-architettonico.
  • Villa romana del Puntone Vecchio, ruderi di un antico edificio classico risalente al I secolo a.C. e probabilmente in uso fino alla prima metà del III secolo d.C., situato poco a nord del porto in località Puntone Vecchio.[6] La villa è stata danneggiata dalla costruzione del canale artificiale a servizio dello stabilimento chimico e fatto costruire dalla società Montecatini nel 1962.
  • Monumento a Giuseppe Garibaldi, cippo in marmo posto il 2 settembre 2007 presso il porto turistico del Puntone dall'associazione "Il Risveglio di Cala Martina", a ricordo degli eventi dell'estate 1849.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il casello idraulico del Puntone

Nella frazione del Puntone è situato il museo archeologico di Portus Scabris (MAPS), allestito tra il 2009 e il 2010 nei locali dell'ex casello idraulico allo scopo di ricostruire, attraverso i reperti archeologici rinvenuti nelle campagne di scavo del 2001, la storia dell'antico scalo frequentato sin dalla fine del III secolo a.C.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il Puntone di Scarlino, antico centro industriale e commerciale, è oggi una località balneare rinomata del litorale grossetano, conosciuta per le sue spiagge e per l'attrezzato porto turistico, il principale approdo a servizio della zona settentrionale della provincia di Grosseto. Il porto viene anche spesso considerato come il porto della città di Follonica, che non possedendo un ormeggio nel proprio territorio comunale, utilizza quello del Puntone, da cui dista solamente 4 chilometri. Dal porto, inoltre, veleggiando sotto costa, è possibile raggiungere le suggestive calette delle Bandite di Scarlino, famose anche all'estero per le loro acque limpide e sabbie cristalline: Cala di Terra Rossa, Cala Le Donne, Cala Martina, Cala Violina, Cala Civette.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La frazione è posizionata lungo la strada provinciale 158 delle Collacchie, già strada statale 322, che collega le città di Follonica e Grosseto attraversando i centri abitati della costa tirrenica. Dal centro della località ha inizio inoltre la strada provinciale 60 del Puntone, che collega la frazione con Scarlino e Bagno di Gavorrano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sergio Bargagliotti, Il Museo Archeologico del Portus Scabris. Puntone, Scarlino, Grosseto, catalogo ufficiale del museo, 2010, p. 13.
  2. ^ Bargagliotti, op. cit., pp. 16-17.
  3. ^ Bargagliotti, op. cit., p. 13.
  4. ^ Scheda del Casello idraulico del Puntone n.00494402 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  5. ^ Scheda del ponte con cateratte sul fiume Pecora n.00494403 sul sito della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Siena e Grosseto.
  6. ^ Villa del Puntone Vecchio su Parcodeglietruschi.com.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Bargagliotti, Il Museo Archeologico del Portus Scabris. Puntone, Scarlino, Grosseto, catalogo ufficiale del museo, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]