Pethia padamya

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Pethia padamya
P.stoliczkanus varODESSA.JPGPuntiusPadamyaFemale.JPG
Maschio (in alto) e femmina
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Cypriniformes
Famiglia Cyprinidae
Genere Pethia
Specie P. padamya
Nomenclatura binomiale
Pethia padamya
Kullander & Britz, 2008
Sinonimi

Barbus Odessa, Barbus ticto Odessa, Puntius ticto Odessa, Puntius sp. Odessa, Barbus Odessa, Puntius padamya

Nomi comuni

Barbo di Odessa

Pethia padamya, conosciuto comunemente come Barbo di Odessa, è un pesce d'acqua dolce appartenente al genere Pethia.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Per molto tempo diversi studiosi hanno ritenuto questa specie una varietà di Pethia ticto mentre altri lo consideravano una varietà di Pethia stoliczkana e spesso confusa con entrambe queste specie. Alcuni ritenevano addirittura che non esistesse in natura e che fosse una varietà cromatica creata in allevamento.
È conosciuto con diversi nomi commerciali che per molto tempo non hanno agevolato una classificazione esatta. Il nome ha preso spunto dalla città dell'Ucraina dove è stata ottenuta per la prima volta la riproduzione in cattività.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa in Asia Meridionale, endemica del bacino del fiume Chindwin in Myanmar (ex Birmania). Si è diffuso anche in varie località del Subcontinente indiano, a Sri Lanka e in Thailandia (alcuni pensano anche in Nord Vietnam ma non ci sono prove) probabilmente da fughe od introduzioni accidentali. Vive in anse spaziose con fondali sabbiosi, rocce e piante, in acque tenere (6-15°dGH) con temperatura di 20-26 °C e pH debolmente acido (6,0-6,8).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Due maschi in atteggiamento di sfida

Ha scaglie ben definite, di colore base bruno verdastro pallido con due macchie scure sui fianchi. La pinna caudale è chiara. Molto simile alle due specie di Pethia ticto e Pethia stoliczkana.
Dimorfismo sessuale: i maschi hanno una livrea rossiccia che diventa rossa intensa durante il periodo della riproduzione con la pinna dorsale maculata di scuro. La femmina è meno colorata e più grossa.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Pacifico pesce di branco, è molto attivo e socievole; forma gruppi di una decina di esemplari che si muovono nella parte centrale e inferiore dei fiumi. Spesso s'imbranca con altre specie gregarie di pari taglia, anche se tende a mordicchiare i pesci che presentano pinne molto lunghe e vaporose.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Le femmine si isolano dal branco che spesso vengono corteggiate da diversi maschi (fino a 3) che la fecondano. Dopodiché le uova vengono disperse sul fondo. Depone alcune centinaia di uova. Terminato l'accoppiamento se sottoposti a stress i genitori possono nutrirsi delle loro uova. Queste si schiudono entro 30-36 ore e gli avannotti, che si muovono solo sul fondo, si nutrono di infusori, detriti vegetali e organici e naupli di artemia.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Ha dieta onnivora, con una considerevole componente di alghe.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Viene allevato e riprodotto facilmente in cattività. Pesce molto popolare è allevato soprattutto nell'Europa orientale e in Asia dove purtroppo viene spesso ibridato con Pethia ticto e Pethia stoliczkana.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

Questa specie non risulta a rischio d'estinzione, tuttavia sono in corso studi per analizzare l'impatto di raccolta selvaggia per il commercio acquaristico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pesci d'acquario di Dick Mills, Fabbri Editori;
  • Puntius padamya da Il mio acquario, nº 147, mensile, dicembre 2010;
  • Barbus da Il mio acquario, mensile, novembre 2004.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Scheda su fishbase.org [1];
  • Scheda su Acquariofilia Consapevole [2];
  • Scheda su Theacquariumwiki.com [3];
  • Scheda IUCN [4].
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