Puntasecca
| Questa voce è parte della serie Evoluzione della stampa |
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La puntasecca è una tecnica incisoria di stampa in cavo (Tecnica Diretta): inizialmente il termine indicava lo strumento di acciaio ma in seguito si è esteso anche alle matrici e alle stampe stesse.
La matrice viene incisa direttamente con una punta metallica dura e acuminata. La punta, scalfendo il metallo, crea un solco ed alza dei filamenti metallici detti barbe che trattengono l'inchiostro conferendo un caratteristico segno morbido. Poiché la pressione della stampa distrugge rapidamente le barbe, la puntasecca è utile solo per piccole tirature: in alternativa si può ricorrere all' acciaiatura, processo elettrochimico che aumenta la resistenza della matrice.
In origine, la Puntasecca veniva impiegata per rifinire le incisioni a bulino, ma fin dal XV secolo venne usata anche autonomamente, soprattutto in ambiente nordico. I migliori risultati vennero ottenuti dagli incisori olandesi, primo fra tutti Rembrandt.
Le matrici possono essere di rame o zinco: in tempi recenti si è preferito anche il plexiglas, che, oltre ad essere più tenero rispetto alle lastre di metallo, per la sua caratteristica trasparenza, permette di vedere il risultato dell'incisione anche senza procedere a una stampa di prova.
Uno degli aspetti più caratteristici della puntasecca è la natura inconfondibile del suo segno, sia per la presenza delle barbe, alone nerastro e soffuso nelle prime tirature, sia per l'andamento del tratto, spesso irregolare nella grandezza e nella direzione[1].
Indice |
[modifica] Note
- ^ Manuale del conoscitore di stampe, Paolo Bellini, A. Vallardi Editore, Milano,1998.
[modifica] Artisti e incisori a puntasecca
[modifica] Voci correlate
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