Pulpito di Sant'Andrea

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Pulpito della chiesa di Sant'Andrea
Pulpito della chiesa di Sant'Andrea
Autore Giovanni Pisano
Data 1298-1301
Materiale rilievi in marmo bianco, colonne in porfido
Dimensioni 455 h cm 
Ubicazione Chiesa di Sant'Andrea, Pistoia
Strage degli Innocenti
Sibilla

Il pulpito della chiesa di Sant'Andrea di Pistoia è il capolavoro di Giovanni Pisano[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Iniziato nell'anno 1298 e terminato nel 1301[1], vi si può misurare il rapporto con le analoghe opere scolpite dal padre (i pulpiti del Battistero di Pisa e del Duomo di Siena). Poche sono le testimonianze relative a quest'opera se non l'iscrizione in lingua latina che corre tra le arcatelle ed i parapetti in cui si testimoniano il committente Arnoldo, i tesorieri Andrea Vitelli e Tino di Vitale, e l'artista Giovanni Pisano, lodatissimo artefice che in questo pulpito " seppe superare il padre in sapienza".

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La struttura riprende quella del pulpito del Battistero pisano: di forma esagonale appoggia su sette colonne (sei ai vertici ed una centrale) di cui due sorrette da leoni stilofori ed una da uno straordinario telamone ricurvo, mentre la colonna centrale poggiante su tre figure: un leone alato, un'aquila e un grifone, grifoni ed infine le ultime tre poggiano direttamente a terra. L'organizzazione dei rilievi del parapetto, intervallati solo da altre figure collocate agli angoli, riprende invece il pulpito di Siena. Gli archetti trilobati che sorreggono la parte superiore sono più rialzati, a sesto acuto, quindi maggiore è lo slancio verticale dell'opera.

Il programma iconografico del pergamo riprende i modelli paterni, con Allegorie nei pennacchio degli archetti, Profezie (ovvero sei sibille per il mondo pagano e dieci profeti per il mondo giudaico) a figura intera, appoggiate sulle mensole dei capitelli, ed i cinque parapetti del pulpito con Storie della vita di Cristo:

  1. Annunciazione, Natività, Bagno di Gesù e Annuncio ai pastori
  2. Sogno e adorazione dei Magi
  3. Strage degli Innocenti
  4. Crocifissione
  5. Giudizio Universale
  6. Il sesto parapetto non esiste perché su quel lato vi è aperto l'accesso.

Le scene sono molto affollate, come nel pulpito di Siena, ma rispetto alla composta organizzazione ritmica di Nicola Pisano, qui Giovanni scolpì le figure come emergenti all'improvviso dallo sfondo, (sottosquadro) con bruschi giochi di luci ed ombre derivati dal diverso rilievo di ciascuna figura e un'estrema ricerca del dinamismo. Una delle scene più notevoli è quella della Strage degli innocenti, dove è inscenato un movimento vorticoso dei personaggi, con l'accentuato espressionismo degli sguardi, deformati dal dolore, dalla paura, dalla costernazione. Inoltre la resa dei rilievi presenta molte sfumature, da fini dettagli preziosamente eseguiti a figure sommariamente sbozzate, accostate talvolta con effetti di drammatico contrasto. Mai un artista medievale aveva saputo rendere così vivo un dramma. Per l'ispirazione Giovanni potrebbe aver selezionato da modelli tedeschi o da alcune scene più toccanti della Colonna Traiana.

Notevole è la novità anche in una delle sibille, che si volta con uno scatto quasi spaventato verso un angelo che da dietro le suggerisce le rivelazioni profetiche.

L'aquila reggilibro, simbolo dell'evangelista Giovanni, è oggi una copia. L'originale, sottratto durante la seconda guerra mondiale, si trova oggi al Metropolitan Museum di New York, l'altro leggio si trova ai Musei Statali di Berlino-Dahlem.

Altre immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Piero Adorno, Adriana Mastrangelo, Segni d'arte, Casa editrice G. D'Anna, 2007, p. 385, ISBN 88-8104-843-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999 ISBN 88-451-7107-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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