Puck (Shakespeare)
Puck, o Robin Goodfellow, è un personaggio dell'opera Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, ispirato alla omonima figura della mitologia britannica.
All'inizio anche Shakespeare - probabilmente per rendere subito riconoscibile al pubblico il personaggio e le sue caratteristiche - ritrae Puck come la tradizione lo vuole. Ecco come una Fata si rivolge a lui, presentandocelo, nei primi versi del secondo atto:
| « Tu, se dalle maniere e dal sembiante io non m’inganno, sei quel discolaccio, |
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((Trad G. Raponi - dal website liberliber))
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La fantasia shakespeariana, però, trasforma presto Puck nel folletto che è ai servizi di Oberon, re delle fate e marito di Titania.
Il Puck di Shakespeare diventa per certi versi il vero personaggio principale. Per errore o per capacità fa nascere l'azione, la segue per tutto il suo percorso, ne determina il lieto finale. Le caratteristiche del Puck della tradizione nordica: lo scherzo, il dispetto, vengono usate per simboleggiare la mutevolezza dell'amore.
| « Mi metterò dietro alle vostre poste e v’indurrò per volte e giravolte, |
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(Trad G. Raponi - ibid)
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Puck è l'amore che nasconde prima e svela poi le reali sembianze fisiche e morali di chi finisce sotto le sue attenzioni. Infatti nell'opera shakespeariana Oberon, re degli abitanti della foresta dove i quattro amanti protagonisti si inoltrano, ordina a Puck di procurargli un fiore magico (una viola del pensiero) da cui estrarre un'essenza che, fatta cadere sulle palpebre di un dormiente, lo farà innamorare della prima persona che vedrà dopo il risveglio. Così Lisandro e non Demetrio si innamorerà di Elena, in questo modo Titania si innamorerà di Bottom, il capocomico degli attori dilettanti già trasformato (da Puck) in asino. Questa cecità dell'amore creerà una serie di situazioni intricate che si scioglieranno solo in conclusione della vicenda, quando, ancora per ordine di Oberon, Puck metterà fine alla sua stessa opera eliminando i sortilegi. Sarà quindi ancora l'amore che riuscirà a dipanare i grovigli, sentimentali e non, da lui stesso creati.
È a Puck, infine, che Shakespeare assegna il compito di chiudere l'opera con la classica richiesta degli attori al loro pubblico:
| (EN)
« If we shadows have offended,
Think but this and all is mended. |
(IT)
« Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
immaginate come se veduti |
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(Trad G. Raponi - ibid)
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