Publio Terenzio Varrone

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Varrone Atacino (Narbona, 82 a.C. – 40/35 a.C.) è stato un poeta romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Publio Terenzio Varrone Atacino (da non confondere con Marco Terenzio Varrone Reatino), originario di Atax, località presso Narbona, omonima del fiume Atax, nella Gallia Narbonese (odierna Francia meridionale), rimangono scarsi frammenti e pochissime notizie, fornite da Orazio, Properzio, Macrobio, Velleio Patercolo e San Girolamo.

Fu il primo poeta non italico della letteratura latina e fece parte del circolo dei poetae novi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse, forse prima del 47 a.C., un poema epico-storico, il Bellum Sequanicum, sulla guerra di Cesare contro i Galli Sequani, e delle satire, che Orazio giudicò inadeguate.

Da poeta neoterico rielaborò le Argonautiche (gr. Ἀργοναυτικά) del poeta greco Apollonio Rodio e compose elegie d'amore con il titolo Leucadia, pseudonimo della donna amata, seguendo l'uso inaugurato nella prima metà del IV secolo a.C. dal poeta greco Antimaco di Colofone, che aveva intitolato con il nome della donna amata il suo poema elegiaco Λύδη (lat. Lyde).

Scrisse anche due poemetti, il primo didascalico-geografico dal titolo Chorographia, il secondo Ephemeris, un calendario poetico.

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Macrobio ci informa che Virgilio nel I libro delle Georgiche rielaborò alcuni suoi versi, Properzio cita la Leucadia e Velleio Patercolo lo ricorda ponendolo tra i poeti didascalici accanto a Lucrezio. Queste attestazioni confermano che doveva essere un poeta apprezzato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore Paratore. Storia della letteratura latina. Firenze, Sansoni, 1968. pp. 309-310.