Publio Erennio Dessippo

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Publio Erennio Dessippo (latino: Publius Herennius Dexippus; Atene, 210 circa – 273) fu uno storico, politico e comandante militare romano, sacerdote ereditario dei misteri eleusini della famiglia dei Cerici, tenne gli uffici di archon basileus e eponimo di Atene.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Apparteneva ad un'antica famiglia del demo attico di Ermo. Quando gli Eruli invasero la Grecia e catturarono Atene nel 269, Dessippo mostrò grande coraggio personale, mostrando un patriottismo degno dei suoi antenati; venne eretta una statua in sua onore, la cui iscrizione è stata preservata, anche se non cita i suoi risultati militari.[1]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Fozio menziona tre lavori storici di Dessippo,[2] dei quali rimangono frammenti considerevoli:

  • una epitome di un lavoro di Arriano, intitolata Storia dei Diadochi
  • una Cronaca che copriva dalle origini fino al 269/270 (questo lavoro venne proseguito da Eunapio fino al 404)
  • una Skythika, riguardo alle invasioni germaniche del 238-270

Fozio parla molto bene dello stile di Dessippo[senza fonte], che pone allo stesso livello di Tucidide.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corpus Inscriptiones Atticarum, iii, 716.
  2. ^ Fozio, Biblioteca, 82.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Conca Fabrizio (a cura di), Zosimo - Storia nuova, Biblioteca Universale Rizzoli, 2007, ISBN 88-17-01455-9, p. 25.

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