Publio Cornelio Scipione Salvitone

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Publio Cornelio Scipione (latino: Publius Cornelius Scipio; fl. I secolo a.C.; ... – ...) fu un uomo politico della Repubblica romana, secondo marito, secondo alcuni, di Scribonia.

Scribonia, che successivamente sposò Ottaviano, avrebbe sposato in seconde nozze questo Cornelio Scipione, da cui ebbe Publio Cornelio Scipione e Cornelia Scipione. Svetonio[1] riferisce che i due primi mariti di Scribonia erano stati consoli, ma questo reca un problema, in quanto l'ultimo Scipione di cui sia noto il consolato era stato Lucio Cornelio Scipione Asiatico, nell'83 a.C.

Esiste un altro Cornelio Scipione, detto Salvitone (latino: Salvito o Salutio, di significato oscuro), che viene talvolta identificato col precedente. Racconta Svetonio[2] che Gaio Giulio Cesare, trovandosi nel 46 a.C. in Africa a combattere contro Metello Scipione, sapendo della scaramanzia che voleva gli Scipioni imbattuti sul suolo africano, tenne con sé nell'accampamento un Cornelio Scipione, tanto depravato che gli era stato dato il nome di 'Salvitone'.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Svetonio, De vita caesarum - Divus Augustus, lxii.
  2. ^ Svetonio, De vita caesarum - Divus Iulius, lix.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Smith, William, "Scipio 30" e "Scipio 31", Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, v. 3, p. 751.