Pterodactylus

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Pterodactylus
Stato di conservazione: Fossile
Periodo di fossilizzazione: Giurassico
Pterodactylus-kochi NYC.jpg
Ricostruzione di Pterodactylus kochi
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Infraclasse Archosauromorpha
Ordine Pterosauria
Sottordine Pterodactyloidea
Superfamiglia Ctenochasmatoidea
Famiglia Pterodactylidae
Genere Pterodactylus
Cuvier, 1809
Specie
  • Pterodactylus antiquus
  • Pterodactylus brevirostris
  • Pterodactylus cirinensis
  • Pterodactylus crocodilocephaloides
  • Pterodactylus lavateri
  • Pterodactylus longirostris
  • Pterodactylus manselii
  • Pterodactylus medius
  • Pterodactylus meyeri
  • Pterodactylus micronyx
  • Pterodactylus nettecephaloides
  • Pterodactylus pleydellii

Pterodactylus Cuvier, 1809 (dal greco πτέρòv, "ala", e δάκτυλος, "dito", "dalle dita alate") è un genere di rettili volanti, o pterosauri, vissuti nel Giurassico superiore (circa 145 milioni di anni fa). Molti resti fossili di questo animale sono stati rinvenuti nei calcari litografici di Solnhofen, in Germania.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione digitale di uno Pterodactylus kochi

Con un'apertura alare che arrivava al massimo a 2,5 m, lo pterodattilo non è certo uno dei più grandi pterosauri. È comunque uno dei più famosi, e spesso il termine pterodattilo è usato (impropriamente) come sinonimo di pterosauro o pteranodonte. Il genere Pterodactylus comprende una quantità di specie dalla dieta varia: alcune si nutrivano di insetti, altre forse di piccoli pesci. Come tutti gli pterosauri, anche lo pterodattilo possedeva ampie ali formate da una membrana di pelle che partiva dalla punta dell'ultimo dito della zampa anteriore, allungatissimo, e terminava al di sopra della regione del bacino. Questa struttura, internamente, era retta da fibre di collagene, mentre all'esterno era retta da strutture di cheratina. È stato ritrovato un fossile di un piccolo, già in grado di volare, con un'apertura alare di 18 cm e il corpo lungo 2 cm. Aveva una coda cortissima e un collo molto allungato, unito alla base del cranio, non come gli altri nella parte posteriore. Le ossa del cranio erano sottili con grandi finestre, che alleggerivano ancora di più. Il becco variava da sottospecie a sottospecie, alcuni avevano denti equidistanti ma più piccoli verso il fondo del becco invece altri li avevano esclusivamente davanti. Le dita dei pterosauri non erano adatte a camminare ma erano ideali per aggrapparsi a rami di alberi, forse viveva in colonie e dormiva come un pipistrello, ovvero con le membrane attorno al corpo.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Lo pterodattilo è stato il primo pterosauro ad essere descritto: nel 1780 da Cosimo Alessandro Collini e poi, nel 1809, dal grande anatomista francese Georges Cuvier.

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

I piccoli potevano volare ma non erano in grado di procurarsi da soli il cibo che veniva rigurgitato loro dai genitori. Nella gola fossile di uno pterodattilo è stata trovata una sacca che probabilmente serviva a questo compito.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pterodactylus in Paleobiology Database. URL consultato il 4 novembre 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Steve Parcker John Malam, Dinosauri e altre creature preistoriche.

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