Pteridium aquilinum
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Pteridium aquilinum |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Pteridophyta |
| Classe | Pteridopsida |
| Ordine | Pteridales |
| Famiglia | Hypolepidaceae |
| Genere | Pteridium |
| Specie | P. aquilinum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Pteridium aquilinum (L.) Kuhn |
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La felce aquilina (Pteridium aquilinum (L.) Kuhn) è una pianta vascolare della classe delle Pteridopsida (Felci).
Il nome comune della specie sarebbe dovuto alla forma del rizoma, che in sezione ricorda il profilo di un'aquila.
Indice |
[modifica] Caratteri botanici
È una pianta erbacea perenne di notevole sviluppo (può raggiungere anche i 2 metri d'altezza), provvista di un grosso rizoma striciante, da cui emergono le fronde annuali. Le fronde hanno un profilo triangolare e sono lunghe anche fino a 1 metro, con larghezza maggiore che può superare i 50 cm; sono pennate, con 2-3 ordini di divisioni (bi- tripennatosette). Le divisioni più piccole (pinnule) sono oblunghe, più o meno allungate, con margine generalmente intero. In autunno il colore vira dal verde al rossastro.
I sori sono lineari, disposti lungo il margine sulla pagina inferiore delle pinnule e ricoperti dal margine ripiegato. La sporificazione ha inizio in tarda primavera e si protrae per tutta l'estate.
[modifica] Distribuzione e habitat
Specie cosmopolita, diffusa in tutte le regioni temperate e subtropicali, sia nell'emisfero settentrionale sia in quello meridionale, in Italia è presente in tutto il territorio, comprese le isole, dal livello del mare fino ad oltre i 2000 metri di altitudine.
Vegeta su suoli a matrice silicea, anche aridi, nei boschi, nelle macchie e nei pascoli. Nelle radure e nei pascoli può formare estese e fitte coperture fino a diventare una vera e propria infestante. La sua diffusione su superfici estese è indice di un probabile degrado ambientale perché gli incendi ne favoriscono il ricaccio e la moltiplicazione.
Per le sue proprietà tossiche è una pianta infestante dei pascoli.
[modifica] Farmacologia
Pur essendo meno popolare di altre felci, anche alla felce aquilina sono attribuite proprietà vermifughe associate al rizoma. L'uso di questa pianta a scopo medicinale è tuttavia rischioso a causa della sua tossicità.
[modifica] Tossicità
La felce aquilina contiene un principio attivo di tipo enzimatico termolabile[1] (tiaminasi o neurinasi) che provoca la distruzione della tiamina (Vitamina B1). L'ingestione di questa pianta da cruda può provocare gravi avvelenamenti, potenzialmente letali, nell'uomo e negli animali monogastrici (soprattutto nel cavallo), mentre sarebbero tolleranti i ruminanti, in grado di sfruttare largamente la tiamina operata dalla microflora del rumine. Un secondo principio attivo, termostabile, può provocare gravi emorragie ed anemia nei ruminanti.
[modifica] Note
- ^ Disattivato dalla cottura.
[modifica] Bibliografia
- Sandro Pignatti (1982). Flora d'Italia. Volume primo. Edagricole, Bologna: 52. ISBN 88-506-2449-2.
- Manlio Chiappini (1985). Guida alla flora pratica della Sardegna. Carlo Delfino, Sassari: 72-73.
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
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