Psicologia popolare

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L'espressione psicologia popolare ha assunto un ruolo importante nelle scienze cognitive, e in filosofia della mente, a partire dalla seconda metà del Novecento, sebbene il significato attribuitole non sia discernibile in maniera univoca dalla letteratura scientifica.

Nonostante l'ambiguità semantica, il senso dell'espressione è collegato, nella sostanza, alla capacità cognitiva, innata e naturale, che permette di intuire gli stati mentali degli altri, di comprendere il significato dei comportamenti altrui, fino a prevedere, in questo modo, le azioni di altre persone. Si tratta, quindi, di una competenza cognitiva che è alla base delle capacità di agire e interagire socialmente, e quindi elemento su cui si fonda la stessa dimensione sociale dell'esperienza umana.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

L'eterogeneità rinvenibile nel dibattito scientifico, circa il significato da attribuire all'espressione, causa di ambiguità semantica, riflette le differenti elaborazioni teoriche degli studiosi. A tale proposito, si possono individuare tre diverse accezioni principali in cui il termine è stato utilizzato[1]:

  1. In una prima accezione, il concetto di psicologia popolare fa riferimento al complesso di teorie, credenze e abilità cognitive che comprendono, senza ridursi a essa, la capacità di intuire il funzionamento della mente altrui e di predire il comportamento, le azioni, e le reazioni degli altri[1]. Si parla anche, a volte, di psicologia del senso comune, dal momento che il bagaglio di credenze e conoscenze che costituiscono questa forma di "psicologia quotidiana", o "psicologia ingenua", appare legato all'orizzonte culturale definibile come "di senso comune".
  2. Esiste poi un secondo significato, in cui l'espressione "psicologia popolare" è intesa come teoria del comportamento rappresentata nel cervello umano[1]. Questa definizione si collega implicitamente alla prima, dal momento che, secondo questa seconda accezione, bagaglio di conoscenze e abilità di cui dalla prima definizione fornirebbe il fondamento per la teoria comportamentale a cui si fa riferimento in questa seconda accezione[1].
  3. Una terza definizione deriva dal lavoro di David Lewis, secondo cui la "psicologia popolare" è "una teoria psicologica costituita dai luoghi comuni sulla mente che la gente ordinaria è incline ad avallare"[1].

Psicologia popolare[modifica | modifica wikitesto]

La "psicologia popolare", intesa secondo la prima accezione presentata in questa voce, è costituita da un bagaglio culturale che è il frutto di una conoscenza di natura ingenua e intuitiva, in cui processi e situazioni della vita quotidiana come dolore, piacere, emozione, ansia, intervengono come termini linguistici comuni, in opposizione alla definizione tecnica o al lessico settoriale e scientifico[2]

È stata sostenuta l'esistenza di un legame tra l'apprendimento della psicologia popolare e il ricorso all'analogia servendosi della comparazione di rappresentazioni strutturate di contenuti psicologici, data la facilità con cui è possibile descrivere qualcosa facendo riferimento a termini già noti e familiari[3].

Tradizionalmente, lo studio della psicologia popolare si focalizza soprattutto sul modo in cui la gente comune — intendendo con questo termine quella priva di un bagaglio specifico di formazione accademica — si comporta nell'attribuzione di stati mentali. Questa attitudine è centrato, soprattutto, su stati intenzionali che riflettono credenze e desideri di un individuo, ciascuno dei quali descritto in termini del linguaggio di tutti i giorni, come "credenze", "desideri", "paura", e "speranza".[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Ian Ravenscroft, Folk Psychology as a Theory in SEP-The Stanford Encyclopedia of Philosophy, (Plato.stanford.edu), versione stabile "autunno 2010". URL consultato il 10 novembre 2013.
  2. ^ H. Wellman, Chidlren's theories of mind, Cambridge, MA, MIT Press, 1990.
  3. ^ Theodore Robert Bach, Folk-psychology and anaology in Dissertation Abstracts International Section A: Humanities and Social Sciences, 2010.
  4. ^ Adam Arico, Folk psychology, consciousness, and context effects in Review of Philosophy and Psychology, vol. 1, nº 3, 2010, DOI:10.1007/s13164-010-0029-9. URL consultato il 10 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

 
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