Psicologia dell'età evolutiva

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La psicologia dell'età evolutiva è il settore della psicologia che studia il processo di sviluppo e di organizzazione delle persone, che si lega alla crescita fisica e a quella psicologica nell'ambiente sociale, nel periodo che va dalla nascita fino all'età della maturazione sessuale e la piena integrazione nell'ambiente sociale. Infatti in questo periodo la personalità va acquistando, attraverso alcuni processi evolutivi, una maggiore autonomia e maturazione nella comprensione della partecipazione affettiva e di socializzazione.

Solitamente questo processo viene diviso in cinque fasi:

  • la prima infanzia (da zero a due anni);
  • la seconda infanzia (da due a sei anni);
  • la fanciullezza (da sei a dieci anni);
  • la preadolescenza (da dieci a tredici anni);
  • l'adolescenza (dai tredici anni in poi).

Le divisioni sono convenzionali e ogni individuo può attraversare queste fasi ad età differenti. Il passaggio da una fase all'altra implica spesso un periodo di crisi, che è fondamentale per adattare la propria visione del mondo alla maggiore complessità della vita interiore.

Teorie sullo sviluppo infantile[modifica | modifica sorgente]

L'epistemologia genetica di Piaget[modifica | modifica sorgente]

Jean Piaget, nell'Introduzione all'epistemologia genetica del 1951, analizzava l'evoluzione del bambino in stretto rapporto con l'ambiente che lo circonda. Per analizzare le varie tappe evolutive, Piaget utilizzava il metodo clinico che consisteva nell'osservazione sistematica del comportamento del bambino in una determinata situazione sperimentale. Il suo obiettivo, come affermò nell'Autobiografia del 1950, era quello di comprendere l'origine e lo sviluppo dell'intelligenza, dimostrando che questa non era innata ma che si strutturava in relazione al mondo esterno. Quindi le strutture mentali del bambino, inizialmente semplici e legate all'azione, pian piano diventano più complesse. Questo processo si realizza grazie a due fondamentali meccanismi:

  • l'assimilazione, quando il bambino incorpora nelle sue strutture mentali le informazioni del mondo esterno;
  • l'accomodamento, quando il bambino rinnova gli schemi conoscitivi preesistenti attraverso la rielaborazione del materiale acquisito.

Questa attività si ripete ogni volta che il bambino si trova ad affrontare situazioni nuove.

Secondo Piaget esistono due periodi fondamentali nello sviluppo cognitivo del bambino: il periodo sensomotorio e il periodo concettuale.

Il periodo sensomotorio[modifica | modifica sorgente]

Questo periodo va dalla nascita del bambino fino all'età di due anni e si divide in sei stadi:

  • La fase dei riflessi innati va dalla nascita fino al primo mese di vita, in cui si caratterizzano i comportamenti istintivi.
  • La fase dei primi adattamenti acquisiti va dal primo al quarto mese di vita, in cui il bambino inizia a coordinare i riflessi.
  • La fase del comportamento intenzionale va dal quarto all'ottavo mese; il bambino inizia a interagire con gli oggetti che lo circondano e tenta di prolungare nel tempo le sensazioni piacevoli che questi oggetti gli procurano.
  • La fase dell'attiva ricerca dell'oggetto va fino al compimento del primo anno; il bambino inizia ad essere maggiormente cosciente di quello che lo circonda e molto più attivo nella risposta alle persone e agli oggetti che lo circondano, ha la capacità di superare gli ostacoli che lo dividono da un oggetto nascosto e inoltre inizia a concepire un mondo esterno più stabile in cui tutto ciò che ne fa parte mantiene la sua identità. Quindi se un oggetto gli viene nascosto riconosce che esso continua ad esistere anche se non è più nel suo campo visivo.
  • La fase del procedimento per prove ed errori va dai dodici ai diciotto mesi; il bambino inizia una sperimentazione attiva della conoscenza del mondo. Inoltre le sue azioni non sono più stereotipe, ma variano in rapporto alla situazione in cui si trova.
  • La fase della rappresentazione cognitiva va fino al compimento del secondo anno; qui il bambino inizia a interiorizzare ciò che lo circonda e a dimostrare un pensiero di tipo simbolico su ciò che accade. Inizia ad avere un'idea della relazione di causa ed effetto, e inizia a prevedere o anticipare ciò che sta per succedere. Inoltre sa compiere anche qualche piccola imitazione di ciò che vede fare agli adulti.

Il periodo concettuale[modifica | modifica sorgente]

È il periodo che va dai due anni in poi, e viene diviso in tre stadi:

  • Lo stadio preoperatorio va dai due ai sei anni; il bambino sa combinare tra di loro le parole e sa comunicare, ma il pensiero non è ancora del tutto flessibile in quanto non riesce a collegare tra di loro i concetti. Il suo pensiero è di tipo egocentrico e vede il mondo solo ed esclusivamente dal suo punto di vista.
  • Lo stadio delle operazioni concrete va dai sette agli undici anni; il bambino riesce a compiere ragionamenti logici e a collegarli ad azioni concrete. Inizia a saper compiere operazioni e a impiegare i concetti di numero. Sa distinguere gli oggetti intorno a lui ed ha un'idea di spazio e tempo, sebbene sia ancora legato alla concretezza degli oggetti.
  • Lo stadio delle operazioni formali va dagli undici ai quindici anni; il bambino completa il suo sviluppo mentale, acquisendo il pensiero logico e astratto. Non si deve più riferire alla realtà concreta, per compiere operazioni mentali complesse.

Teorie psicodinamiche[modifica | modifica sorgente]

Sigmund Freud nei suoi Tre saggi sulla teoria sessuale del (1905) tenta di delineare le fasi dello sviluppo psicosessuale dell'individuo. Freud ipotizza come nel processo evolutivo del bambino vi sia una sperimentazione di molteplici pulsioni parziali libidiche orientate al principio del piacere, che coincidono infine con il primato delle zone genitali. Il bambino alla nascita è narcisista, poiché la sua libido non è diretta verso un oggetto esterno ma verso il proprio corpo attraverso le zone erogene:

  • Fino ai diciotto mesi l'autoerotismo dell'individuo avviene attraverso la bocca e i contatti epidermici con gli oggetti a cui viene in contatto. Particolare importanza ha anche la relazione con il seno materno, vissuta come fonte di gratificazione alimentare (fase orale).
  • In seguito, fino all'età di tre anni, la fonte del piacere del bambino diventa la zona anale, che avviene assecondando il piacere del trattenere per poi espellere le feci (fase anale).
  • Dai tre ai sei anni la concentrazione erotica si sposta sulla zona genitale del bambino, con la conseguente masturbazione (fase fallica). In questa fase si sviluppa il complesso di Edipo; ad esempio per i maschi quando la madre li bacia e li accarezza, risveglia in loro la sessualità; questo instaura un senso di gelosia e odio nei confronti del padre, il quale viene vissuto come un rivale (togliendo le attenzioni dell'oggetto d'amore) e al tempo stesso come una figura forte di cui avere timore.
  • Dopo i sei anni fino alla fase della pubertà, e dopo aver superato il complesso di Edipo, il bambino mette da parte la propria dimensione sessuale (fase di latenza). Questa è una fase molto importante della maturità e la normalità sessuale dell'individuo, poiché per superare il complesso edipico è necessaria un'identificazione con il genitore dello stesso sesso, che è necessaria per formare il carattere secondo i canoni dei suoi genitori.
  • Dalla pubertà in poi si verifica lo spostamento della libido da sé stessi agli oggetti esterni. Le pulsioni parziali si verificano sotto il primato della zona genitale che pone le basi di un comportamento eterosessuale.

È molto importante che questo processo si svolga linearmente, per evitare la non completezza della maturazione sessuale e quindi future problematiche nevrotiche e psichiche. Inoltre è da notare che per Freud questi passaggi, per quanto complessi e angosciosi, sono del tutto normali.

Melanie Klein, nei Contributi alla psicoanalisi (1921-1945), rielaborò l'idea psicoanalitica di Freud sostituendo le fasi dello sviluppo con la concezione delle posizioni, con le quali lega lo stato di organizzazione dell'Io alla costante interazione con gli oggetti esterni, rappresentati dalla madre e dai simboli che ne sostituiscono la mancanza nei primi mesi di vita.

Con la concezione di "posizione", la Klein voleva sottolineare il valore formativo delle esperienze di temporanea regressione, mostrando l'inadeguatezza delle teorie dello sviluppo stabilite fino a quel momento che invece avevano un esatto inizio e superamento.

Secondo lei certe esperienze sono destinate a riproporsi nell'arco dell'intera esistenza e si integrano tanto più il soggetto sia vicino ad una condizione di salute psichica. Nei primi mesi di vita il bambino è dominato da un Io primitivo legato all'inconscio, ed in base al rapporto con la madre può sviluppare diverse posizioni, fissate nei diversi mesi di vita:

  • La posizione schizoparanoide caratterizza l'infante alla nascita ed è legata al meccanismo arcaico della scissione tramite la quale i territori del bene e del male erano rigidamente rappresentati e divisi drasticamente tra elementi buoni e elementi cattivi. Tale meccanismo falsa l'immagine di sé che si sta formando nel bambino, e ostacola la possibilità di contattare e elaborare le parti interne meno integrate, più oscure e meno condivisibili come distruttività, invidia, rancori, avidità ed egoismo. Il compito della madre in questa sede è quello di mediare le frustrazioni del bambino senza darne un cieco soddisfacimento.
  • La posizione psichica depressiva è riscontrabile nel bambino a partire dall'ottavo mese di vita ed è caratterizzata dalla consapevolezza dell'intreccio tra bene e male e quindi dall'accettazione del fatto che la cattiveria sono insiti in una certa misura all'interno di ciascuno. In questo momento della vita del bambino occorre prestare attenzione alla presa di coscienza della limitatezza delle proprie possibilità senza cadere nell'autosvalutazione di sé. Il bambino nell'interiorizzazione di questa esperienza proverà consolazione rispetto al vuoto causato dal'illusione del suo "mondo" perfetto.

René Spitz, nel suo Lo sviluppo evolutivo del bambino (1958), ritiene che lo sviluppo del bambino proceda da uno "stadio di indifferenziazione" a uno "stadio relazionale", dove il bambino realizza il rapporto con gli altri, integrando la propria identità. Questo processo di integrazione si realizza a vari livelli di complessità, suddiviso in quattro tappe, ciascuna delle quali è caratterizzata da un organizzatore (struttura psichica che favorisce l'integrazione):

  • Lo stadio pre-oggettuale va dalla nascita fino ai primi tre mesi di vita. In questo stadio non esiste la differenza tra mondo interno e mondo esterno. L'organizzatore è il principio di costanza, capace di permettere il raggiungimento dello stato di quiete.
  • Lo stadio dell'oggetto precursore va dai tre agli otto mesi. Qui il bambino inizia ad avere una consapevolezza degli oggetti parziali. L'organizzatore di questa tappa è la risposta al sorriso come prima fonte di comunicazione.
  • Lo stadio dell'oggetto libidico interno va dagli otto mesi ai quindici mesi. In questa tappa il bambino riconosce l'oggetto (la madre) nella sua unità. L'organizzatore è rappresentato dall'"angoscia dell'estraneo", che sottolinea la paura di perdere l'oggetto del desiderio.
  • Lo stadio della strutturazione del Sé va dai quindici mesi in poi, ed è la fase in cui si sviluppa l'individualità del bambino. L'organizzatore è la cosiddetta "comparsa del no", che esprime e organizza lo strutturarsi della sua capacità di opposizione e di giudizio.

Il contributo di Spitz è molto importante, anche perché individuò la depressione analitica, una sindrome depressiva molto grave che colpisce i bambini abbandonati e che può portarli alla morte per deperimento organico.

John Bowlby, noto esponente della Psicologia dell'Io, ispirandosi alla teoria dello sviluppo di Freud in "Infanzia e società" (1950) mette in luce i fattori sociali e culturali che modellano la personalità del bambino, ridimensionandone la componente biologico-istintiva. Secondo lui ogni tappa dello sviluppo è caratterizzata da alcuni compiti evolutivi, i quali portano al raggiungimento di una meta:

  • lo stadio orale-sensorio va dalla nascita al compimento del primo anno. Si basa sulla qualità del rapporto madre-figlio, e sul continuo conflitto tra fiducia e sfiducia.
  • lo stadio muscolare-anale-uretrale va dal primo anno fino al terzo anno, ed è fondamentale per l'acquisizione dell'autonomia del bambino.
  • lo stadio genitale-locomotore va dai quattro anni ai sei anni, ed è centrato dal conflitto tra spirito d'iniziativa e senso di colpa.
  • lo stadio di latenza va dai sette anni agli undici anni. Si basa principalmente sul contrasto tra industriosità e inferiorità, perché per quanto il bambino, ormai autonomo, incominci ad essere competente e produttivo, può in alcuni casi sentirsi incapace di gestire certe situazioni e quindi di sentirsi inferiore.
  • lo stadio dell'adolescenza va dai dodici ai diciotto anni, e si basa sul dilemma tra identità e confusione dei ruoli. Qui infatti il ragazzo mette in discussione ciò che ha fatto nelle fasi precedenti e consolida la propria personalità in base alle esperienze passate.
  • lo stadio della giovinezza va dai diciannove ai venticinque anni; è caratterizzato dal conflitto tra intimità e isolamento, strettamente connesso al pieno sviluppo della sessualità del ragazzo.

Altre contributi psicodinamici molto significativi sono quelli sviluppati da Donald Winnicott(rapporti oggettuali primari) e Heinz Kohut (sviluppo psicologico come graduale trasformazione da un narcisismo infantile a un narcisismo maturo).

Lo sviluppo psichico del bambino[modifica | modifica sorgente]

Si deve presupporre, per dividere le diverse fasi dello sviluppo psichico (facendo riferimento alla teoria dello psichiatra Massimo Fagioli), che l'essere umano nasce originariamente sano e che solo nelle fasi successive della sua vita la sua psiche può essere lesa, inoltre per il bambino il rapporto interumano, naturale sin dalla nascita, è molto importante per lo sviluppo della sua identità. Infatti il bambino durante la sua crescita, non segue l'istinto come un animale selvaggio ma subisce continuamente il condizionamento degli adulti che cercano di insegnargli a controllare la sua emotivà e a diventare razionale. Questo nega lo sviluppo infantile spontaneo.

Prima e dopo la nascita[modifica | modifica sorgente]

Per il feto il rapporto con il liquido amniotico all'interno dell'utero materno non è ancora psichico, bensì materiale. Infatti, la realtà psichica e biologica nell'uomo ha inizio al momento della nascita. Prima ogni stimolo gli deriva attraverso la sensibilità cutanea. In questo rapporto di recettività si crea un equilibrio che porta a una corrispondenza tra ciò che il feto sente e la realtà circostante, all'interno dell'utero materno. Questo rapporto è la carica sessuale originaria che creerà la vitalità del neonato e lo farà interagire con il mondo esterno al momento della nascita. Molto importante è sapere che i disturbi psichici della madre non lesioneranno minimamente quelli del suo feto poiché, come già detto, quest'ultimo non ha ancora una vita psichica. Al momento in cui il feto deve venire alla luce, per sostenere la pressione del canale al parto, viene aumentata la carica sessuale originaria. Quando avviene la separazione dal ventre materno si ha inizio della vita neonatale, in cui la realtà psichica e fisica del neonato sono strettamente legate tra di loro. Infatti questo, sconvolto dai nuovi stimoli esterni, come la luce o il freddo, nel tentativo di trovare il precedente benessere, reagisce con la pulsione di annullamento contro la nuova realtà. Ad esempio per difendersi dalla luce, non essendo ancora la vista sviluppata, chiude gli occhi per ritrovare il buio della vita all'interno dell'utero materno. In questo modo, detto fantasia di sparizione, il neonato ritrova il sé libidico e ricrea la fantasia-ricordo dell'esperienza materiale avuta fino a quel momento. Dall'interagire tra la fantasia di sparizione e la carica sessuale originaria deriva l'io psichico del neonato, che cerca di ritrovare la calma e il benessere già vissuti a contatto con il liquido amniotico.

Il primo anno di vita[modifica | modifica sorgente]

Nel primo anno di vita, secondo Fagioli, il neonato, non possedendo ancora coscienza, vive come in un sogno continuo, in cui la conoscenza del mondo passa solo attraverso la sensibilità corporea. Esso raccoglie gli innumerevoli stimoli che gli derivano dal mondo esterno e si rapporta alle persone con immediatezza e totale fiducia. Anche se la vista non è ancora completamente sviluppata e non comprende il significato delle parole, il neonato sente comunque gli stati d'animo e l'affetto di chi lo circonda. Attraverso tutti i nuovi segnali esterni che il neonato si trova ad affrontare, questo realizza la sua prima immagine fantasiosa del mondo, che nella sua mente è formata da immagini interne. Questa condizione di abbandono e di rapporti senza difese comunque sparisce con la comparsa del linguaggio verbale e della coscienza. Molto importanti per la vita psichica di un bambino sono i primi rapporti con la madre: infatti questa, più sarà affettuosa e attenta al proprio neonato, più la vitalità di questo aumenterà e più si affermerà la sua identità. Questo porterà a un riconoscimento della madre non soltanto come un essere che nutre, ma diventerà sempre più una madre sorridente, che crea un senso di libido nel neonato. Se questo procedimento dovesse venire meno, non solo il rapporto con il mondo esterno risulterà più difficile, ma anche la fantasia del pargolo verrà lesa. Altro momento importante per lo sviluppo del bambino avviene intorno ai 6 mesi, quando questo inizia a riconoscere i volti e più in particolare il volto della madre. Questo genera una visione completa della madre, che fa abbandonare la visione parziale del seno. In questo momento il rapporto con la madre è molto più intenso e più il rapporto dà sicurezza e affetto al neonato, più questo sarà propenso, nel futuro, a non fermarsi solo alla parte visiva nel conoscere le persone, ma ad approfondire la conoscenza profonda dell'altro. Inoltre può sviluppare una spontanea separazione dal seno materno e accelerare il processo di svezzamento.

Lo svezzamento[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo dell'allattamento, il neonato vive il suo primo rapporto interumano tra le braccia della madre, per questo il periodo dello svezzamento è molto importante, in quanto segna nella sua vita la seconda impegnativa separazione, dopo quella dalla vita intrauterina. Questo momento è molto importante poiché il neonato deve passare da un rapporto con la madre più profondo, da cui ne deriverà il rapporto con le altre persone in età adolescenziale e la creazione dell'identità autonoma dalla madre. Infatti, se questo cambio di visione avviene spontaneamente, cosa che può derivare solo in caso che il senso di soddisfazione dal punto di vista di affettuosità e calore ricevuto siano non deludenti, il bambino avrà un trauma minore nella fase dell'allontanamento dal seno, in quanto la madre non è più soltanto una fonte di nutrizione. Dopo lo svezzamento quindi il bambino allarga il suo mondo conoscitivo e relazionale, continuando il suo processo evolutivo sia fisico che psichico, grazie a due fondamentali conquiste:

  • Impara a camminare, e ciò lo porta ad esplorare il mondo intorno a lui;
  • Amplia la capacità di parola, riuscendo a dare un significato alle parole, quindi dando un nome alle cose che lo circondano.

Da ciò deriva un aumento della sicurezza del bambino, dell'indipendenza e della capacità di relazionarsi con il mondo esterno. Da questo momento man mano che il bambino (o la bambina) cresce, si delineano sempre maggiormente i suoi caratteri sessuali e la distinzione maschio- femmina si inizia a fare sempre più netta, con tipi di comportamenti diversi nelle varie situazioni.

Il rapporto con il sesso opposto[modifica | modifica sorgente]

A seguito dello svezzamento, uno dei più grandi enigmi che il bambino deve affrontare è la visione dell'essere umano diverso, ovvero il bambino vede una realtà fisica diversa da sé, quella del sesso opposto, cosa che fa perdere i punti di riferimento preacquisiti e fa vacillare la sua sicurezza. Infatti si rende conto che non tutte le persone sono come lui e quindi da quel momento deve capire come rapportarsi all'altra parte del genere umano. Questo avviene inconsapevolmente, ma nonostante ciò questo turba in maniera decisiva il precedente equilibrio acquisito. Infatti inizia in questo momento la realizzazione della sua identità sessuale. Questa crisi viene gradualmente risolta se la curiosità supera il timore provocato dalla scoperta di questa nuova realtà; in questo caso il bambino si avvicina spontaneamente all'altro sesso e non si sottrae a quel confronto che segnerà nella sua vita la propria identità. Questo quindi svilupperà un desiderio per l'essere umano del sesso opposto che sarà vivo in tutta la vita del bambino, per quanto fino all'età puerile sarà soltanto sul piano psichico. Infatti, molto frequenti sono i primi amori e simpatie durante il periodo della scuola materna.

La seconda infanzia[modifica | modifica sorgente]

Per seconda infanzia si intende il periodo che va dalla prima infanzia alla pubertà, infatti in questo periodo si hanno molti cambiamenti sul piano psichico e fisico del bambino, oltre a numerose tappe importanti per la maturazione della sua identità. Infatti, è in questo periodo che il bambino deve affrontare compiti e responsabilità che aumentano in maniera crescente, mettendo alla prova la sua resistenza e il suo carattere. Perciò a differenza della prima infanzia, strutturata in un rapporto stretto con la madre, durante questo periodo è il padre che diventa una figura di rilievo per la formazione dell'identità del bambino. Questo rapporto è fondamentale se dal padre il bambino matura un confronto in cui ne recepisce le qualità, l'affetto e l'interesse, senza però che esso diventi un modello da imitare, cosa che danneggerebbe l'identità del bambino vedendosi obbligato a diventare come i genitori, o un'autorità da temere. Da questo momento il bambino deve iniziare a emanciparsi dal legame con i genitori, e per farlo inizia il processo di socializzazione, che amplia l'universo del bambino dal mondo familiare al mondo esterno. Così iniziano nelle scuole i rapporti con i coetanei, i quali condividono giochi e problemi, diventando un passo fondamentale nella sua crescita psichica. Con questo processo il bambino inizia a conquistare un'indipendenza dai genitori, creando un'immagine di sé autonoma, incominciando ad avere dei gusti personali, la sua personalità, i suoi interessi e le sue certezze.

La pubertà[modifica | modifica sorgente]

Il periodo successivo, che porta alla maturità del bambino, è la pubertà, la quale è considerata da molti psicologi come una preadolescenza, raccogliendo un periodo che va dagli undici- dodici anni fino al compimento del quattordicesimo anno di età. Questo è un periodo non molto delimitabile in quanto nel mondo contemporaneo la pubertà viene spesso anticipata rispetto al passato. Durante la pubertà si hanno molti cambiamenti da tutti i punti di vista, in particolar modo sul piano biologico, sul piano psicologico e infine sul piano sociale. Uno dei principali sviluppi che si hanno in questo periodo è sicuramente lo sviluppo della funzione riproduttiva in entrambi i sessi, una trasformazione che è la conseguenza di molte azioni dal punto di vista sociale, in quanto muta il rapporto con le persone del sesso opposto. Molto importanti sono anche le variazioni che si sviluppano a livello fisico, infatti tutto l'organismo sembra voler accentuare la crescita, quindi ci sono molti salti di statura e iniziano a comparire i caratteri sessuali secondari, ad esempio è in questo periodo che si ha lo sviluppo del seno o si hanno cambiamenti della voce. Una delle fasi più importanti in questo periodo è lo sviluppo sessuale, infatti il periodo della prima mestruazione o della prima eiaculazione deve essere vissuto in modo naturale e compreso dalla famiglia, onde evitare che questa esperienza traumatizzi il ragazzo, lasciando tracce negative a livello psicologico. Questo momento critico dello sviluppo è stato da sempre accompagnato nelle culture con riti di iniziazione, che determinavano l'ingresso del ragazzo nella società adulta. Questo periodo è delicato anche perché le certezze accumulate nel periodo infantile incominciano a decadere, infatti per la costruzione della propria identità diventa sempre più importante la propria formazione da un punto di vista sessuale. Prima di questo periodo i rapporti con l'altro sesso erano solo in campo psichico, adesso, con lo sviluppo degli ormoni, essi si trasformano in un campo di attrazione fisica. Questo comporta la ricerca di un'accettazione intima della propria sessualità, la quale si deve affermare nella realtà fino ad arrivare al primo rapporto. Da questo momento si ha una mutazione sul piano psicologico, infatti il ragazzo, acquistando la nozione del futuro, lascia decadere le certezze infantili e si prospetta verso quest'ultimo con tutto se stesso, procurando spesso dei disagi nel vivere il presente e un'elevata instabilità emotiva. Tutto questo crea una profonda separazione dal punto di vista sociale tra i due sessi, questi incominciano a diventare sempre più due mondi completamente diversi e distanti, ma al tempo stesso si inseguono a vicenda alla ricerca del primo amore.

L'adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Uno dei principali passi fondamentali del periodo dell'adolescenza è la trasformazione fisica. Se questo passo non è vissuto con naturalezza, esso crea molte crisi di personalità che possono creare traumi nell'accettazione della percezione della propria sessualità, creando spesso un senso di criticità a ogni minimo difetto che viene accentuato. Questo crea grossi disagi anche nel rapporto sociale con gli altri e principalmente con l'altro sesso. Per superare questa crisi il ragazzo si deve creare un'identità personale molto forte che si sviluppa attraverso molti momenti di confusione e instabilità emotiva, chiamata più comunemente crisi adolescenziale. Questo passo è inevitabile nello sviluppo psicologico del ragazzo, che solo attraverso l'accettazione di sé stesso e attraverso la conoscenza del mondo dell'altro sesso riuscirà progressivamente a sviluppare la rispettiva identità maschile o femminile. In seguito, un'altra fase molto importante è la ricerca del proprio spazio nella realtà, al di fuori dello spazio familiare. Infatti, in quest'età, il ragazzo tende a rifiutare le costrizioni delle regole che si trovano all'interno della famiglia, cercando di evadere dalle decisioni che essa spesso prende per lui. Questo è il periodo frequentissimo della ribellione adolescenziale. In questa fase quindi il ragazzo rifiuta la conoscenza dell'autorità e della tradizione familiare per trovare la propria personalità; esso è molto importante quindi per una costruzione della propria identità autonoma e originale. Nonostante questo, se tale fase è svolta in modo non corretto, con un rifiuto non costruttivo delle regole, si avrà un'instabiltà psichica nel ragazzo, il quale, conservando odio e rancore verso il genitore, nel futuro genererà sensi di colpa e fantasmi interni da cui sarà sempre più difficile liberarsi. Questa fase è tra le più difficili, poiché è fondamentale il corretto superamento della precedente fase dell'identificazione con le figure familiari. Infine, molto importante in questa età è l'esigenza di appartenere a un gruppo. Infatti, per il ragazzo in questo periodo il potersi confrontare con i coetanei è molto importante per la creazione della sicurezza della propria identità, quindi nasce una continua ricerca delle amicizie con cui si riesce ad avere un buon confronto dialettico e si condividono interessi. Un ragazzo che ha problemi di socializzazione quindi vive con sofferenza l'incapacità di comunicare, la solitudine e l'eclusione dal gruppo.

Le problematiche dello sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo adolescenziale, a causa dei profondi sconvolgimenti che il ragazzo si trova ad affrontare, spesso emergono i problemi patologici causati da alcuni nodi non risolti durante lo sviluppo psichico della sua vita. Quindi in questa fase si possono riconoscere quelle tappe che il bambino non ha superato in maniera naturale, o che il genitore per la troppa apprensività gli ha traumatizzato.

  • Durante il primo anno di vita, è molto importante che il bambino non veda come ostile la realtà esterna; questa cosa può essere evitata se la presenza affettiva degli adulti, e in particolar modo della madre, non viene meno. In caso contrario, in età adolescenziale, il ragazzo si chiude in sé stesso, avendo coltivato un senso di paura verso il mondo. È molto importante, quindi, che la madre soddisfi a pieno le necessità del bambino; se così non fosse il bambino coltiverà dentro di sé un odio nei suoi confronti che si propagherà e aumenterà nel corso degli anni. Questa mancanza, nel primo vero e proprio rapporto interpersonale, creerà una perdita dell'io della nascita, procurando al ragazzo un senso di sfiducia nei rapporti interpersonali e, nei casi peggiori, un senso di sfiducia nella realtà esterna.
  • Nel periodo dello svezzamento una problematica molto frequente è quando il bambino si identifica e resta dipendente al seno, in quanto le sue qualità psichiche e affettive non hanno consolidato il suo io non riuscendo quindi a distinguere la realtà interna da quella della madre. Questa dinamica patologica è simile anche nel rapporto con il padre, in caso che il bambino entra in una relazione più intensa con il padre. Se questa patologia si mostra, in età adolescenziale, il ragazzo, essendo in confusione con sé stesso e il mondo esterno, non riuscirà ad interagire e ad avere rapporti di arricchimento con le altre persone.
  • Anche nel confronto con le persone del sesso opposto, in quanto traumatico e motivo di crisi per il bambino, può esserci un motivo per una problematica molto importante: se il senso di scoperta viene meno, quindi la paura del diverso prende il sopravvento, il ragazzo in età adolescenziale avrà problemi a legarsi e a stringere amicizie e in particolar modo a confrontarsi con il sesso opposto nella ricerca del primo amore, creando un motivo di angoscia e uno scarso sviluppo delle capacità intellettive.
  • Altre patologie che possono essere riconosciute in età adolescenziale sono la depressione, la schizofrenia o l'anoressia nervosa.

La sessualità[modifica | modifica sorgente]

La sessualità per l'essere umano è una delle dimensioni più importanti della vita. Questa rappresenta una delle forme di comunicazione più complete che esistano al mondo, in quanto tra uomo e donna vi è una fusione della realtà fisica e psichica del corpo e della mente[1]. Da questo punto di vista sia l'uomo che la donna sono uguali in quanto esseri umani, ma si differenziano per desideri e immagine interna, e questa dialettica tre le differenti identità sessuali sconvolge la vita umana sempre. A differenza degli animali, il cui rapporto sessuale è gestito da leggi naturali, Fagioli pensa che "il sesso umano è vedere, sapienza dell'uomo nei riguardi dell'uomo", ovvero è una scelta irrazionale del tutto libera che conduce a una ricerca della propria identità e a una maggiore conoscenza di noi stessi, vivendo in una dimensione completamente al di fuori di quella reale. Questa intima unione che avviene tra il corpo e la mente, risale, da un punto di vista psicologico, alla prima fusione tra la realtà biologica e la realtà psichica che avviene alla nascita.

Le fasi dello sviluppo sessuale[modifica | modifica sorgente]

La prima fase avviene allo svezzamento quando il bambino, staccandosi dal seno materno, ha una visualizzazione della "madre intera" e consolida in quel modo la propria identità maschile o femminile, distinta da quella materna. Questo è solo l'inizio di un complesso percorso biologico che porterà il bambino a una sempre maggiore consapevolezza della propria appartenenza di genere, arrivando fino all'accettazione del diverso da sé. Sebbene questa accettazione avvenga molto presto dal punto di vista psichico, soltantanto in età puerile e con lo sviluppo biologico si riesce ad esprimere, nel rapporto con l'altro sesso, "il sentire del corpo". Questo porta ad una nuova sfida per il ragazzo, il quale per la prima volta si trova ad affrontare una situazione in cui sia l'"anima" che il "corpo" vengono messi in gioco. Per superare questa sfida dunque è indispensabile che il ragazzo abbia un'immagine interna di sé ben chiara, in cui l'armonia tra la realtà psichica e la realtà fisica creino una piena accettazione della propria identità sessuale. Questa accettazione crea un'immagine di sé che viene proiettata direttamente all'altro sesso, creando il gioco di desiderio, non tanto fisico, ma di immagine che si svolge tutti i giorni tra uomini e donne.

La prima volta[modifica | modifica sorgente]

Quando in età puerile l'interesse psichico per l'altro sesso si trasforma in desiderio fisico, il ragazzo, sconvolto dai turbamenti per l'affermazione di sé stesso, cerca di realizzare il desiderio per il rapporto fisico completo, un passo molto importante che sconvolge la vita di ogni ragazzo, che deve essere vissuto con la massima naturalezza e spontaneità. Non esiste un'età giusta per affrontare questa realtà, in quanto per ognuno dipende dalla propria storia personale. Purtroppo ormai troppi ragazzi affrontano questo passo con troppa facilità, spinti dal partner o semplicemente per dimostrare a sé stessi di essere più grandi e vissuti. Questo passo è molto importante nella vita di ogni persona, in quanto è il primo vero e proprio confronto tra un'identità maschile e un'identità femminile che dà inizio a una ricerca di una conoscenza più profonda di noi stessi, avendo una fusione tra la parte fisica e la parte psicologica. Attraverso questo coinvolgimento reciproco con il partner, l'uomo e la donna possono riscoprire sensazioni intime e sempre nuove, che possono risalire anche al primo anno di vita. Questo perché il momento dell'atto sessuale fa ricordare, senza averne coscienza, quella sensazione che si provava quando si era bambini, quando ogni sensazione e ogni affetto veniva sentito intensamente. Questo periodo di fusione e immediatezza è conservato all'interno dei nostri ricordi e riaffiora sempre nel rapporto sessuale e nell'orgasmo, il momento in cui non esiste più separazione tra il corpo e la mente.

La sessualità e la cultura[modifica | modifica sorgente]

La conquista di un'identità di sé così valida spesso però non è semplice da raggiungere; questo perché si creano dei rapporti di dipendenza e delle identificazioni con i genitori che non permettono di realizzare una personalità autonoma e originale e si rimane condizionati dagli schemi e dai falsi modelli che la società e la cultura impongono. Infatti, secondo Fagioli, la società moderna tende a svalutare la sessualità rendendola una cosa vuota di significato, sfruttandola invece attraverso i mass media, che trasmettono spesso una visione molto più superficiale e consumistica, esaltando l'immagine fisica e gli aspetti esteriori, fino al massimo scadimento che è la pornografia. Nello stesso tempo il giovane viene condizionato da una morale repressiva che colpevolizza la sessualità, vedendola come una cosa sbagliata, che mira solo a uno sfogo fisiologico e continuamente condannata moralisticamente. Oltre a tutto questo è stata pure banalizzata l'identità maschile e femminile in una distorta distinzione rigida di ruoli, in cui l'uomo è visto come potenza fisica, intesa come dominio e aggressività, mentre la donna è vista come potenza recettiva, ovvero caratterizzata da passività e inerzia. Nonostante questa dialettica che ai giorni nostri viene negata sul piano civile, la ricerca sulla differenza sessuale continua ad essere vista in maniera confusa e ambigua dalla società, che avvilisce il rapporto tra i due sessi.

Le problematiche della sessualità[modifica | modifica sorgente]

La sessuologia moderna considera la masturbazione come un comportamento ovvio e inevitabile nella conoscenza del proprio corpo e della propria identità, ma questo pensiero per Fagioli non è corretto poiché è un comportamento che deriva da un isolamento e da un timore nei confronti con l'altro sesso. Infatti la masturbazione è considerata come un concentrazione sul proprio corpo per ricercare un piacere fisico e evitare un contatto con il mondo esterno e con il rapporto con l'altro sesso, fantasticando sulle emozioni che l'altra persona può suscitare. Inoltre, quando la masturbazione diventa un'abitudine, può diventare un disturbo psicologico che va affrontato, in quanto può ostacolare la maturazione e la ricerca del rapporto con l'altro sesso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Di Sabatino - Fulgosi, p.255

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Galimberti, Umberto. 1999. Enciclopedia di psicologia. Garzanti Libri (collana Le Garzantine).
  • Di Sabatino, Dorina - Fulgosi, Fulvia. 2005. La Psicologia. Roma. Armando.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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