Pseudoalogeno

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Il termine pseudoalogeno fu introdotto nel 1925[1][2] per designare alcuni radicali, come ad esempio CN, SCN, OCN e N3, che mostrano un comportamento chimico analogo quello degli alogeni. In particolare questi gruppi possono:

  • formare anioni mononegativi X detti pseudoalogenuri, come CN, SCN, OCN, N3
  • formare idracidi HX, come HCN o HN3. Normalmente gli acidi pseudoalogenidrici sono deboli
  • formare specie neutre X2, come (CN)2 e (SCN)2
  • dismutare in presenza di basi, come nella reazione
(CN)2 + 2OH → CN + OCN + H2O
  • formare sali insolubili con alcuni ioni metallici, come AgN3 e CuCN
  • formare ioni complessi, come [Pd(SCN)4]2− e [Fe(CN)6]4−
  • formare composti interpseudoalogeni, come ClN3 e NCN3

Non sempre un dato pseudoalogeno manifesta tutti questi tipi di reattività. Ad esempio, gli acidi HSCN e HOCN non si possono ottenere puri, e non è noto il composto neutro NCO−OCN.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) L. Birckenbach; K. Kellermann, Ber. Dtsch. Chem. Ges., 58B, 1925, pp. 786-794.
  2. ^ (EN) N. N. Greenwood, A. Earnshaw, Chemistry of the Elements, 2ª ed., Oxford, Butterworth-Heinemann, 1997, ISBN 0-7506-3365-4.

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