Pseudalopex fulvipes

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Volpe di Darwin[1]
Pseudalopex fulvipes.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Sottordine Caniformia
Famiglia Canidae
Genere Pseudalopex
Specie P. fulvipes
Nomenclatura binomiale
Pseudalopex fulvipes
(Martin, 1837)
Sinonimi
Lycalopex fulvipes
(Martin, 1837)
Areale

Darwin's Fox area.png

La volpe di Darwin (Pseudalopex fulvipes Martin, 1837) è un piccolo Canide gravemente minacciato del genere Pseudalopex. Nota anche come Zorro Chilote o Zorro de Darwin[2] in spagnolo, vive su Chiloé e nel Parco Nazionale di Nahuelbuta in Cile (Regione di Araucanía).

La prima volpe di Darwin nota alla scienza venne catturata nel 1834 sull'isola di San Pedro, al largo delle coste del Cile, dal naturalista Charles Darwin. È stata considerata per lungo tempo una sottospecie della volpe grigia sudamericana (P. griseus); tuttavia, la scoperta di una piccola popolazione sul continente, avvenuta nel Parco Nazionale di Nahuelbuta nel 1990[3], e le analisi genetiche effettuate in seguito hanno dimostrato senza ombra di dubbio che si tratta di una specie a tutti gli effetti[4].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Il genere Pseudalopex raggruppa sei specie sudamericane di Canidi imparentate alla lontana con i lupi, che, seppur chiamate comunemente «volpi», non hanno alcun legame di parentela con le vere volpi del genere Vulpes. Charles Darwin ricorda con queste parole la cattura di un esemplare di P. fulvipes sull'isola di San Pedro, nell'Arcipelago di Chiloé, nel dicembre del 1834, durante il viaggio del Beagle: «Un esemplare di volpe appartenente a una specie nuova e molto rara che pare esclusiva di quest'isola stava seduto su una roccia. Era così assorta a spiare il lavoro degli ufficiali che, muovendomi cautamente alle sue spalle, mi riuscì di raggiungerla e di abbatterla con un colpo del mio martello da geologo»[5]. Nel Viaggio di un naturalista intorno al mondo, pubblicato nel 1839, Darwin aggiunse: «Questa volpe, forse più curiosa, forse più dotata per la scienza, ma certamente meno saggia delle sue consorelle europee, si trova adesso impagliata nel museo della Zoological Society». Reputandola «appartenente a una specie nuova»[6], il celebre naturalista la considerava distinta dalle specie (P. culpaeus e P. griseus) esistenti sul continente. Successivamente, la volpe di Darwin venne classificata come una sottospecie (P. g. fulvipes) di quest'ultima.

Esemplare maschio ad Ahuenco, sull'isola di Chiloé (Cile).

La volpe di Darwin non si incrocia mai con le altre specie del genere Lycalopex, vive unicamente nelle foreste ed è più piccola e di colore più scuro delle altre specie. Nel 1990, quando una piccola popolazione di volpi di Darwin venne scoperta sul continente, nelle foreste del Parco Nazionale di Nahuelbuta, gli studiosi si resero conto che la volpe non era endemica dell'isola. In un articolo pubblicato nel 1996 sul Journal of the Society for Conservation Biology, Yahnke et al. scrissero che il DNA mitocondriale della volpe di Darwin era distinto da quello della volpe grigia sudamericana: P. fulvipes, quindi, era a tutti gli effetti una specie distinta, strettamente imparentata con la volpe di Sechura. Sempre secondo gli stessi autori (1995 e 1996), il ristretto areale della specie sarebbe solamente tutto ciò che resta di un'antica distribuzione più ampia. Gli zoologi resero inoltre note le differenze nella nicchia ecologica, nell'aspetto e nel comportamento di questa specie. La volpe di Darwin si differenzia dalla volpe grigia sudamericana per la colorazione più scura, le zampe più corte, il cranio più corto e largo, le bolle timpaniche più piccole, la dentatura più robusta e per alcuni aspetti della forma della mandibola e della modalità di occlusione dei premolari.

Nel Pleistocene superiore, Chiloé era unita al continente da un ponte di terra. Quest'ultimo scomparve circa 15.000 anni fa, quando, in seguito all'ultima glaciazione, il livello dei mari si alzò di nuovo[7]. Ciò portò alla creazione di due popolazioni isolate di volpe di Darwin.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Con una lunghezza testa-corpo di 48-60 cm, una coda di 17-26 cm e 1,9-3,95 kg di peso, quella di Darwin è una delle più piccole specie di volpe del mondo; ha struttura tarchiata, corpo allungato e zampe corte. Il muso è piccolo e sottile e si estende fino a una fronte piuttosto arrotondata, e la coda è relativamente breve e folta. La folta pelliccia varia nella colorazione dal grigio brizzolato scuro al quasi nero, con alcune zone di un caratteristico colore rosso-ruggine sulla parte inferiore delle zampe e attorno alle orecchie. L'addome, il petto, la parte inferiore del muso e l'interno delle orecchie sono di colore crema pallido o bianco, e la coda è grigio scura.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Endemica del Cile, la volpe di Darwin occupa un areale disgiunto costituito da appena due popolazioni; la più piccola vive sul continente, nelle montagne costiere del Parco Nazionale di Nahuelbuta e nei suoi dintorni; la più grande è situata a circa 600 km di distanza, sull'isola di Chiloé, presso le coste meridionali del Paese[2].

Sulle coste rivolte al Pacifico di Chiloé, la volpe occupa un areale frammentato costituito da dune di sabbia miste a fitte foreste sempreverdi, mentre nella parte settentrionale dell'isola popola le foreste di latifoglie di pianura e i pascoli. Predilige le foreste primarie, sebbene viva anche in foreste secondarie e terreni più aperti.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

La volpe di Darwin è onnivora e la sua dieta è costituita da una vasta gamma di piccoli mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, coleotteri, invertebrati, frutta, bacche e semi. Questa dieta varia è di fondamentale importanza per la sopravvivenza della volpe, dal momento che nel suo habitat la disponibilità di cibo varia a seconda delle stagioni. Sebbene cacci generalmente da sola, talvolta, attorno a una carogna, si possono radunare fino a quattro esemplari. A Chiloé, queste volpi a volte uccidono polli, effettuano scorrerie nelle discariche e addirittura penetrano all'interno delle abitazioni di notte, in cerca di cibo, apparentemente non intimorite dalle persone e dai cani che vi abitano.

Sebbene a Chiloé questa specie sia generalmente solitaria, tranne che nella stagione degli amori, quando si creano coppie temporanee, sul continente sembra che le volpi vivano in coppie per tutto l'anno[8]. Le coppie condividono il proprio territorio con i figli nati negli anni precedenti. Generalmente nascono due o tre piccoli.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Si ritiene che vi siano solo 250 volpi di Darwin a Chiloé e circa 70 esemplari sul continente; per questo motivo la IUCN classifica la specie tra quelle in pericolo critico[2]. La distruzione delle foreste adiacenti al Parco Nazionale di Nahuelbuta e su Chiloé costituiscono una minaccia per la sopravvivenza della specie, così come i cani randagi, che possono diffondere malattie mortali o attaccare direttamente le volpi. Un altro problema è la persecuzione da parte degli allevatori, i quali ritengono la volpe nemica dei loro polli domestici; è vero che ogni tanto le volpi fanno irruzione nei pollai, ma questo accade solo di rado.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Pseudalopex fulvipes in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b c d (EN) Jiménez, J.E., Lucherini, M. & Novaro, A.J. 2008, Pseudalopex fulvipes in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  3. ^ Medel, R.G. et al. 1990. Discovery of a continental population of the rare Darwin fox, Dusicyon fulvipes (Martin, 1839) in Chile. Biological Conservation 51:71-77
  4. ^ Yahnke, C.J. et al. 1996. Darwin's Fox: A Distinct Endangered Species in a Vanishing Habitat. Conservation Biology 10:366-375
  5. ^ Keynes, R. D. ed. 2001. Charles Darwin's Beagle diary. Cambridge: Cambridge University Press. pp. 272–273
  6. ^ Darwin, C. R. 1839. Narrative of the surveying voyages of His Majesty's Ships Adventure and Beagle between the years 1826 and 1836, Journal and Remarks 1832–1836. London: Henry Colburn. p. 341
  7. ^ Villagrán, C. 1988. Late Quaternary vegetation of Southern Isla Grande de Chiloë, Chile. Quaternary Research 29: 294–306
  8. ^ Jiménez, J.E., Lucherini, M. & Novaro, A.J., 2004; IUCN & CSG 2004). On mainland Chile, Jaime Jiménez has observed a small population since 1975 in Nahuelbuta National Park; this population was first reported to science in the early 1990s (Medel et al. 1990; Jiménez, J.E., Lucherini, M. & Novaro, A.J., 2004; IUCN, 2004

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