Brindisi (saluto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Prosit)
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Il brindisi in un quadro di Peder Severin Kroyer.

Con brindisi s'intende l'atto di alzare un bicchiere pieno di una bevanda (generalmente alcolica) e di bere alla salute di qualcuno[1]. Il gesto comprende il toccare o lo sfiorare i bicchieri dei commensali.

Il brindisi è diffuso in tutto il mondo; variano, ovviamente, le esclamazioni accompagnatorie usate.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Brindisi deriva dallo spagnolo brindis, mutuato dal tedesco bring dir’s, cioè “lo porto a te", intendendo il saluto, espressione trasmessa dai lanzichenecchi alle truppe spagnole[2].

Esclamazioni tipiche[modifica | modifica sorgente]

Cin cin è l'esclamazione più comune in Italia all'atto del brindisi. Ha origini cinesi: deriva infatti da qǐng qǐng (请请; Wade-Giles: ch’ing ch’ing), che significa "prego, prego", promosso nell'uso anche per la somiglianza onomatopeica con il suono prodotto dal battere due bicchieri tra loro. Usato tra i marinai di Canton come forma di saluto cordiale ma scherzoso, fu esportato nei porti europei.

Prosit è una parola latina significa "sia utile, faccia bene, giovi", o anche "sia a favore", terza persona singolare del congiuntivo presente del verbo latino prōsum, prodes, prōfui, prodesse ("giovare", "essere di vantaggio"). È utilizzata come esclamazione all'atto del brindisi. La parola è usata anche in campo liturgico al rientro in sacrestia, dopo la conclusione della Messa, dai ministranti verso il celebrante, il quale risponde con "Deo gratias vobis quoque".

Nell'antica Grecia si usava declamare discorsi o versi poetici durante il brindisi e l'usanza richiedeva che le parole fossero improvvisate.

Dal Seicento in poi, si diffuse il cosiddetto brindisi poetico e numerosi furono gli autori che se ne occuparono, da Chiabrera a Giovanni Mario Crescimbeni, per non parlare del Brindisi funebre carducciano.[3]

Nelle altre lingue[modifica | modifica sorgente]

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'edizione del 1910 dell'Encyclopædia Britannica, in merito all'origine dell'usanza, dice: "L’usanza di bere ‘alla salute’ dei vivi deriva molto probabilmente dall’antico rito religioso di bere in onore degli dèi e dei defunti. Ai pasti i greci e i romani versavano libagioni agli dèi, e ai banchetti cerimoniali bevevano in onore degli dèi e dei defunti", aggiungendo: "Il bere alla salute dei vivi dev’essere stato strettamente collegato a queste usanze che in sostanza equivalevano a libagioni".[4] Un'opera più recente (1995) dice: "[Il brindisi] è probabilmente un vestigio religioso di antiche libagioni sacrificali in cui un liquido sacro veniva offerto agli dèi: sangue o vino in cambio di un desiderio, una preghiera riassunta con le parole 'lunga vita!' o 'alla salute'". [5]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In giapponese cin cin può confondersi facilmente con la parola chinchin (hiragana: ちんちん; katakana: チンチン, fonologicamente tintin), che significa, tra le altre cose, "pene"[6] (specie nel linguaggio infantile); simile, con lo stesso significato, anche ochinchin (kanji: 御珍々)[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971.
  2. ^ Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.
  3. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol.II, pag.425
  4. ^ The Encyclopedia Britannica, Edizione del 1910, vol. 13, p. 121
  5. ^ International Handbook on Alcohol and Culture di Dwight B. Heath, Greenwood Press. Westport, CT, 1995
  6. ^ Meaning of ちんちん in Japanese. URL consultato il 4 giugno 2014.
  7. ^ Kanji details for 御珍々. URL consultato il 4 giugno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]