Propithecus verreauxi

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Sifaka di Verreaux
Propithecus verreauxi 2.JPG
Propithecus verreauxi
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Strepsirrhini
Infraordine Lemuriformes
Superfamiglia Lemuroidea
Famiglia Indriidae
Genere Propithecus
Specie P. verreauxi
Nomenclatura binomiale
Propithecus verreauxi
A. Grandidier, 1867
Sinonimi

Propithecus verreauxi ssp. verreauxi

Il sifaka di Verreaux (Propithecus verreauxi A. Grandidier, 1867) è un lemure della famiglia degli Indriidae[2], diffuso nel Madagascar occidentale e sud-orientale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il sifaka di Verraux è un lemure di media taglia.
La pelliccia è folta e setosa, di colorazione bianca con strisce scure sui fianchi, la sommità della testa e le estremità degli arti. La lunga coda viene utilizzata come bilanciere nei salti da un albero all'altro [3][4] Le specializzazioni anatomiche degli arti inferiori e superiori rendono questa specie prevalentemente arboricola[5]; i movimenti sul terreno producono una caratteristica andatura a balzi laterali, spesso paragonata ad una specie di danza.

Sociobiologia e riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Sifaka che "danza"
Riserva naturale di Berenty

Gli esemplari di questa specie vivono in piccoli gruppi da 1 a 10 individui con numero di maschi e femmine più o meno bilanciato[6].

Le femmine, come in molte specie di lemuri, sono socialmente dominanti[7]; entrambi i sessi migrano, anche se prevalentemente le femmine sono il sesso filopatrico (stanziale), mentre i maschi migrano, intorno alla maturità sessuale, in nuovi gruppi[8]. Le femmine si accoppiano con più partner nell'ambito della medesima stagione riproduttiva (che ha una durata totale di circa due mesi, anche se ogni femmina rimane in estro per pochi giorni)[9]. Le femmine utilizzano le marcature anogenitali per contrassegnare il territorio, mentre i maschi utilizzano marcature specializzate (anogenitali e con le ghiandole presenti sotto la gola) più per attrarre le femmine che per delimitare il territorio[10][11]. I maschi presentano un bimorfismo sessuale reversibile: possono avere il petto chiaro (clean chest) o il petto scuro (stained chest), perché "sporcato" dal secreto prodotto dalla ghiandola sotto la gola, secreto che viene "spalmato" sui substrati strusciandovi contro gola e petto; solo i maschi più attivi nel marcare territorio e risorse hanno dunque il petto scuro [12]. Le variazioni nel petto sembrano essere legate ai livelli di testosterone [13].
Durante la stagione degli amori i maschi e le femmine attuano un vero e proprio mercato biologico: i maschi che marcano di più si accoppiano per primi e quelli che "offrono" più grooming alle femmine si accoppiano con maggiore frequenza[14]. La colorazione del petto nei maschi (data dal secreto ghiandolare) è probabilmente un segnale sessuale secondario (analogo, ad esempio, al seno delle donne), che dà indicazioni sulla qualità del maschio: le femmine, infatti, copulano più frequentemente con i maschi petto scuro, più attivi nel marcare; i maschi petto chiaro, per poter accedere alle femmine nella stagione degli amori, offrono ad desse più grooming rispetto ai maschi petto scuro [15].
La gerarchia del sifaka è lineare ed in questa specie è stato evidenziato, per la prima volta in natura su una proscimmia, il meccanismo della riconciliazione come forma di gestione dei conflitti. La riconciliazione non avviene, tuttavia, in contesto di feeding (cioè quando gli animali mangiano)[16]. Il gioco in questa specie si protrae fino all'età adulta, dove è utilizzato anche per "rompere il ghiaccio" e ridurre la xenofobia tra maschi di gruppi diversi, in particolare nella stagione degli amori[17].

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I sifaka sono erbivori selettivi la cui dieta è composta prevalentemente da foglie (giovani e adulte) e, nella stagione umida, anche da germogli, frutti e fiori. La dieta è variabile a seconda dei siti e della vegetazione che li caratterizza: tra le famiglie di piante preferite ci sono le Leguminosae (tra cui il Tamarindus indica) e le Didiereaceae[18][19]. Sono piuttosto tolleranti ai tannini. Possono occasionalmente ingerire terreno (geofagia)[20]. Sono attivi, per la ricerca del cibo, al mattino e nel pomeriggio con un lungo intervallo nella parte centrale della giornata nella stagione secca e senza intervalli degni di nota nella stagione umida[21].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Come tutti i lemuri, è endemico del Madagascar.

È diffuso nel Madagascar occidentale e sud/sudorientale, in particolare nelle aree di foresta spinosa del Madagascar meridionale e sud-occidentale, da Taolanaro (Fort Dauphin) sino al fiume Tsiribihina.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

In passato il Propithecus deckenii e il Propithecus coquereli erano considerate sottospecie del P. verreauxi ed erano denominati rispettivamente Propithecus verreauxi coquereli e Propithecus verreauxi deckenii.

Oggi le sottospecie sono state elevate al rango di specie[22].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La specie è considerata in pericolo dalla IUCN[1]. Data la dieta, specializzata, a basso contenuto energetico (basata prevalentemente su foglie) che si ripercuote su tasso di metabolismo basale)[7] e la sua locomozione altamente dispendiosa dal punto di vista energetico[5] i sifaka sono difficili da preservare in cattività.

La si può osservare, tra gli altri siti, all'interno del Parco Nazionale di Andohahela, nella Riserva naturale di Berenty (Madagascar meridionale), nella foresta decidua secca di Kirindy (Madagascar occidentale) e nella foresta secca di Bezaha-Mahafaly (Madagascar sudoccidentale). Nei frammenti di foresta spinosa del sud del Madagascar la variabile che maggiormente influenza la loro abbondanza è la proporzione di piante di di grande taglia (con un diametro ad altezza petto almeno di 5 cm), più che la dimensione stessa del frammento [23].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Andrainarivo C. et al, 2008, Propithecus verreauxi in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Colin Groves, Propithecus verreauxi in D.E. Wilson e D.M. Reeder (a cura di), Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, pp. p.121, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Tattersall, I, The Primates of Madagascar, New York, Columbia University Press, 1982.
  4. ^ Richard, A., Behavioral variation: a case study of a Malagasy lemur, London, Bucknell University Press, 1978.
  5. ^ a b Warren, R. D., & Crompton, R. H., Diet, body size and the energy costs of locomotion in saltatory primates. in Folia Primatologica, 1998; 69: 86-100.
  6. ^ Norscia I., Palagi P., Berenty 2006: census of Propithecus verreauxi and possible evidence of population stress. in International Journal of Primatology 2008; 29: 1099–1115.
  7. ^ a b Richard, A., Nicoll M.E., Female social dominance and basal metabolism in a Malagasy primate, Propithecus verreauxi in American Journal of Primatology 1987; 12:309-314.
  8. ^ Richard, A., Rakotomanga P. and Schewartz M., Demography of Propithecus verreauxi at Beza-Mahafaly, Madagascar: sex ratio, survival and fertility, 1984-1988 in American Journal of Physical Anthropology 1991; 84:307-322.
  9. ^ Brockman D.K., Reproductive behavior of female Propithecus verreauxi at Beza Mahafaly, Madagascar in International Journal of Primatology 1999; 20:376-398.
  10. ^ Lewis R.J., Sex differences in scent-marking in sifaka: Mating conflict or male services? in American Journal of Physical Anthropology 2005; 128:389-598.
  11. ^ Lewis R.J., Scent marking in Sifaka : No one function explains it all in American Journal of Primatology 2006; 68:622-36.
  12. ^ Lewis R.J. and van Schaik C.P., Bimorphism in Male Verreaux’s Sifaka in the Kirindy Forest of Madagascar in International Journal of Primatology 2007; 28:159-182.
  13. ^ Lewis R.J., Chest Staining Variation as a Signal of Testosterone Levels in Male Verreaux's Sifaka in Physiology & Behavior 2009; 96:586-592.
  14. ^ Norscia I., Antonacci D., Palagi E., Mating first, mating more: biological market fluctuation in a wild prosimian in Plos One, 2009; 4(3): e4679. doi:10.1371/journal.pone.0004679.
  15. ^ Dall'Olio S., Norscia I., Antonacci D., Palagi E., Sexual signalling in Propithecus verreauxi: male “chest badge” and female mate choice in PLoS ONE 7(5): e37332. doi:10.1371/journal.pone.0037332.
  16. ^ Palagi E., Antonacci D., Norscia I., Peacemaking on treetops: first evidence of reconciliation from a wild prosimian (Propithecus verreauxi) in Animal Behavior 2008; 76: 737-747.
  17. ^ Antonacci D., Norscia I., Palagi E., Stranger to Familiar: Wild Strepsirhines Manage Xenophobia by Playing in PLoS ONE 5(10): e13218. doi:10.1371/journal.pone.0013218.
  18. ^ Yamashita N., Diets of two lemur species in different microhabitats in Beza Mahafaly Special Reserve, Madagascar. in International Journal of Primatology 2002; 23: 1025-1050..
  19. ^ Norscia I., Carrai V., Borgognini-Tarli S.B., Influence of dry season and food quality and quantity on behavior and feeding strategy of Propithecus verreauxi in Kirindy, Madagascar in International Journal of Primatology 2006; 27: 1001-1022..
  20. ^ Norscia I., Carrai V., Ceccanti B., Borgognini-Tarli S.B., Termite soil eating in Kirindy sifakas (Madagascar): proposing a new proximate factor in Folia Primatologica 2005; 76:119-122.
  21. ^ Erkert H., Kappeler P., Arrived in the light: diel and seasonal activity patterns in wild Verreaux's sifakas (Propithecus v. verreauxi; Primates: Indriidae) in Behavioral Ecology and Sociobiology, 2004; 57: 174-186.
  22. ^ Mayor MI, Sommer JA, Houck ML, Zaonarivelo JR, Wright PC, Ingram C, Engel SR and Louis EE, Specific Status of Propithecus spp in International Journal of Primatology 2004; 25(4): 875-900.
  23. ^ Norscia I., Palagi E., Fragment quality and distribution of the arboreal primate Propithecus verreauxi in the spiny forest of south Madagascar in Journal of Tropical Ecology 2011; 27: 103-106.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]