Propagazione degli errori

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In statistica, la propagazione degli errori descrive la relazione tra l'errore associato ad una variabile casuale e l'errore associato ad una funzione di tale variabile. In genere, le variabili misurate in un esperimento hanno incertezze, dovute per esempio alla precisione degli strumenti, che si progagano sui risultati.

A una variabile x viene spesso associato un errore Δx (detto errore assoluto) che esprime il grado di incertezza nella conoscenza del valore di x ; si può scrivere che la variabile ha valore pari a x ± Δx, ovvero compreso nell'intervallo [x−Δx, xx]. Si chiama errore relativo il rapporto Δx/x, solitamente espresso in percentuali. In molti casi si assume che la differenza tra il valore misurato e quello reale sia distribuita normalmente (la deviazione standard della distribuzione è l'errore della misura). Nel seguito si danno alcune formule per casi particolari.

Indice

[modifica] Esempi

Funzione

Incertezza

X = A \pm B \, ΔX = ΔA + ΔB \sigma_X^2= \sigma_A^2 + \sigma_B^2 \,
se non sono indipendenti: \sigma_X^2= \sigma_A^2 + \sigma_B^2+2\cdot cov(A,B) dove cov(A,B) è la Covarianza.
X = cA \, \Delta X = c \cdot \Delta A \sigma_X = c \cdot \sigma_A \,
X = A \cdot B \, \frac{\Delta X}{X} = \frac{\Delta A}{A} + \frac{\Delta B}{B} + \frac{\Delta A\cdot \Delta B}{A\cdot B}
\frac{\Delta X}{X} = \frac{\Delta A}{A} + \frac{\Delta B}{B}
\left( \frac{\sigma_X}{X} \right)^2 = \left( \frac{\sigma_A}{A} \right)^2 + \left( \frac{\sigma_B}{B} \right)^2 + \left ( \frac{\sigma_A\cdot \sigma_B}{A\cdot B} \right )^2 \,

se non sono indipendenti: \sigma_X^2 = B^2\sigma_A^2 + A^2\sigma_B^2 + 2A\cdot B\cdot E_{1 1} + 2A\cdot E_{1 2} + 2B\cdot E_{2 1} + E_{2 2} - E_{1 1}^2 dove E_{ij}=E((\Delta A)^i\cdot (\Delta B)^j) e ΔA = aA

X = A\cdot B\cdot C \, \frac{\Delta X}{X}=\frac{\Delta A}{A}+\frac{\Delta B}{B}+\frac{\Delta C}{C}+\frac{\Delta A\cdot\Delta B}{A\cdot B}+\frac{\Delta A\cdot\Delta C}{A\cdot C}+\frac{\Delta B\cdot\Delta C}{B\cdot C}+\frac{\Delta A\cdot\Delta B\cdot\Delta C}{A\cdot B\cdot C} \left (\frac{\sigma_X}{X}\right )^2=\left (\frac{\sigma_A}{A}\right )^2+\left (\frac{\sigma_B}{B}\right )^2+\left (\frac{\sigma_C}{C}\right )^2+\left (\frac{\sigma_A\cdot\sigma_B}{A\cdot B}\right )^2+\left (\frac{\sigma_A\cdot\sigma_C}{A\cdot C}\right )^2+\left (\frac{\sigma_B\cdot\sigma_C}{B\cdot C}\right )^2+\left (\frac{\sigma_A\cdot\sigma_B\cdot\sigma_C}{A\cdot B\cdot C}\right )^2
X = A^i\cdot B^j \frac{\Delta X}{X}=|i|\frac{\Delta A}{A}+|j|\frac{\Delta B}{B} \left (\frac{\sigma_X}{X}\right )^2 = \left (i\frac{\sigma_A}{A}\right )^2+\left (j\frac{\sigma_B}{B}\right )^2
X = \ln (A) \, \Delta X=\frac{\Delta A}{A} \sigma_X = \frac{\sigma_A}{A}
X = e^A \, \Delta X=e^A\cdot \Delta A \frac{\sigma_X}{X} = \sigma_A \,

[modifica] Formula generale

Sia f(x1,x2,...,xn) una funzione dipendente da n variabili del tipo x1,x2,...,xn; l'incertezza di ciascuna variabile è data da Δxj:

x_j \pm \Delta x_j\, .

Se le variabili non sono correlate, si può calcolare l'errore Δf di f partendo dalle incertezze delle singole variabili:

\Delta f = \Delta f \left(x_1, x_2, ..., x_n, \Delta x_1, \Delta x_2, ..., \Delta x_n \right) = \left( \sum_{i=1}^n \left(\frac{\partial f}{\partial x_i}\Delta x_i \right)^2 \right)^{1/2} \, ,

dove \frac{\partial f}{\partial x_j} è la derivata parziale di f per la j-esima variabile.

Se le variabili sono invece correlate, si inserisce la covarianza tra coppie di variabili Ci,k := cov(xi,xk) come una doppia somma tra ogni coppia (i,k):

\Delta f = \left( \sum_{i=1}^n \sum_{k=1}^n \left(\frac{\partial f}{\partial x_i}\frac{\partial f}{\partial x_k}C_{i,k} \right) \right)^{1/2}\, .

Dopo aver calcolato Δf, si può quindi affermare che il valore della funzione con la sua incertezza è pari a:

f \pm \Delta f \, .

Non è certo un risultato sorprendente: le incertezze sulle x influiscono sulla variabile y a seconda di come le variabili siano tra loro correlate. Sviluppando mediante un polinomio di Taylor la funzione f(x) fino al primo ordine (nell'ipotesi che tutti i termini di ordine superiore al primo siano trascurabili), le derivate del primo ordine descrivono bene[senza fonte] l'andamento stesso della funzione.

[modifica] Applicazioni

[modifica] Calcolo degli estremi

Una prima semplice applicazione consiste nell'inserire nei calcoli gli estremi dell'intervallo dell'errore; se la misura vale:

x ± Δx

allora il « valore reale » è compreso nell'intervallo [xx;xx].

Si calcola quindi:

y1 = ƒ(xx)
y2 = ƒ(xx)

e, secondo l'ordine di y1 e y2, si considera [y1;y2] o [y2;y1] come l'intervallo dell'errore.

Questo metodo può essere utilizzato solo se la funzione è monotòna nell'intervallo [xx;xx].

[modifica] Calcolo della derivata

Un metodo semplice utilizzato spesso nella Fisica prevede l'utilizzo del polinomio di Taylor arrestato al primo ordine, ovvero la sostituzione della funzione ƒ con la sua retta tangente per stimare l'errore. Si ha:

ƒ(x) = ƒ(a) + ƒ '(a)·(x-a) + o(x)

dove o(x) è una funzione tendente a zero. Se si sostituisce x con a + Δa, si ottiene:

ƒ(a + Δa) = ƒ(a) + ƒ '(a)·Δa + o(a + Δa)

Si può dunque ricavare che:

Δy ≈ ƒ '(a) · Δa

[modifica] Calcolo dei differenziali

Si può utilizzare la legge dei gas perfetti come esempio:

P \times V=n \times R \times T

dove

La pressione in funzione di n, R, T e V si esprime come:

P =\frac{n \times R \times T}{V}

e scrivendo i rispettivi differenziali si ha:

dP =\frac{n \times R}{V} dT + \frac{n  \times T}{V} dR + \frac{ R \times T}{V}dn - \frac{n \times R \times T}{V^2}dV

Se si sostituiscono i vari dx con i rispettivi errori, si ottiene:

\delta P =\frac{n \times R}{V}\delta T + \frac{n  \times T}{V}\delta R +\frac{ R \times T}{V}\delta n + \frac{n \times R \times T}{V^2}\delta V

che fornisce l'errore assoluto del valore di P conoscendo gli errori di T, R, n e V.

Altri esempi in questo senso sono:

  • il calcolo dell'area di un rettangolo:
S = Ll e S + dS = (L + dL)(l + dl) = Ll + Ldl + ldL + dldL
si può scrivere come:
dS = ((L + dL)(l + dl) − Ll) = Ldl + ldL + dLdl
approssimabile in:
dS = Ldl + ldL
  • il calcolo di un volume V = x · y · z:
V(x + dx,y + dy,z + dz) = (x + dx)(y + dy)(z + dz) = xyz + dxyz + xdyz + xydz + xdydz + ydxdz + zdxdy + dxdydz
diventa:
dV = yzdx + zxdy + xydz + dxdydz
approssimabile in dV = yzdx + zxdy + xydz
notando che:
dV = yz dx +zx dy +  xy dz = \frac{\partial (xyz) }{\partial x}dx+\frac{\partial (xyz) }{\partial y}dy+\frac{\partial (xyz) }{\partial z}dz
dove: \frac{\partial (xyz) }{\partial x}= yz ; \frac{\partial (xyz) }{\partial y}=xz ; \frac{\partial (xyz) }{\partial z}=xy
  • in generale il calcolo della variazione di una funzione ƒ(x,y,z).
   d f(x,y,z)  = \frac{\partial  f(x,y,z) }{\partial x}dx+\frac{\partial f(x,y,z) }{\partial y}dy+\frac{\partial  f(x,y,z)}{\partial z}dz

[modifica] Calcolo della funzione tangente inversa

Si può calcolare la propagazione dell'errore per la funzione tangente inversa come esempio dell'uso delle derivate parziali. Si definisce quindi la funzione:

f(θ) = arctanθ,

mentre σθ è l'incertezza assoluta della misura di θ.

La derivata parziale di f(θ) rispetto a θ è:

\frac{\partial f}{\partial \theta} = \frac{1}{1+\theta^2}.

Quindi, la propagazione dell'errore σf è pari a:

\sigma_{f} = \frac{\sigma_{\theta}}{1+\theta^2},

[modifica] Calcolo della resistenza elettrica

Un' applicazione pratica si ritrova nella misurazione della corrente elettrica I e del voltaggio V di un resistore con l' obbiettivo di determinare la resistenza elettrica R utilizzando la legge di Ohm:

R = V / I.

Esprimendo le quantità misurate con le rispettive incertezze (I±ΔI e V±ΔV), l'incertezza ΔR del risultato è pari a:

\Delta R = \left( \left(\frac{\Delta V}{I}\right)^2+\left(\frac{V}{I^2}\Delta I\right)^2\right)^{1/2} = R\sqrt{\left(\frac{\Delta V}{V}\right)^2+\left(\frac{\Delta I}{I}\right)^2}.

Quindi, in questo semplice caso, l'errore relativo ΔR/R è pari alla radice quadrata della somma dei quadrati degli errori relativi delle due quantità misurate.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali