Prometeo
| « Homines antea ab immortalibus ignem petebant neque in perpetuum servare sciebant; quod postea Prometheus in ferula detulit in terras, hominibusque monstravit quomodo cinere obrutum servarent. Ob hanc rem Mercurius Iovis iussu deligavit eum in monte Caucaso ad saxum clavis ferreis et aquilam apposuit, quae cor eius exesset; quantum die ederat, tantum nocte crescebat. Hanc aquilam post xxx annos Hercules interfecit eumque liberavit. » | |
Prometeo (in greco antico Προμηθεύς, Promethéus, "colui che riflette prima"), è una figura della mitologia greca, titano, figlio di Giapeto e di Climene. A questo eroe amico del genere umano sono legati alcuni antichissimi miti che ebbero fortuna e diffusione in Grecia. Egli è anche "cugino" di Zeus, essendo anche quest'ultimo figlio di un titano, Crono. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre. Viene citata Asia, figlia di Oceano o Climene, anch'ella un' Oceanina. Una leggenda più antica lo rendeva figlio di un Gigante, chiamato Eurimedonte, il quale lo aveva generato violentando Era, il che spiegherebbe l'avversione di Zeus verso Prometeo. Prometeo ha vari fratelli: Epimeteo, che è, in contrasto con lui, il "maldestro" per eccellenza, Atlante, Menezio. Prometeo si sposò a sua volta. Il nome di sua moglie varia egualmente secondo gli autori: il più delle volte è Celeno, o anche Climene. I suoi figli sono Deucalione, Lico e Chimereo, ai quali si aggiungono talvolta Etneo, Elleno e Tebe.
La sua azione, posta ai primordi dell'umanità, si esplicava in antitesi a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana.
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[modifica] Il mito di Prometeo
Prometeo figlio di Era aveva 5 coppie di gemelli che giurarono fedeltà su un toro sacrificato. All'inizio i fratelli erano virtuosi e saggi, ma si lasciarono prendere dall'avidità e allora gli dei mandarono una tempesta che distrusse il loro paese.
Atlante e Menezio, sopravvissero al diluvio, si unirono a Crono e ad altri Titani per combattere gli dei. Zeus, però, uccise Menezio con un fulmine e condannò Atlante a portare il Cielo sulle spalle per sempre.
Prometeo pur ai ribelli Titani si schierò dalla parte di Zeus,dicendo di fare altrettanto al fratello Epimeteo; per questo fu presente alla nascita di Atena dalla testa di Zeus, che fu molto gentile e buona con lui, insegnandogli le arti utilissime dell'architettura, dell'astronomia, della matematica, della medicina, della metallurgia, della navigazione e di tutto ciò che elevava gli uomini avvicinando la loro essenza a quella degli Dei. Dell'amicizia che prova per gli uomini dà testimonianza fin dalla prima volta che se ne deve occupare: quando riceve da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da distribuire saggiamente agli esseri viventi. Epimeteo («colui che riflette dopo»), senza pensarci tanto, cominciò a distribuire le qualità agli animali ma non agli uomini; Prometeo rimediò rubando ad Atena uno scrigno in cui erano riposte l'intelligenza e la memoria e le donò agli umani.
Zeus in quel momento non era favorevole agli umani, anzi aveva deciso di distruggerlo: non approvava la gentilezza di Prometeo per le sue creature e considerava i doni del titano troppo pericolosi, perché gli uomini in questo modo sarebbero diventati sempre più potenti e capaci.
Durante un sacrificio agli dei, nella piazza di Mecone, gli uomini si incontrarono e decisero di dividersi di accordo comune gli animali sacrificati. Prometeo, convocato in qualità di arbitro per stabilire quali parti di un toro sacrificato spettassero agli dei e quali agli uomini, ammazzo l'animale, lo tagliò a pezzi e ne fece due parti. Agli uomini riservò i pezzi di carne migliori, nascondendoli però sotto la disgustosa pelle del ventre del toro. Agli dei riservò le ossa che mise in un lucido strato di grasso. Fatte le porzioni, invitò Zeus a scegliere la sua parte, il resto andava agli uomini.
Zeus accettò l'invito e prese la parte grassa, ma vedendo le ossa abilmente nascoste, si arrabbiò lanciando una maledizione sugli uomini. Fu da allora che gli uomini sacrificando agli dei lasciarono a essi le parti immangiabili delle bestie sacrificate, consumandone la carne; ma i mangiatori di carne diverranno per questo mortali mentre gli dei rimarranno immortali. Lo sfrontato raggiro doveva essere punito e Zeus, senza colpire Prometeo, tolse il fuoco agli uomini e lo nascose.
[modifica] La punizione di Prometeo e degli uomini
Prometeo si recò da Atena affinché lo facesse entrare di notte nell'Olimpo e appena giunto, accese una torcia dal carro di Elio e si dileguò senza che nessuno lo vedesse. Secondo altre leggende, egli ritrovò la torcia nella Fucina di Efesto, ne rubò qualche favilla e, incurante delle conseguenze, la riportò agli uomini. Venutolo a sapere, Zeus promise di fargliela pagare. Così ordinò ad Efesto di costruire una donna bellissima, di nome Pandora, la prima del genere umano, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi.
Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò; cosicché Zeus, più indignato che mai per l'affronto subìto prima dall'uno poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il Titano e tutti gli uomini che egli difendeva. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, con lacci d'acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso e gli venne conficcata una colonna nel corpo. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia.
Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa si rivelò tanto bella quanto stupida, perché sventatamente e per pura curiosità aprì un vaso che Epimeteo teneva gelosamente custodito, nel quale Prometeo aveva chiuso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.
[modifica] La liberazione e l'immortalità del Titano
Come narrato nella tragedia perduta di Eschilo Prometeo liberato, dopo tremila anni, Eracle passò dalla regione del Caucaso, trafisse con una freccia l'aquila che lo tormentava e liberò Prometeo, spezzando le catene.
Secondo il racconto contenuto nella Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro, durante un incontro tra Chirone ed Eracle, alcuni centauri attaccarono l'eroe. Questi per difendersi usò le frecce bagnate con il veleno dell'Idra, da cui non si poteva guarire. Chirone venne inavvertitamente graffiato da una delle frecce. Non potendo morire perché immortale, cominciò per lui una sofferenza atroce. Zeus quindi accettò la vita di Chirone che poté finalmente morire in cambio dell'immortalità di Prometeo.[2]
[modifica] Culto e devozioni
L'eroe benefattore dell'umanità godette di un culto molto diffuso ad Atene, tanto che la città gli dedicò delle feste pubbliche, dette «Prometheia», nelle quali si percorrevano le strade correndo con fiaccole accese per celebrare il più grande dono che Prometeo aveva fatto all'umanità: il fuoco.
[modifica] Iconografia
Nelle opere artistiche, il Titano è generalmente raffigurato nudo e legato ad una roccia, mentre un'aquila gli divora il fegato. Nella scena si può scorgere una fiaccola accesa, simbolo della sua colpa e della sua punizione. Meno frequentemente l'eroe è ritratto davanti a una statua dalle fattezze umane, che talvolta poggia su di un piedistallo. In un'altra versione iconografica l'eroe, dopo aver rubato il fuoco, avvicina una torcia accesa alla statua per darle la vita. La commistione dei due episodi, in realtà indipendenti tra loro, è stata letta in chiave allegorica: la figura della statua rappresenta l'uomo toccato dalla grazia divina.
[modifica] Galleria di immagini
[modifica] Prometeo plasma l'uomo
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Piero di Cosimo, Mito di Prometeo: Prometeo plasma l'uomo, olio su tela, Monaco di Baviera, Alte Pinakothek.
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[modifica] Prometeo ruba il fuoco
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Arno Breker, Prometeo ruba il fuoco, 1934, bronzo, Bonn, Museum Arno Breker.
[modifica] Note
- ^ C. Iulii Hygini Augusti Liberti Fabularum Liber, ad omnivm poetarum lectionem mire necessarius & antehac nunquam excusus, C. Iulii Hygini, Ed. Hervagius, Basileae, 1535, p.42
- ^ Kheiron
[modifica] Voci correlate
[modifica] Letteratura
- Frankenstein, o il moderno Prometeo – Romanzo di Mary Shelley (Frankenstein)
- Il Prometeo – Poemetto di Vincenzo Monti.
- La statua di Prometeo – Commedia di Pedro Caldéron de la Barca.
- Prometeo – Tragedia di Lucio Accio.
- Prometeo donatore del fuoco – Poema di Robert Bridges.
- Prometeo ed Epimeteo – Poema di Hugo von Hofmannsthal.
- Prometeo ed Epimeteo – Poema in prosa di Carl Spitteler.
- Prometeo il paziente – Poema di Carl Spitteler.
- Prometeo incatenato – Traduzione di Elisabetta Barrett Browning.
- Prometeo incatenato – Tragedia di Eschilo.
- Prometeo liberato – Tragedia di Eschilo.
- Prometeo liberato – Opera letteraria di Percy Bysshe Shelley.
- Prometeo male incatenato – Romanzo di André Gide.
- Prometeo o il Caucaso – Tragedia di Luciano di Samosata.
- Prometeo portatore del fuoco – Tragedia di Eschilo.
- Prometheus – Dramma di Wolfgang Goethe.
- La Scommessa di Prometeo – opera morale di Giacomo Leopardi.
- L'inganno di Prometeo - thriller di Robert Ludlum
- Prometeo agl'inferi - Saggio di Albert Camus
- Prometeo - Poesia di George Gordon Byron
[modifica] Musica
- Prometeo – di Luigi Nono.
- Le creature di Prometeo – musica per balletto di Ludwig van Beethoven.
- Le nozze di Prometeo – Cantata di Camille Saint-Saens.
- Prometheus – Sinfonia di Otto Dorn.
- Prometeo – Tragedia-lirica di Gabriel Fauré.
- Prometeo – Poema sinfonico di Franz Liszt.
- Prometeo incatenato – Ouverture di Károly Goldmark.
- Prometeo incatenato – Musiche di scena di Jacques- Élie Halévy.
- Prometeo incatenato – Cantata di Lucien Lambert.
- Prometeo incatenato – Cantata di André Messager.
- Prometeo liberato – Corale di Charles Parry per il Prometeo Liberato di Shelley
- Prometheus the Fallen One – dei Virgin Steele.
- Prometheus – degli Emperor.
- Prometheus – dei Saltatio Mortis
- Prometherion - Behemoth
- Prométhée (Le poème du feu) - Sinfonia n. 5 op 60, per coro, organo, pf., clavier à lumières di Aleksandr Nikolaevič Skrjabin
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Online Text: Hyginus, Fabulae tradotti al inglese da Mary Grant
- Testi di Igino. Estratti
- CXLIII, Prometheus. Copia digitale della prima versione stampata, da Jacob Micyllus (Basilea, 1535)
[modifica] Bibliografia
- C. Iulii Hygini Augusti Liberti Fabularum Liber, ad omnivm poetarum lectionem mire necessarius & antehac nunquam excusus, Ed. Hervagius, Basileae, 1535.
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