Progetto Grande Lucania

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Il Progetto Grande Lucania è un'iniziativa, promossa dall‘Associazione Promotore Grande Lucania, che punta all'aggregazione alla Basilicata delle comunità lucane oggi comprese nella provincia di Salerno.

Indice

[modifica] Storia

Il progetto, che in realtà ha radici molto antiche, nasce ufficialmente il 24 ottobre 2006, quando nella Certosa di Padula, si costituisce l'organismo del comitato promotore. Il progetto, che ha conquistato molti consensi a livello popolare, divenne noto al pubblico nazionale per essere sbarcato in televisione, il 7 maggio 2007, quando alcuni organizzatori parteciparono alla trasmissione Vota Antonio!, trasmessa da Rai 2.

[modifica] Il Referendum

I comuni della provincia di Salerno interessati dal progetto. In rosso quelli che hanno già deliberato il quesito referendario, in arancione quelli di prossima approvazione, in giallo i comuni dove i comitati civici stanno raccogliendo le firme.

Come previsto dalla Costituzione, il passaggio da una regione all'altra può essere attuato con un referendum cittadino. Recentemente, alcuni comuni hanno già deliberato il quesito refendario.

I comuni che hanno già espresso la delibera sono:


A questi dovrebbe aggiungersi Camerota, dove lo scioglimento della giunta comunale ha fatto slittare l'approvazione[2].

In altri comuni sono in corso le raccolte di firme necessarie l'approvazione della delibera:

[modifica] Obiettivi

Obiettivo finale è l'aggregazione delle comunità lucane site nel Vallo di Diano e in Cilento, oggi comprese nella provincia di Salerno, alla regione Basilicata, seguendo l'iter legislativo previsto dall'articolo 132 della Costituzione Italiana.

[modifica] Ragioni storiche

La Lucania storica

In epoca romana, la regione chiamata Lucania era molto più grande dell'odierna Basilicata: i suoi confini occidentali erano determinati a nord dal fiume Sele e a sud dal Lao. Anche Giuseppe Antonini[3] e lo storico Giacomo Racioppi[4], rispettivamente nel XVIII e nel XIX secolo, notarono l'unitarietà culturale tra le popolazioni del Cilento e della Basilicata. Solo nel 1806, in seguito alla ripartizione territoriale voluta da Giuseppe Bonaparte, il Cilento e il Vallo di Diano furono separati definitivamente dalla giurisdizione di Potenza[5]. Tuttavia, il labile confine tra Basilicata e Cilento era evidente ancora nel 1983, quando la pretura di Sapri (in provincia di Salerno) era sotto la giurisdizione del tribunale di Lagonegro (in provincia di Potenza), e quindi sotto la Corte d'appello del capoluogo lucano.

Da notare poi, che i dialetti cilentani fanno parte della famiglia dei dialetti lucani e non di quelli campani.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dialetto cilentano.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lucania, Regio III Lucania et Bruttii e Lucania (thema).

[modifica] Note

  1. ^ Sala Consilina delibera per il referendum.
  2. ^ http://209.85.129.132/search?q=cache:NRVZvrfezXwJ:www.lasiritide.it/art.php%3Farticolo%3D1391+grande+lucania+referendum+vibonati&cd=3&hl=it&ct=clnk&gl=it.
  3. ^ Cft. l'opera La Lucania. Discorsi di G. Antoni barone di S. Biase, Napoli 1795.
  4. ^ Cft. l'opera Storia dei Popoli della Lucania e della Basilicata, Napoli 1889.
  5. ^ Grande Lucania, le Ragioni Storiche

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