Progetto Archimede
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto Archimede è il nome di un progetto che prevede la costruzione presso la centrale termoelettrica di Priolo Gargallo (SR) di una serie di 360 specchi in grado di convogliare il calore del sole e consentire la produzione di vapore il quale muovendo delle turbine produrrà energia elettrica pari a 40 MW.
Il nome del progetto deriva da Archimede che usò, secondo la tradizione, i famosi specchi ustori contro le navi romane durante l'assedio di Siracusa.
L'idea di sviluppare questa tecnologia è stata fortemente sostenuta dal fisico Carlo Rubbia durante il periodo della sua presidenza dell'ENEA. I lavori dell'ente hanno perfezionato la vecchia idea di impianto solare termodinamico utilizzando dei sali in grado di assorbire meglio il calore del Sole: come fluido termovettore viene infatti usata una miscela di sali fusi (60% di nitrato di sodio e 40% di nitrato di potassio) che permette un accumulo di calore in grandi serbatoi ad una temperatura di esercizio molto elevata (fino a 550 °C)[1]. Tale impianto rappresenta un esperimento che potrebbe consentire in futuro di applicare nuove tecnologie in questo settore in collaborazione con ENEL.
Una riproduzione del progetto Archimede in 3D è visitabile su Second Life nella Land del gruppo Enel, Enel Park[2].
Indice |
[modifica] Altri progetti
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Progetto Archimede
[modifica] Note
- ^ Per il progetto Archimede si veda in rete: http://www.enea.it/com/solar/index.html.
- ^ Il progetto Archimede su Second Life [1]
[modifica] Voci correlate
- Centrale solare
- Energia solare
- Pannello solare a concentrazione
- Solare termodinamico
- progetto Pitagora