Progetto:WikiAfrica/Share Your Knowledge/The National Archives

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Collaborazione tra The National Archives e Wikimedia

Questa pagina ha lo scopo di presentare una sintesi dei risultati del caso di collaborazione con The National Archives (nel testo anche TNA), come esempio di progetto di cooperazione tra enti culturali internazionali e Wikimedia. In particolare, questa pagina mostra i risultati dell'iniziativa pilota "Share Your Knowledge" 2011-2012 (nel testo anche SYK), che contribuisce al Progetto WikiAfrica con il coinvolgimento di centri di ricerca e documentazione, enti di cooperazione internazionale e archivi.

The National Archives
Tipologia Archivi statali
Data inizio 2012
Referente Jo Pugh (Education and Outreach)
Indirizzo Kew
Contributi immagini
Progetti Wikimedia Commons
Licenza OGL v1.0
Sito http://www.nationalarchives.gov.uk
Template commons:Template:WikiAfrica/TNA
Caso studio Wikipedia Erica Litrenta (giugno 2012)


L'ente[modifica | modifica wikitesto]

Vista frontale dell'edificio che ospita gli archivi

I National Archives sono un'istituzione britannica con sede a Kew che si definisce "l'archivio ufficiale del governo del Regno Unito, contenente 1000 anni di storia", risultato della fusione di più strutture che hanno gestito nel tempo contenuti eterogenei, da documenti pubblici, ufficiali, governativi, legali e cartografici, a manoscritti storici, atti del Parlamento, corrispondenza e documentazione fotografica come quella esaminata in questa sede. Il "Freedom of Information Act 2000" britannico ha contribuito certo all'apertura, alla trasparenza e alla disseminazione in più modalità di questi contenuti, rilasciati sotto una licenza Open Government Licence v1.0 che garantisce estrema flessibilità nella distribuzione, modifica e riuso degli stessi.

Storia della collaborazione[modifica | modifica wikitesto]

Dagli scaffali...
... ai server: nuove modalità di riproduzione e disseminazione di contenuti culturali

L'istituzione già usava molteplici strumenti tipici del web 2.0 per ridistribuire i propri contenuti, e aveva avviato nel 2011 una fruttuosa collaborazione con Wikimedia rivolta soprattutto alla creazione di voci correlate agli archivi stessi; non ha pertanto esitato a formalizzare l'ulteriore donazione di alcune migliaia di immagini della collezione "Africa through a lens" (l'Africa attraverso l'obiettivo), provenienti dall'account Flickr ufficiale, e quindi ad aderire anche ad un progetto che dichiara le proprie finalità già dal nome - Share Your Knowledge, la stessa terminologia che vedremo usare dagli Archives stessi. L'invio di espressa autorizzazione al servizio OTRS di Wikimedia si è resa necessaria a causa dei dubbi espressi da un utente su Wikimedia Commons il quale ha rilevato delle incongruenze fra le dichiarazioni di un altro utente, il quale lavora per i TNA, e alcuni frasi sul sito degli Archivi relative allo status del copyright e alla licenza. Si è però ritenuto che la conferma delle condizioni della licenza OGL da parte dello staff TNA fosse più che valida e quindi sufficiente e pertanto la segnalazione è stata chiusa grazie all'intervento di quanti hanno individuato nei contatti al TNA delle autorità rilevanti e competenti su questo frangente. Sollecitata dal direttore scientifico di SYK Iolanda Pensa nei primi mesi del 2012, la donazione ha permesso al tutor di progetto di caricare in breve tempo le immagini, ora categorizzate in base al paese di provenienza, grazie alla consulenza degli utenti Leutha e Mr impossible. "I was absolutely delighted about this" è stato il commento di Jo Pugh, del settore Education and Outreach dei TNA, in riferimento al lavoro del tutor che ha consentito alle foto di essere ora presenti anche nel citato archivio multimediale condiviso dei progetti WMF.[1].

La collezione africana[modifica | modifica wikitesto]

Fig.1: donne e bambini in Nigeria (1922-23)
Fig.2: infermiera di Nairobi accudisce dei neonati, Kenya (1945)
« [...] we have published them (pictures, NDR) online and asked people to comment and share their knowledge. »

Con quest'affermazione gli Archives, descrivendo la loro collezione fotografica "Africa through a lens", mettono in chiaro le loro intenzioni divulgative: condividere i propri contenuti, e quindi la propria conoscenza, con il mondo intero. Non solo un modo per arricchire un patrimonio culturale comune dunque, ma soprattutto per riconoscere l'importanza della saggezza della folla e trarne vantaggio, affidandosi esplicitamente ad essa perché controlli, integri e corregga eventuali errori nella propria documentazione, dalla datazione all'identificazione di persone e luoghi.

Fig.3: il Principe è molto divertito da un simbolo tribale Akwamu, Costa d'Oro (1925)
Fig.4: dal report annuale del Togoland britannico (1953)
Fig.5: Tanzania (1961)
Fig.6: trappola per leopardi nell'Ashanti, Ghana (probabilmente anni '90 dell'Ottocento)
Fig.7: A friendly cup of tea! ?? guests the Bishop of Sierra Leone and Mrs. Ingham, Cape Coast - Sierra Leone (febbraio 1893)
Fig.8: The best type of Kenya tomato makes excellent ketchup. Workers at the Pure Foods Factory throwing out faulty specimens [...] (1945)

Caroline Kimbell (Head of Licensing) spiega[2] infatti che il processo è iniziato dopo aver saputo di un'analoga iniziativa canadese, chiamata Project Naming, grazie alla quale molti Inuit avevano aiutato a identificare loro parenti e conoscenti in foto d'epoca (alcune risalenti agli anni Trenta). Le immagini africane, infatti, presentano la stessa problematica: mentre i britannici sono correttamente chiamati con nome e cognome, gli indigeni invece (eccezion fatta per i capi tribù) vengono definiti più genericamente come persone, o nativi. L'intervento del pubblico non si è fatto attendere, come dimostrano ad esempio i commenti alla foto del capo Mpama, della tribù Yao, o quelli all'immagine del capo Mukobela. Quindici scatti dei quali si sa particolarmente poco sono quindi stati inseriti in una categoria per location non identificate, nella quale attendono l'input della comunità.

"Africa through a lens" è un set di migliaia di immagini, facente parte di una collezione molto più ampia del Foreign and Commonwealth Office acquisita nel 2008, e che riguarda oltre una ventina di paesi africani su un arco temporale che va dagli anni '60 dell'Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso. Il progetto è nato dalla richiesta fatta nel 1869 dal Secretary of State for the Colonies ai governatori delle varie colonie britanniche in Africa di documentare gli aspetti più peculiari dei rispettivi territori: attività, edifici, paesaggi e naturalmente, le varie "razze" autoctone. Il termine non è scelto a caso: gli stessi Archives non possono non sottolineare che le didascalie e persino la scelta stessa dei soggetti immortalati riflettono inevitabilmente il periodo storico e la sensibilità del momento (approfondibili anche in Storia del colonialismo in Africa e correlate); non solo si spiega così il gergo antiquato e una certa curiosità nei confronti degli aspetti che più rendevano il territorio africano altro rispetto alla madrepatria e che ne caratterizzavano la '"diversità'", ma anche quel malcelato orgoglio verso il proprio apporto e la propria opera "civilizzatrice". C'è di tutto in questa variegata raccolta che ci racconta storie dalla spartizione dell'Africa fino alle indipendenze ottenute negli anni '50 e '60, con scatti iconici di capi tribù, monumenti, cerimonie e manifestazioni pubbliche, fauna, momenti di vita quotidiana e comunitaria... Jenny Orme, una Diverse Histories Specialist presso gli Archives, ci aiuta[3] a individuare alcuni esempi pregnanti.

Un'immagine decisamente classica, quella di un gruppetto di donne in posa pressoché nude (fig.1), evidenzia il nettissimo contrasto con quella della donna britannica dell'epoca, che si stava giusto liberando dai pomposi e castigati abiti vittoriani. E proprio l'abbigliamento importato in loco è uno dei segnali dei successi coloniali, dall'adozione delle divise scolastiche ai camici utilizzati in ospedale (fig.2).

I britannici hanno dunque documentato i momenti salienti del proprio regno, come le visite reali per le quali avveniva una vera e propria gara tra le colonie per distinguersi e farsi notare (fig.3), e ci tenevano anche a mostrare i buoni rapporti coltivati con le popolazioni locali (fig.4); ma hanno anche dovuto registrare la loro "sconfitta", nelle immagini dei festeggiamenti per le vittorie indipendentiste (vedi Julius Nyerere portato in trionfo dalla folla, fig.5).

I fotografi possono catturare peculiarità del territorio, come le trappole per gli animali feroci (fig.6), ma anche a fare propaganda aperta all'occorrenza: un momento conviviale come la cerimonia del té (fig.7) aiuterebbe a far avvertire la presenza coloniale come quella di cortesi ospiti, mentre la didascalia riferita agli operai neri, intenti a selezionare pomodori per la fabbrica del "miglior ketchup keniota" (Pure Foods Factory, fig.8), strappa un sorriso per il suo candore.

Analisi dei contenuti[modifica | modifica wikitesto]

A giugno 2012 l'upload dei contenuti è molto recente, e pertanto solo il 5% circa delle immagini caricate è effettivamente utilizzato in qualche pagina di Wikipedia, ma nonostante questo tra aprile e metà giugno 2012, periodo cui si riferiscono queste rilevazioni, le voci che le contengono hanno superato la quota delle 300.000 visualizzazioni. Da rilevare come le Wikipedia coinvolte non siano soltanto le maggiori (tra le quali anche quelle in russo, danese e spagnolo). Ulteriori dati e curiosità sono forniti nella galleria di seguito.

Mentre il tutor di SYK aveva caricato "solo" 4780 file, rivisitando la stessa categoria oggi se ne trovano molti di più al suo interno. Perché? È presto detto: a volte le immagini non sono che scansioni di intere pagine di album, contenenti anche 6 scatti diversi. I wikimediani si sono pertanto messi subito all'opera e hanno non solo estratto le singole immagini da quella più grande, ma le hanno anche "restaurate" digitalmente in modo da migliorarne la qualità. Questo è solo uno degli esempi di quello che può accadere quando si permette accesso incondizionato a dei contenuti, e lo si capisce ancora meglio osservando una categoria di immagini riguardanti il Ghana: sotto le diciture copy of detail, derivative work o trial of improvement si possono visionare i tentativi degli interessati per ottenere delle immagini ancor più significative. L'utente più attiva su questo fronte è Katharinaiv che sta sottocategorizzando numerose immagini ghanesi dopo averle fotoritoccate, imitata in quest'ultimo compito anche dagli utenti Hic et nunc, Mario Link e Zitronenpresse. Ed è proprio questo lavoro di ritaglio e restauro, oltre a quello di una migliore categorizzazione dei materiali (soprattutto in un modo che non faccia "rimpiangere" troppo l'usabilità delle raccolte su Flickr), e a quello di monitoraggio delle varie pagine in modo da non perdere eventuali commenti degli utenti, il naturale percorso da intraprendere per valorizzare al massimo questi importanti documenti della storia di un Continente di cui abbiamo spesso un'immagine parziale, disinformata e distorta.

Immagini prodotte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

I National Archives utilizzano spesso la tecnologia codice QR. I dispositivi in grado di leggere questo codice rimanderanno a questa pagina.
  1. ^ Queste informazioni sulla donazione, basiche e non riservate, sono state ricavate dalla scrivente dall'email di Pugh al servizio OTRS cui ha accesso.
  2. ^ http://www.nationalarchives.gov.uk/africa/caroline-kimbell.html
  3. ^ http://www.nationalarchives.gov.uk/africa/jenni-orme.html

Rassegna stampa, presentazioni ed eventi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Versione in inglese[modifica | modifica wikitesto]

Pagine correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]