Proclama di Moncalieri

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Il Proclama di Moncalieri è il manifesto con il quale Vittorio Emanuele II, succeduto al padre Carlo Alberto di Savoia in seguito alla sconfitta della fatal Novara, si rivolse agli elettori del Regno di Sardegna affinché si esprimessero favorevolmente in merito alla ratifica dei trattati che egli avrebbe dovuto concludere con l'Impero austro-ungarico.

[modifica] Il primo proclama

Secondo quanto prestabiliva lo Statuto da poco varato, il Re aveva la facoltà di intavolare trattative diplomatiche attraverso il suo governo e pure di firmare un armistizio o un trattato di pace, benché l’approvazione di questi fossero sospesi fino all’approvazione definitiva di entrambe le Camere. La contrarietà della Camera dei Deputati a ratificare l’armistizio indusse il Re a scioglierla e ad emanare un primo Proclama di Moncalieri dichiarando la necessità di accettare il male minore per salvare le istituzioni liberali volute dal padre. Il risultato fu tuttavia deludente: neanche la metà dell’elettorato si recò a votare e il nuovo Parlamento fu ancora meno disponibile del precedente, a causa della mancanza di moderati, a trovare una soluzione negoziata alla sconfitta militare con l’Austria.

[modifica] Il secondo proclama

Anche dopo la conclusione del Trattato di Pace (6 agosto 1849) a Milano (che prevedeva una parziale occupazione del Piemonte orientale da parte degli Austriaci e un disarmo dell'esercito piemontese), la tensione con la Camera rimase alta. Il Presidente del Consiglio, Massimo d'Azeglio, indusse il Re a procedere ad un ulteriore scioglimento, giustificato dal Re in un secondo Proclama di Moncalieri del 20 novembre 1849, con il quale Vittorio Emanuele II entrò in politica premendo fortemente per una scelta per la quale si era già impegnato a livello internazionale. Questa volta riuscì nel suo intento di rendere docile la Camera riottosa e le elezioni del 9 dicembre videro una buon affluenza e l’affermarsi dei candidati governativi. La stanza dove fu firmato da Vittorio Emanuele II il Proclama di Moncalieri in seguito a un incendio (5 aprile 2008) è in macerie. Il documento, però, si è salvato. Era custodito nell’Archivio di Stato.

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