Processo all'IG Farben

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Il Processo all'IG Farben, (ufficialmente The United States of America vs. Carl Krauch, et al.) fu il sesto dei dodici processi secondari di Norimberga per i crimini di guerra che le autorità militari americane indissero nelle zone occupate dopo la seconda guerra mondiale.

Gli imputati in questo processo erano tutti direttori della IG Farben, una grande industria chimica tedesca. La compagnia crebbe notevolmente durante la prima guerra mondiale quando fu incaricata dello sviluppo del "processo di Haber" per produrre ammoniaca, per poi arrivare al nitrato sintetico, importante componente nella fabbricazione di esplosivi come dinamite e TNT (allora importato dal Cile, ma insufficiente).

La società incorporò l'Agfa, Basf, Bayer, Hoechst e altre piccole imprese chimiche tedesche.

Durante la seconda guerra mondiale, una sussidiaria della IG Farben produsse il velenoso gas Zyklon B utilizzato nei campi di sterminio. La IG Farben si occupò anche della produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) derivata dal carbone ad Auschwitz, il che segnò l'inizio dell'attività delle SS e dei campi durante l'olocausto. Al suo massimo, nel 1944, la fabbrica faceva uso di 83.000 schiavi.

I giudici in questo processo, facenti parte del Tribunale Militare VI, erano:

Le accuse furono fatte il 3 maggio 1947; il processo si protrasse dal 27 agosto 1947 al 30 luglio 1948.

Dei 24 imputati[1], 13 furono ritenuti colpevoli di almeno un capo d’accusa e condannati al carcere da un anno e mezzo a 8 anni. Dieci imputati furono prosciolti dalle accuse. Max Brüggemann fu processato il 9 settembre per ragioni di salute.

Imputazioni[modifica | modifica sorgente]

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Capo d’accusa 1[modifica | modifica sorgente]

Tutti gli imputati, operando in vece della IG Farben[2], parteciparono al piano di preparazione, inizio e entrata in guerra della Germania, con l’aggressione e l'invasione di altri Paesi in violazione alle leggi internazionali ed ai trattati.
Tutti gli imputati avevano alte posizioni nella finanza, nell’industria e nell’economia tedesca e commisero crimini contro la pace come definito dall’art.2 del Control Council Law No. 10 e precisamente contro

l’Austria, 12 marzo 1938
la Cecoslovacchia, 1º ottobre 1938 e 15 marzo 1939
la Polonia, 1º settembre 1939
l'Inghilterra e Francia, 3 settembre 1939
la Danimarca e la Norvegia, 9 aprile 1940
il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo, 10 maggio 1940
la Jugoslavia, e la Grecia, 6 aprile 1941
l'U.R.S.S., 22 giugno 1941
gli U.S.A., 11 dicembre 1941

Le imputazioni dichiaravano:

L’alleanza tra la Farben, Hitler e lo NSDAP
La Farben operò secondo i piani dell’alto comando tedesco
La Farben partecipò alla preparazione del Four-Year Plan e in base alla richiesta economica della Germania in guerra
La Farben partecipò alla creazione e all’equipaggiamento militare tedesco per la guerra
La Farben procurò e stoccò materiale militare per offensive belliche
La Farben partecipò all’indebolimento dei potenziali nemici della Germania
La Farben partecipò al saccheggio, privazione, riduzione in schiavitù e uccisione come parte degli invasori

Capo d'accusa 2[modifica | modifica sorgente]

Crimini di guerra e crimini contro l'umanità per aver saccheggiato e derubato i territori occupati e installazioni in Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Norvegia, Francia e Russia. Vennero incorporate dalla Farben:

  • Austria: Skodawerke — Wetzler A.G.[3]
  • Cecoslovacchia: Prager Verein[4]
  • Polonia: Przemysl Chemiczny Boruta S.A. Zgierz (Boruta), Chemiczna Fabryka Wola Krzysztoporska (Wola) e la Zaklady Chemiczne w Winnicy (Winnica).
  • Norvegia: Norsk-Hydro[5]
  • Francia: Compagnie Nationale de Matières Colorantes et Manufactures de Produits Chimiques du Nord Réunies Êtablissements Kuhlmann; Societé Anonyme des Matières Colorantes & Produits Chimiques de Saint Denis; Compagnie Française de Produits Chimiques et Matières Colorantes de Saint-Clair-du-Rhône.
  • Russia: diverse industrie chimiche e tessili, ottenute grazie alla cosiddetta "Operazione Barbarossa", piano di aggressione e distruzione delle risorse sovietiche, in totale disaccordo alle convenzioni dell'Aia del 1907.

Capo d'accusa 3[modifica | modifica sorgente]

Crimini di guerra e crimini contro l’umanità per aver partecipato alla deportazione e riduzione in schiavitù su gigantesca scala dei detenuti nei campi di concentramento, dei civili delle zone occupate, dei prigionieri di guerra, e di averli maltrattati, terrorizzati, torturati e uccisi. Le imputazioni chiarivano:

  • Ruolo della Farben nel programma del campo di lavoro. Cinque milioni di uomini (tra cui donne e bambini) furono deportati in Germania e ridotti alla schiavitù con torture e crudeltà, senza acqua, cibo, medicinali. La Farben costruì impianti nelle vicinanze dei campi lavoro per poter attingere a questa forza lavoro[6].
  • Utilizzo del gas tossico e esperimenti medici sui prigionieri[7]
  • Collegamenti tra la Farben a Auschwitz.

Capo d'accusa 4[modifica | modifica sorgente]

Membri dell’organizzazione criminale SS.
Tre imputati, Schneider, Buetefisch, e Von der Heyde, furono accusati di essere membri delle SS, organizzazione dichiarata criminale dal tribunale militare internazionale (IMT)[8].

Capo d'accusa 5[modifica | modifica sorgente]

Cospirazione a commettere i crimini menzionati nei capi d’accusa 1, 2 e 3.

Imputazioni[modifica | modifica sorgente]

Nome Funzioni Capi d'accusa Sentenza
    1 2 3 4 5  
Carl Krauch Presidente del consiglio d'amministrazione;
membro dell'ufficio di Göring per il Four-Year Plan
I I C   I 6 anni, incluso il periodo del processo
Hermann Schmitz Presidente del consiglio esecutivo (CEO);
membro del Reichstag
I C I   I 4 anni, incluso il periodo del processo
Georg von Schnitzler Wehrwirtschaftsführer (Military Economy Leader);
Capitano delle SA
I C I   I 2½ anni, incluso il periodo del processo
Fritz Gajewski Direttore della Agfa I I I   I assolto
Heinrich Hörlein Capo delle ricerche chimiche I I I   I assolto
August von Knierim Capo consigliere; Capo del dipartimento legale I I I   I assolto
Fritz ter Meer Responsabile del dipartimento II, l'impianto chimico di Buna, vicino a Auschwitz I C C   I 7 anni, incluso il periodo del processo
Christian Schneider Capo del dipartimento I, produzione di azoto e benzina;
capo del personale; "socio sostenitore" delle SS
I I I I I assolto
Otto Ambros Capo della commissione delle strategie chimiche di guerra;
capo produzione di Buna e Auschwitz
I I C   I 8 anni, incluso il periodo del processo
Max Brüggemann Responsabile all'impianto I I I   I Processo rinviato per motivi di salute
Ernst Bürgin Responsabile all'impianto I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Heinrich Bütefisch Capo produzione a Auschwitz, Obersturmbannführer[9] Tenente colonnello delle SS I I C I I 6 anni, incluso il periodo del processo
Paul Häfliger Capo del dipartimento metallurgico I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Max Ilgner Capo dei servizi segreti e propaganda I C I   I 3 anni, incluso il periodo del processo
Friedrich Jähne Capo ingegnere I C I   I 1½ anno, incluso il periodo del processo
Hans Kühne Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Carl Lautenschläger Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Wilhelm Mann Farmaceutico; membro delle SA I I I   I assolto
Heinrich Oster Manager del sindacato (Nitrogen Syndicate) I C I   I 2 anni, incluso il periodo del processo
Karl Wurster Responsabile all'impianto I I I   I assolto
Walter Dürrfeld Capo costruzioni all'impianto di Auschwitz e Monowitz (Auschwitz III) I I C   I 8 anni, incluso il periodo del processo
Heinrich Gattineau Servizi segreti e centrale di polizia I I I   I assolto
Erich von der Heyde Vicedirettore dei servizi segreti e alla centrale di polizia;
Hauptsturmführer Capitano delle SS, membro del OKW
I I I I I assolto
Hans Kugler responsabile vendite vernici per il sud-est Europa I C I   I 1½ anni, incluso il periodo del processo

I — Indiziato   C — Colpevole

Gli imputati Ilgner e Kugler furono rilasciati subito dopo il processo perché avevano scontato interamente il periodo di custodia appena sentenziato.
Gli imputati trascorsero il periodo di detenzione alla prigione di Landsberg am Lech, Baviera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Mazal Library
  2. ^ nelle trascrizioni inglesi, viene comunemente scritta come Farben, in quelle tedesche come I.G.
  3. ^ la Skodawerke — Wetzler A.G. (Skoda-Wetzler Works) era una delle maggiori industrie chimiche controllata finanziariamente dalla "Creditanstalt Bank" austriaca, il cui maggior azionista era la famiglia ebrea Rothschilds. Con la proclamazione della guerra, la Deutsche Bank acquisì la banca austriaca e la conseguenza fu l'acquisizione della Farben avuto l'appoggio della banca tedesca.
  4. ^ La ditta chimica "Verein fuer Chemische und Metallurgische Produktion of Prague" (Prager Verein) era di interesse della Farben, in quanto aveva due importanti impianti nel sud, uno a Falkenau e uno a Aussig. Con l'aiuto di Goering, riuscirono ad acquisirla.
  5. ^ Norsk Hydro Elektrisk Kvaelstofaktieselskabet, compagnia particolarmente importante nella produzione di azoto, la cui partecipazione francese era, prima del 1940, al 60%, mentre la Farben ne aveva il 25%. Con lo scoppio della guerra e l'aiuto del governo tedesco, la Farben assorbì ogni altra partecipazione
  6. ^ The Mazal Library
  7. ^ The Mazal Library
  8. ^ Nel 1941, la Farben ne contribuì con 100.000 marchi tedeschi all’organizzazione e successivamente contribuì con versamenti annuali. Buetefisch era membro del “Keppler Circle,” conosciuto come “Amici di Himmler” o “Freundeskreis” (Circolo degli amici)
  9. ^ Per approfondire Gradi delle Schutzstaffel

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