Privilegio (diritto comune)
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Per privilegio (lat. privilegium) si intendeva un vantaggio accordato ad un singolo, ad un gruppo o a una comunità.
[modifica] Origine
Durante l'Impero romano il privilegium (da lex - legge e privus - singolo, individuo) era una decisione giuridica che riguardava una singola persona (e che quindi non era applicabile né a gruppi di persone, né alla generalitá dei soggetti). Non era rilevante se il contenuto del privilegium fosse un diritto oppure un obbligo. Pertanto i privilegia non avevano, in epoca romana, carattere legislativo, e piuttosto stabilivano delle eccezioni rispetto alla normativa vigente.
[modifica] Medioevo e primo rinascimento
L'estensione del privilegio a gruppi, così come la trasmissione ereditaria dei privilegi e il fatto che essi contenessero unicamente diritti (e non obblighi) sono sviluppi successivi alla caduta dell'Impero romano.
Nel medioevo e nel primo rinascimento la concessione di un privilegio comportava la creazione di nuove norme per singoli o gruppi, norme che assicuravano una posizione di vantaggio rispetto a chi dal privilegio era escluso. Il privilegio accoradato a singoli individui poteva essere trasmesso per via ereditaria. Solo in casi eccezionale (p. ese. la fellonia del privilegiato) era possibile revocare il privilegio. Tuttavia, sino all'età moderna, vi furono privilegi che necessitavano di conferma a scadenza determinata (p. es. annuale).
Poteva concere privilegi chi poteva trasmettere diritti o proprietà ai propri vassalli, ovvero, anzitutto, l'imperatore (o il re) e il papa. Ma anche un proprietario terriero poteva concedere privilegi ad un proprio servo, per esempio affrancandolo dall'obbligo di qualche corvée.
I privilegi potevano avere per oggetto i più diversi beni e diritti: erano privilegi le donazioni ai propri sudditi, l'assegnazione di un monopolio, il diritto di conio, il diritto di avere uno stemma, l'esenzione da tributi e servizi e la possibilità di esercitare la giurisdizione. Anche il riconoscimento della condizione di città era un privilegio, perché gli abitanti di una cittá, per il solo fatto di esserlo, ottenevano un gran numero di diritti (per esempio erano uomini liberi).
L'insieme dei privilegi che, all'interno di un territorio, erano accordati agli stati furono alla base dell'organizzazione statuale nel primo rinascimento: essi infatti definivano il rapporto tra il territorio (rappresentato dagli stati) e il principe, definendo quali diritti spettavano agli uni e quali all'altro. Nell'epoca dell'assolutismo molti privilegi vennero nuovamente avocati da parte delle monarchie.

