Abbazia rettoria di Sant'Egidio in Fontanella

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Coordinate: 45°43′00″N 9°30′57″E / 45.716667°N 9.515833°E45.716667; 9.515833

Cappella Vescovile di Sant'Egidio in Fontanella
Chiesa abbaziale della rettoria vescovile di Sant'Egidio in Fontanella
Chiesa abbaziale della rettoria vescovile di Sant'Egidio in Fontanella
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Sotto il Monte Giovanni XXIII
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Egidio abate
Diocesi Diocesi di Bergamo
Consacrazione 1096 (vescovo bergamasco Arnolfo)
Stile architettonico Romanico-bergamasco
Inizio costruzione XI secolo
Sito web Sito ufficiale

L'ex complesso monastico di Sant'Egidio abate, oggi Cappella Rettoria Vescovile, si trova nella frazione Fontanella del comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, fu fondato sul finire dell'XI secolo da Alberto da Prezzate, personaggio di grande rilievo nella gerarchia sociomilitare del territorio appartiene alla diocesi di Bergamo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fondazione e priorato, dal XI al XIV secolo[modifica | modifica sorgente]

Il 13 gennaio 1080 venne fondato, per iniziativa di Alberto da Prezzate, il priorato di Sant'Egidio. Esso nacque dalla pietas, di un potente e del suo consortium familiare, che attraverso quest'opera cercava la salvezza dell'anima ma, al contempo, affermava la propria potenza.

« Anno ab incarnacione Domini nostri Jesu Christi millesimo octuagesimo, tertiodecimo die mensis ianuarii, indictione tercia, monasterio sancti Petri qui dicitur de Cluniaco.

Ego Albertus, filius quondam Ariprandi, qui fuit de loco Presiate, qui professus sum ex nacione mea lege vivere Longobardorum, offertor et donator ipsius monasterii. ... dono et offero pro anime mee et Teiperge et Isengarde seu Johanni mercedem: hoc est pecia una de terra in qua edificium est inceptum ad monasterium faciendum, in honore sancti Egidii, et omnia que ad ipso monasterio pertinent iuris mei, quam habere visus sum in loco Monte qui dicitur Vergese; et iacet allocus qui dicitur Fontanella. Actum foris civitate Laude, infra monasterio Sancti Marci, feliciter »

(M. Spini[1])

Il 12 aprile 1473 papa Sisto IV tolse la comunità monastica da Fontanella. L'8 ottobre 1575 il priorato venne annesso (insieme al priorato di Pontida) ai beni della basilica di San Marco a Venezia dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo.[2]

Parrocchia, dal XV secolo al 1986[modifica | modifica sorgente]

Veduta del complesso monastico (vista da est)

Intorno al 1630 la chiesa di Sant'Egidio tornò sotto il comando della diocesi bergamasca. Il 27 maggio 1699 venne eretta la parrocchia di Fontanella e le furono assegnati un parroco e un chierico. Nel 1861 aveva 1200 parrocchiani.

Il 7 luglio 1945 il vescovo bergamasco Adriano Bernareggi trasferì la parrocchia di Sant'Egidio alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Il 7 maggio 1946, per volontà dello stesso vescovo Bernareggi, la chiesa di Sant'Egidio tornò autonoma e la parrocchia si divise. Il 17 luglio 1986 la parrocchia di Fontanella fu soppressa e ritornò a far parte della parrocchia del Sacro Cuore.[2]. Fino a circa il 1986 Fontanella era chiamata Fontanella del Monte e, quindi, la sua parrocchia era di Sant'Egidio di Fontanella del Monte. Negli anni 1964-1992 ha abitato qui padre David Maria Turoldo, famoso poeta e teologo friulano, che qui è sepolto nel piccolo cimitero.

Rettoria vescovile, dal 1998[modifica | modifica sorgente]

Il 18 maggio 1998 il vescovo di Bergamo Roberto Amadei la eresse cappella vescovile, assegnandogli un rettore, affinché la chiesa continuasse a svolgere nel modo migliore le proprie funzioni di luogo particolare di preghiera e di silenzio, accogliendo tutti coloro che in tale desiderio si riconoscessero, senza privilegi o esclusioni per nessuno. Nel decreto era anche specificato che il Rettore, oltre a rappresentare il vescovo in ogni attività pastorale che si svolgeva nell'abbazia, aveva le facoltà che avevano normalmente i parroci, in primo luogo la celebrazione dei sacramenti. Tuttora Sant'Egidio di Fontanella mantiene l'assetto giuridico su indicato e attraverso le sue attività continua a rappresentare l'attenzione del vescovo di Bergamo Francesco Beschi a questa porzione di territorio diocesano. La rettoria infatti s'impegna, in modo particolare, nella accoglienza ecclesiale, nella garanzia della celebrazione dei sacramenti secondo la dottrina della chiesa, nella valorizzazione delle attività pastorali legate a questo antico e santo luogo. L'attuale rettore vescovile è monsignor Attilio Bianchi[2].

Cronostassi dei rettori[modifica | modifica sorgente]

Home page del sito
  • Mons. Arrigo Arrigoni (1998-2002)
  • Don Emanuele Personeni (2002-2009)
  • Don Gianluca Marchetti (2009-2012)
  • Mons. Attilio Bianchi (dal 2012)

Architettura[modifica | modifica sorgente]

La navata centrale

La chiesa abbaziale di Sant'Egidio costituisce un esempio di romanico bergamasco che trova espressione anche nella vicina chiesetta di San Tome' di Almenno San Bartolomeo. L'edificio a tre navate culminante in tre absidiole lievemente ornate all'esterno. Le pareti interne presentano resti di affreschi del XV e del XVI ancora perfettamente leggibili, anche se sono incerti i personaggi rappresentati.

Restauri[modifica | modifica sorgente]

La chiesa ha subito nel corso dei secoli numerosi danneggiamenti dovuti sia all'incuria degli uomini che ad attacchi specifici da parte di milizie combattenti nei torbidi medievali, ma anche numerosi restauri alcuni dei quali inappropriati e deleteri. Nel secolo scorso furono negli anni 1910-1911 e nel periodo 1959-1962. L'ultimo restauro di un certo rilievo, che ha concluso il ciclo iniziato nel secolo scorso, risale agli anni 1998-2000, in occasione del Giubileo del 2000 e ha restituito la chiesa nello stato attuale.[2] L'attuale tabernacolo era il forno del pane per i poveri di un paese della Val Imagna.

Alberto da Prezzate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alberto da Prezzate.

Alberto da Prezzate, di nazione longobarda ma di cui sono incerte le date anagrafiche, fu un personaggio molto importante con una capacità economica rilevante, com'è provato dall'avere fondato la abbazia di San Giacomo di Pontida e pochi anni dopo il priorato di Sant'Egidio. Aveva pure un potere politico notevole tanto da accompagnare in diversi placiti gli imperatori Enrico III ed Enrico IV, testimoniando così una vicinanza ed una familiarità imperiale notevole. Il nobile, che indosserà l'abito monacale e sarà canonizzato, fu uno dei maggiori propugnatori e diffusori del riformismo cluniacense in Lombardia, pur rimanendo ideologicamente vicino all'imperatore. Si adopererà per lo sviluppo delle abbazie fondate riuscendo ad ampliarle e renderle economicamente e politicamente importanti, coinvolgendo in quest'opera molti esponenti dell'aristocrazia militare di Bergamo. Sant'Egidio stesso rientrò in quella rete europea di priorati sviluppatasi da Cluny e attorno a Cluny venendo a fare parte di un ordine la cui benemerenza maggiore fu l'avere promosso la riforma della Chiesa e la cui potenza fu presto causa della propria decadenza.[1]

Il sarcofago di Teoperga[modifica | modifica sorgente]

Teiperga

L'edificazione a beneficio delle anime di Teiperga, Isengarda e Giovanni, fa presumere che fossero personaggi molto vicini ad Alberto, probabilmente fratelli, ma non vi è ulteriore testimonianza storica certa, a solo citazioni indirette, di provenienza degli stessi ambienti monacali del priorato che ne parlano come domine Sancte Topergie matris nostre et fondatrix.monasteri.[3]

Per un certo periodo è stata identificata in Teutberga di Lotaringia, moglie ripudiata del re franco Lotario II, nobilitandola maggiormente ed aumentandone il culto e il mito. Ricerche storiche più attente hanno escluso questa evenienza, lasciandone, tuttavia, intatta la leggenda.

Di lei rimane il monumento funebre costituito da un sarcofago lapideo, di epoca posteriore, coperto da una lastra scolpita riportante in rilievo, a grandezza naturale, la sua presunta effigie, inserito in una cappelletta ora addossata al lato sud esterno della chiesa. Anche di questo monumento e della sua attribuzione non si ha certezza: è stata notata la differente datazione e la differenza stilistica tra il sarcofago e la lastra di copertura oltre alla non corrispondenza delle loro misure, ed è stato accertato anche che la sua sistemazione originaria era diversa dall'attuale.

Curiosità [modifica | modifica sorgente]

  • L'attuale tabernacolo era il forno del pane per i poveri di un paese della Val Imagna.
  • Anticamente tutti i defunti (non solo i più ricchi come in altre chiese) venivano seppelliti all'interno della chiesa; esistevano due botole che conducevano ai sotterranei: una per i defunti uomini e un'altra per i defunti donne.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Fonte: G.M. Cantarella. I monaci di Cluny. Torino, Einaudi, 1997
  2. ^ a b c d Fonte: Sant'Egidio in Fontanella (Bergamo) - Sant'Egidio in Fontanella (Bergamo)
  3. ^ M. Spini. S. Egidio di Fontanella al Monte. Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.M. Cantarella. I monaci di Cluny. Torino, Einaudi, 1997.
  • Lorenzo Moris, Alessandro Pellegrini. Sulle tracce del romanico in provincia di Bergamo. Bergamo, Prov. Bergamo, 2003.
  • L. Martinelli Perelli. Alcuni documenti del priorato di S. Egidio di Fontanella. Archivio Storico Lombardo, 1989
  • M. Spini. Sant'Egidio di Fontanella al Monte. Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, 2001.
  • U. Zanetti. Il monastero di Sant'Egidio a Fontanella di Sotto il Monte. Bergamo, Flash, 1993

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Sito ufficiale della rettoria vescovile dell'abbazia di Sant'Egidio in Fontanella