Abbazia rettoria di Sant'Egidio in Fontanella

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Coordinate: 45°43′00″N 9°30′57″E / 45.716667°N 9.515833°E45.716667; 9.515833

Cappella vescovile di Sant'Egidio in Fontanella
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Fontanella di Sotto il Monte Giovanni XXIII
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Egidio abate
Diocesi Diocesi di Bergamo
Consacrazione 1096
Fondatore Alberto da Prezzate
Stile architettonico romanico bergamasco
Inizio costruzione XI secolo
Sito web http://www.santegidioinfontanella.it/

La cappella vescovile di Sant'Egidio, già annessa all'omonima abbazia cluniacense soppressa nel 1473, è un luogo di culto cattolico situato nella frazione di Fontanella del comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, in provincia di Bergamo.[1]

La chiesa, parrocchia fino al 1998, è attualmente sede dell'omonima rettoria rientrante nel territorio della parrocchia di Botta, frazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII, appartenente alla diocesi di Bergamo.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e priorato[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 gennaio 1080 venne fondato, per iniziativa di Alberto da Prezzate, il priorato di Sant'Egidio. Esso nacque dalla pietas, di un potente e del suo consortium familiare, che attraverso quest'opera cercava la salvezza dell'anima ma, al contempo, affermava la propria potenza.

« Anno ab incarnacione Domini nostri Jesu Christi millesimo octuagesimo, tertiodecimo die mensis ianuarii, indictione tercia, monasterio sancti Petri qui dicitur de Cluniaco.

Ego Albertus, filius quondam Ariprandi, qui fuit de loco Presiate, qui professus sum ex nacione mea lege vivere Longobardorum, offertor et donator ipsius monasterii. ... dono et offero pro anime mee et Teiperge et Isengarde seu Johanni mercedem: hoc est pecia una de terra in qua edificium est inceptum ad monasterium faciendum, in honore sancti Egidii, et omnia que ad ipso monasterio pertinent iuris mei, quam habere visus sum in loco Monte qui dicitur Vergese; et iacet allocus qui dicitur Fontanella. Actum foris civitate Laude, infra monasterio Sancti Marci, feliciter »

([3])

Il priorato rientrò in quella rete europea di priorati sviluppatasi da Cluny e attorno a Cluny venendo a fare parte di un ordine la cui benemerenza maggiore fu l'avere promosso la riforma della Chiesa e la cui potenza fu presto causa della propria decadenza.[3]

Il 12 aprile 1473 papa Sisto IV tolse la comunità monastica da Fontanella. L'8 ottobre 1575 il priorato venne annesso (insieme al priorato di Pontida) ai beni della basilica di San Marco a Venezia dall'arcivescovo di Milano Carlo Borromeo.[4]

Parrocchia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del complesso monastico (vista da est)

Intorno al 1630 la chiesa di Sant'Egidio tornò sotto il comando della diocesi bergamasca. Il 27 maggio 1699 venne eretta la parrocchia di Fontanella e le furono assegnati un parroco e un chierico. Nel 1861 aveva 1200 parrocchiani.

Il 7 luglio 1945 il vescovo bergamasco Adriano Bernareggi trasferì la parrocchia di Sant'Egidio alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Il 7 maggio 1946, per volontà dello stesso vescovo Bernareggi, la chiesa di Sant'Egidio tornò autonoma e la parrocchia si divise. Il 17 luglio 1986 la parrocchia di Fontanella fu soppressa e ritornò a far parte della parrocchia del Sacro Cuore.[4]. Fino a circa il 1986 Fontanella era chiamata Fontanella del Monte e, quindi, la sua parrocchia era di Sant'Egidio di Fontanella del Monte. Negli anni 1964-1992 ha abitato qui David Maria Turoldo, famoso poeta e teologo friulano, che qui è sepolto nel piccolo cimitero.[5]

Rettoria vescovile[modifica | modifica wikitesto]

Il presbiterio con l'altare frutto dei restauri del 1998-2000

Il 18 maggio 1998 il vescovo di Bergamo Roberto Amadei la eresse cappella vescovile, assegnandogli un rettore, affinché la chiesa continuasse a svolgere nel modo migliore le proprie funzioni di luogo particolare di preghiera e di silenzio, accogliendo tutti coloro che in tale desiderio si riconoscessero, senza privilegi o esclusioni per nessuno. Nel decreto era anche specificato che il Rettore, oltre a rappresentare il vescovo in ogni attività pastorale che si svolgeva nell'abbazia, aveva le facoltà che avevano normalmente i parroci, in primo luogo la celebrazione dei sacramenti. Tuttora Sant'Egidio di Fontanella mantiene l'assetto giuridico su indicato e attraverso le sue attività continua a rappresentare l'attenzione del vescovo di Bergamo Francesco Beschi a questa porzione di territorio diocesano. La rettoria infatti s'impegna, in modo particolare, nella accoglienza ecclesiale, nella garanzia della celebrazione dei sacramenti secondo la dottrina della chiesa, nella valorizzazione delle attività pastorali legate a questo antico e santo luogo.[6]

Negli anni 1998-2000, in occasione del Giubileo del 2000, è stato condotto all'interno della chiesa un intervento di restauro conservativo di notevole importanza, l'ultimo in ordine cronologico sopo quelli effettuati negli anni 1910-1911 (rinforzo strutturale, modifiche alla facciata, al campanile e all'interno, pulizia di vari affreschi)[7] e 1959-1962 (per interessamento di papa Giovanni XXIII, con demolizioni di sovrastrutture successive).[8]

I rettori della cappella sono stati:

  • Mons. Arrigo Arrigoni (1998-2002)
  • Don Emanuele Personeni (2002-2009)
  • Don Gianluca Marchetti (2009-2012)
  • Mons. Attilio Bianchi (dal 2012)

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La cappella di Sant'Egidio costituisce un esempio di romanico bergamasco che trova espressione anche nella vicina rotonda di San Tomè di Almenno San Bartolomeo.

L'edificio presenta una struttura basilicale con tre navate separate da due file di archi a tutto sesto poggianti su colonne lapidee con capitelli scolpiti; sia la navata maggiore, sia la navata centrale sono coperte con soffitto a capriate lignee, ad eccezione della zona finale (area in cui, al di sopra della navata mediana, si eleva la torre campanaria a base quadrata. Sulla parete di fondo della navata, sopra l'arco absidale si trova un pregevole Crocifisso ligneo opera di Pietro Bussolo (1515).[9]

Ciascuna navata termina con un'abside semicircolare, nella quale si aprono monofore ad arco a tutto sesto: l'abside centrale è più grande rispetto alle due laterali e presenta nel catino un affresco di epoca rinascimentali raffigurante Gesù Pantocratore in trono tra i simboli degli Evangelisti. L'absidiola di destra venne integralmente affrescata da Cristoforo I Baschenis nel 1574 con al centro della parete San Rocco tra i santi Egidio e Sebastiano, ai lati Scene della vita di San Rocco e nel catino Dio Padre benedicente e angeli. Nel catino dell'absidiola di sinistra, adibita a custodia del Santissimo Sacramento, vi è un Compianto su Cristo morto, mentre sulle pareti Scene della vita di sant'Antonio abate. Altri affreschi si trovano lungo le pareti laterali, tra cui Santi e una Pietà nella navata di sinistra e una Madonna col Bambino in quella di destra.[10]

L'edificio a tre navate culminante in tre absidiole lievemente ornate all'esterno. Le pareti interne presentano resti di affreschi del XV e del XVI ancora perfettamente leggibili, anche se sono incerti i personaggi rappresentati.

Sarcofago di Teoperga[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del sarcofago di Teoperga

L'edificazione a beneficio delle anime di Teiperga, Isengarda e Giovanni, fa presumere che fossero personaggi molto vicini ad Alberto, probabilmente fratelli, ma non vi è ulteriore testimonianza storica certa, a solo citazioni indirette, di provenienza degli stessi ambienti monacali del priorato che ne parlano come domine Sancte Topergie matris nostre et fondatrix.monasteri.[11]

Per un certo periodo è stata identificata in Teutberga di Lotaringia, moglie ripudiata del re franco Lotario II, nobilitandola maggiormente ed aumentandone il culto e il mito. Ricerche storiche più attente hanno escluso questa evenienza, lasciandone, tuttavia, intatta la leggenda.

Di lei rimane il monumento funebre costituito da un sarcofago lapideo, di epoca posteriore, coperto da una lastra scolpita riportante in rilievo, a grandezza naturale, la sua presunta effigie, inserito in una cappelletta ora addossata al lato sud esterno della chiesa. Anche di questo monumento e della sua attribuzione non si ha certezza: è stata notata la differente datazione e la differenza stilistica tra il sarcofago e la lastra di copertura oltre alla non corrispondenza delle loro misure, ed è stato accertato anche che la sua sistemazione originaria era diversa dall'attuale.[5]

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

In fondo alla navata laterale di sinistra, si trova l'organo a canne della chiesa, costruito dai Fratelli Pirola nel 2013 e regolarmente utilizzato, oltre che per il servizio liturgico, anche per concerti.[12]

Lo strumento è a trasmissione elettrica con sistema multiplo e dispone di 24 registri originati da 5 registri reali, per un totale di 325 canne integralmente chiuse entro cassa espressiva (quelle di facciata sono mute). La consolle è sporgente dal corpo d'organo e dispone di due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera dritta di 30 note, con i comandi dei registri costituiti da pomelli ad estrazione posti su più colonne verticali ai lati dei manuali.[12]

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L’Abbazia di Sant’Egidio in fontanelle a Sotto il Monte (BG) su youreporter.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  2. ^ Vicariato locale di Capriate - Chignolo - Terno su diocesibg.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  3. ^ a b G.M. Cantarella
  4. ^ a b Parrocchia di Sant'Egidio abate sec. XV- 1986 su santegidioinfontanella.it. URL consultato il 5 gennaio 2013.
  5. ^ a b Abbazia cluniacense di Fontanella su duepassinelmistero.com. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  6. ^ Rettoria vescovile di Sant’Egidio dal 1998 su santegidioinfontanella.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  7. ^ Restauri architettonici (3) su santegidioinfontanella.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  8. ^ Restauri architettonici (4) su santegidioinfontanella.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  9. ^ Sant'Egidio a Sotto il Monte su medioevo.org. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  10. ^ Affreschi su santegidioinfontanella.it. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  11. ^ M. Spini
  12. ^ a b 14a Rassegna Organistica dell'Isola Bergamasca su isolanews.files.wordpress.com. URL consultato il 5 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liliana Martinelli Perelli, Alcuni documenti del priorato di S. Egidio di Fontanella in Archivio Storico Lombardo, Milano, Cisalpino, 1989.
  • Umberto Zanetti, Il monastero di Sant'Egidio a Fontanella di Sotto il Monte, Bergamo, Flash, 1993, ISBN non esistente.
  • Glauco Maria Cantarella, I monaci di Cluny, Torino, Einaudi, 1997, ISBN 88-06-14331-X.
  • Marta Spini, Sant'Egidio di Fontanella al Monte, Comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII, 2001, ISBN non esistente.
  • Lorenzo Moris, Alessandro Pellegrini, Sulle tracce del romanico in provincia di Bergamo, Bergamo, Provincia di Bergamo, 2003, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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