Principe del sangue

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Corona di un Prince du Sang.

Un principe del sangue è una persona legittimamente discendente in linea dinastica da uno qualsiasi dei monarchi ereditari di un regno. Storicamente, il termine è stato utilizzato per fare riferimento agli uomini e donne discendenti in linea maschile da un sovrano, anche se la primogenitura assoluta è diventata più comune nelle monarchie, quelle con diritti di successione in discesa femminile è più probabile che in passato da attribuire il titolo principesco (ad esempio, la famiglia reale belga).

In alcuni regni europei, in particolare la Francia, questa denominazione era un rango specifico e proprio, di un uso più limitato rispetto ad altri titoli.

Utilizzo francese[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, il rango du prince du sang era il più alto detenuto a corte dopo l'immediata famiglia del re durante l'Ancien Régime e la restaurazione borbonica.[1] Il rango du prince du sang o princesse du sang fu ristretto agli agnati legittimi della dinastia Capetingia che non erano membri dell'immediata famiglia del re. Originari del XIV secolo, i princes du sang maschi è finito per essere riconosciuto come autorizzato a sedere nel Conseil du roi e al Parlement de Paris, di precedenza sopra tutti i pari e di precedenza tra di loro in base alle rispettivi posti nell'ordine di successione.

Durante l'ultimo secolo del regno del Casato di Valois, quando i conflitti religiosi generarono rivali per il trono, i prince du sang divenne limitato in uso per indicare dinasti che erano i membri lontani della famiglia reale (cioè, quelli che non erano né figli né nipoti in linea maschile di un re francese, come tale, intitolati allo specifico del proprio rango più elevato di enfants e petits-enfants de France).[1]

In teoria, i principi del sangue includevano tutti i membri della dinastia Capetingia. In pratica, soltanto i discendenti agnatici di San Luigi IX, i Valois ed i Borbone, furono riconosciuti come princes du sang.[1] I re di Francia, per esempio, rifiutarono di riconoscere i Courtenay Capetingi come principi del sangue. I Courtenay discendono in linea maschile legittima da Re Luigi VI, ma erano diventati poveri e nobili minori nel corso dei secoli. Le loro ripetute petizioni per il riconoscimento ai sovrani borbonici furono vani. Quando il trattato di Montmartre fu stipulato nel 1662, dichiarando il Casato di Lorena erede al trono francese in caso di estinzione dei Borbone, i Courtenay protestarono, chiedendo la sostituzione della frase "la casa reale derivata in linea maschile legittima dai re di Francia" inutilmente. Nel 1715 Louis-Charles de Courtenay, suo figlio Charles-Roger e suo fratello Roger furono respinti dal nuovo re, Luigi XV. Roger, abbé de Courtenay, fu l'ultimo maschio della famiglia, morendo il 5 maggio 1733, e sua sorella Hélène de Courtenay, marquise de Bauffremont (1689-20 giugno 1768), non ottenne alcun risarcimento quando ella face appello al re nel 1737 dopo che il parlamento parigino dispose che il termine "princesse du sang royal de France" fosse cancellato dai documenti del tribunale.

Persino ad un ramo cadetto della linea Borbone, i Borbone-Carencys, che erano più lontanamente imparentati ai Duchi di Borbone, furono negati il rango principesco ed esclusi dal Conseil du Roi fino alla loro estinzione nel 1530. Discendevano da Jean, seigneur de Carency (1378-1457), il più giovane dei figli maschi di Jean I de Bourbon, Conte di La Marche.

Fin dal 1733, tutti i Capetingi legittimi discendono da Roberto, Conte di Clermont, uno dei figli più giovani di San Luigi e fondatore del casato di Borbone.

In un editto del 1714, Luigi XIV dichiarò i sui figli legittimati, il Duca di Maine ed il Conte di Tolosa, princes du sang e gli accordò i diritto di successione al trono francese dopo tutti gli altri princes du sang. Poiché il Parlement de Paris rifiutò di registrare il decreto, il re esercitò il suo diritto di costringere la registrazione impiegato mediante un lit de justice. L'editto fu revocato ed annullato il 18 agosto 1715 dal Parlement sotto l'autorità del reggente dopo la morte del re. Per quanto un cancelliere di Luigi XIV aveva messo in guardia, un re poteva fare solo principi del sangue attraverso la sua regina.[2]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Coloro che detennero questo rango furono di solito denominati con il loro titolo ducale principale, ma qualche volta furono utilizzati altri titoli, indicando uno stato più precisa rispetto al prince du sang.

I principi maggiori utilizzavano appellativi specifici come monsieur le prince o monsieur le duc, mentre i principi minori utilizzavano l'appellativo di monseigneur seguito dal loro titolo nobiliare, come ad esempio monseigneur le duc de Montpensier. L'appellativo di altezza serenissima (altesse sérénissime) era utilizzato solo per iscritto.

Monsieur le Prince[modifica | modifica wikitesto]

Era la denominazione del Primo Principe del Sangue (francese: premier prince du sang), che normalmente apparteneva al più anziano (per primogenitura) membro di sesso maschile della dinastia reale che non è né un fils de France ("figlio di Francia", cioè del Re o il Delfino") né un petit-fils de France ("nipote di Francia", figlio di un fils de France). In pratica, non è stato sempre chiaro chi aveva diritto al rango, e spesso occorreva un atto specifico del re per procedere alla determinazione.

Il rango portava con sé vari privilegi, compreso il diritto a una casa pagato dalle entrate statali. Il rango era detenuto a vita. I Principi di Condé utilizzarono l'appellativo di Monsieur le Prince per oltre un secolo (1589–1709). Il diritto di utilizzare questo appellativo passò al Casato d'Orléans nel 1709; tuttavia, raramente se mai lo utilizzarono.

Primi Principi del Sangue, 1465-1830

  1. Casato di Valois-Orléans
  2. 1465–1498 : Luigi II, Duca d'Orléans (1462–1515);
  3. 1498–1515 : Francesco, Conte d'Angoulême (1494–1547)
    Casato di Valois-Alençon
  4. 1515–1525 : Carlo IV, Duca d'Alençon (1489–1525);
    Casato di Borbone-Montpensier
  5. 1525–1527 : Carlo III, Duca di Borbone sarebbe stato il primo principe se non fosse stato bandito dalla posizione per tradimento (1490–1527);
    Casato di Borbone-Vendôme
  6. 1527–1537 : Carlo IV di Borbone, Duca di Vendôme (1489–1537);
  7. 1537–1562 : Antonio di Borbone, Duca di Vendôme, in seguito Re di Navarra (1518–1562).
  8. 1562–1589 : Enrico III, Re di Navarra (1553–1610);
    Casato di Borbone-Condé
  9. 1589–1646 : Enrico II di Borbone, Principe di Condé (1588–1646);
  10. 1646–1686 : Luigi II di Borbone, Principe di Condé (1621–1686);
  11. 1686–1709 : Enrico Giulio di Borbone, Principe di Condé (1643–1709).
    Casato d'Orléans
  12. 1709–1723 : Filippo Carlo d'Orléans, Duca d'Orléans (1674–1723), aveva diritto all'appellativo, ma non lo utilizzò;
  13. 1723–1752 : Luigi d'Orléans, Duca d'Orléans (1703–1752);
  14. 1752–1785 : Luigi Filippo d'Orléans, Duca d'Orléans (1725–1785);
  15. 1785–1793 : Luigi Filippo Giuseppe d'Orléans, Duca d'Orléans (1747–1793);
  16. 1814–1830 : Luigi Filippo d'Orléans, Duca d'Orléans (1773–1850), che in seguito regno come Luigi Filippo I, Re dei Francesi.

Madame la Princesse[modifica | modifica wikitesto]

Era il titolo utilizzato dalla moglie di Monsieur le Prince. Le duchesse e principesse che furono autorizzate ad usare tale appellativo furono:

Monsieur le Duc[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo di Monsieur le Duc era utilizzato dal figlio maggiore del Principe di Condé. Originariamente il primogenito aveva il titolo di duca d'Enghien, ma nel 1709, le cose cambiarono ed i Condé persero il rango di premiere prince, ed al figlio maggiore del principe di Condé fu dato il titolo di duca di Borbone. Il titolo di duca d'Enghien venne quindi riservato al primogenito del duca di Borbone, cioè al maggiore tra i nipoti in linea maschile del principe di Condé.

Di seguito si riporta l'elenco di coloro che furono titolati ad utilizzare l'appellativo di monsieur le duc:

Madame la Duchesse[modifica | modifica wikitesto]

Questo appellativo era utilizzato dalla moglie di Monsieur le Duc. La più famosa detentrice di questo titolo onorifico fu:

Altre includevano:

Monsieur le Comte[modifica | modifica wikitesto]

Questo indirizzo era utilizzato dal capo del ramo più piccolo del Casato di Borbone, il comte de Soissons. I conti di Soissons, come i Principi di Conti, discendevano dai Principi di Condé. La linea comincia nel 1566 quando il titolo Soissons fu dato a Carlo di Borbone, il secondo figlio maschio di Luigi I, principe di Condé, il primo Principe di Condé.

Il primo Principe ebbe tre figli maschi:

Il titolo Soissons fu acquisito dal primo principe di Condé nel 1557 e fu tenuto dai suoi discendenti per altri due generazioni:

Il II Conte di Soissons morì senza eredi, così il titolo di Soissons passò alla sorella minore, Maria di Borbone, moglie di Tommaso Francesco, principe di Carignano, membro di Casa Savoia. Maria venne quindi conosciuta con il nome di Madame la comtesse de Soissons. Alla sua morte, il titolo passò in prima istanza al suo secondo figlio maschio, Giuseppe Emanuele (1631–1656), ae poi al terzo, Eugenio Maurizio.

Eugenio Maurizio sposò Olimpia Mancini, una nipote del cardinale Mazarino, e anch'essa venne conosciuta come Madame la Comtesse de Soissons[3] al pari della suocera. Alla morte di Eugenio Maurizio il titolo passò al figlio maggiore Luigi Tommaso, fratello del famoso generale austriaco Eugenio di Savoia. Il titolo di Soissons si estinse definitivamente alla morte di Eugenio Giovanni Francesco di Savoia-Soissons nel 1734.

Madame la Comtesse[modifica | modifica wikitesto]

Era il titolo della moglie di Monsieur le Comte; la più importante e rappresentativa di esse fu Olimpia Mancini.

Madame la Princesse Douairière[modifica | modifica wikitesto]

Per distinguere tra le varie mogli dei principe di Conti dopo la morte di questi ultimi, le vedove ricevevano il nome di douairière o vedova ed un numero ordinale che corrispondeva al momento in cui avevano perso il marito. Dopo essere rimaste vedove il loro titolo completo sarebbe stato Madame la Princesse de Conti 'numero' Douairière. Tra il 1727 ed il 1732, ci furono tre principesse vedove di Conti. Esse furono:

Discendenza reale legittimata[modifica | modifica wikitesto]

I figli legittimati del re di Francia, e di altri membri maschi della sua dinastia, prendesero il cognome del ramo della Casata Capetingia al quale apparteneva il padre, così Luigi Augusto di Borbone, duca del Maine, era il figlio maggiore di Luigi XIV e dell'amante Françoise-Athénaïs di Montespan.[1] Una volta legittimati i bambini ricevevano un titolo. I maschi ottenevano un titolo derivante dalle terre e tenute del padre mentre le femmine venivano nominate mademoiselle de X. Ne furono esempio (figli di Luigi XIV avuti da Madame de Montespan):

I figli legittimati del re erano indicati anche come Légitimé de Bourbon; come nel caso di Maria Anna légitimée de Bourbon, mademoiselle de Blois figlia di Luigi XIV e Louise de La Vallière. Suo fratello fu Luigi di Borbone, cui venne dato il titolo di comte de Vermandois.

Orléans-Longueville[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo dei duchi di Longueville, estintosi nel 1672, portava il cognome d'Orléans, in quanto discendenti legittimati di Jean, Bastardo d'Orléans, il figlio naturale di un principe Valois, famiglia che deteneva l'appannaggio di Orléans prima dei Borbone.[4]

I figli naturali non legittimati di un dinasta prendevano qualunque cognome avesse permesso loro il re, che poteva essere o meno quello della dinastia cui appartenevano per nascita.

I figli di un re o principe francese nati al di fuori del vincolo del matrimonio non vennero però mai riconosciuti come Fils de France; in ogni caso, se legittimati, il re poteva innalzarli ad un rango immediatamente inferiore o anche equivalente a quello di principe del sangue.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (FR) Ézéchiel Spanheim, Relation de la Cour de France, a cura di ed. Émile Bourgeois, le Temps retrouvé, Paris, Mercure de France, 1973, p. 70, 87, 313-314.
  2. ^ The Institutions of France Under the Absolute Monarchy, 1598-1789, Volume 2, p.93
  3. ^ Nancy Mitford, The Sun King, 1966, p. 87.
  4. ^ Spanheim, Ézéchiel, pp. 104-105
  5. ^ Spanheim, Ézéchiel, pp. 100-105, 323-327

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]