Principe Valiant

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Principe Valiant
Universo Syndication
Nome orig. Prince Valiant
Lingua orig. Inglese
Autore Harold R. Foster
Editore King Features Syndicate
1ª app. 13 febbraio 1937
1ª app. in New York Journal American (come striscia domenicale)
Sesso Maschio

Principe Valiant (Prince Valiant) è un personaggio creato dal disegnatore e illustratore canadese, poi naturalizzato statunitense, Hal Foster.

Principe Valiant
fumetto
Titolo orig. Prince Valiant
Autori
Editore King Features Syndicate
1ª edizione 13 febbraio 1937
Generi storico medioevo, fantasy

Apparse per la prima volta nel 1937, le tavole domenicali del Principe Valiant sono ancora pubblicate sui supplementi domenicali dei quotidiani americani. Harold Foster ne curò la realizzazione completa (testo e disegni) dal 1937 al 1971 quindi ne affidò i disegni a John Cullen Murphy, scelto personalmente da Foster come sostituto. Foster continuò a scrivere i testi fino al 1979 anno del suo abbandono definitivo della serie, due anni prima di morire. Murphy assunse quindi anche la realizzazione dei testi, facendosi aiutare da vari autori tra i quali il proprio figlio Cullen Murphy. Alla morte di John Cullen Murphy avvenuta nel 2004, la serie è passata nelle mani di Gary Gianni per i disegni e Mark Shultz per i testi.

Il Principe Valiant ha contribuito notevolmente alla diffusione in America della saga fantastica di re Artù e del mitico cavaliere errante, buono e valoroso. Un eroe medioevale coraggioso che non a caso si chiamava Prince Valiant.

Una particolarità che caratterizza Prince Valiant è l'assenza di fumetti di dialogo (le cosiddette nuvoletteo " ballons") sostituiti dalla narrazione per mezzo di didascalie presenti nel fondo della vignetta.

Nel 1995 la strip fu una delle venti incluse nella serie commemorativa di francobolli statunitensi Comic Strip Classics.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Aguar, re di Thule, in Islanda, cristiano, (ma molti suoi sui sudditi adorano Odino, altri sono seguaci dei culti druidici) sposato con una cugina dell'Imperatore di Roma, è il padre del principe Valiant (nelle prime versioni italiane chiamato anche "Valente" o "Valentino"). La sua bandiera è un puledro bianco impennato in campo rosso. Il cavaliere Sligon si mette a capo di una rivolta, favorita dal malcontento diffusosi in seguito alla politica di Aguar di repressione della tradizionale pirateria vichinga e lo detronizza. Aguar, la sua famiglia, ed un pugno di fedelissimi vanno in esilio. Si stabiliscono e creano un nuovo regno, in un pugno di isolette paludose, nei pressi delle coste britanniche. Valiant bambino apprende, insegnatigli dalla mamma e dal prete il greco, il latino, i dogmi e le preci della fede cristiana, ed i classici delle relative letterature, da Omero ed Esiodo, a Virgilio, Seneca, Petronio, Fedro ed altri. Dai compagni del Re apprende le usanze vichinghe, l'uso delle armi, dalle fionde alle catapulte, passando per la scherma e la lotta, i segreti della navigazione, della pesca, della caccia e della guerra, ed a cantare le antiche ballate vichinghe, sia quelle d'amore, che quelle epiche. La conoscenza di questi canti, oltre alla sua bella voce, gli consentiranno spesso di cavarsela in situazioni problematiche, facendosi passare per giullare e menestrello.

Da adolescente, gli capita la prima avventura: sconfigge una creatura non umana, un orco che semina il terrore tra i contadini. La madre dell'orco, lo maledice e gli profetizza una vita di sofferenze. La maledizione sembra fare già effetto: al suo ritorno a casa apprende della morte per malaria della madre. Anche in quelle isolette paludose è giunta la fama di Re Artù e della sua Tavola Rotonda e decide di partire per Camelot. Lungo la strada incontra alcuni dei cavalieri di Artù: Tristano (sempre con il pensiero rivolto alla perduta Isotta), Lancillotto, Parsifal e Gawain. Diventa scudiero di quest'ultimo e stringe con lui un'amicizia che lo accompagnerà tutta la vita. A Camelot diventa amico del Re (già presentato fin dalle prime storie come molto avanti negli anni) e, soprattutto di mago Merlino, di cui diventa anche discepolo. Oltre ad alcune limitate arti mistico-magiche imparerà trucchi da prestigiatore e trovate/applicazioni scientifico-tecnologiche, comprese alcune che adoperano una polvere del lontano Catai, ottenuta miscelando zolfo, salnitro e altri sali, che fa fumo e fiamme. Sarà armato cavaliere dopo una serie di vicende in cui avrà un ruolo importante nello sventare i complotti di Mordred, fratellastro di Artù e del suo complice, il barone-ladro Bolton.

Valiant si innamora di Ilene, nobile fanciulla promessa ad Arn di Ord, figlio di re Lot, altra dinastia britannica (per tradizione alleata, vassalla e tributaria della dinastia Pendragon, cui appartengono Artù e Mordred) ed il cui simbolo di regalità è l'incantata "Spada che canta" Flamberg, gemella dell'Excalibur di Artù. I due giovani si sfidano per lei. Proprio mentre stanno battendosi, una flotta di pirati vandali, sassoni, unni e vichinghi compie una scorreria e, alla fine rapisce Ilene. I due giovani rimandano a dopo il loro scontro e partono alla ricerca di Ilene. Ricerca che li terrà impegnati per lunghi mesi, li affratellerà e li porterà sulle tracce dei pirati rapitori, in giro per il mondo. Infine si concluderà sulle coste del nord America dove assisteranno impotenti alla morte di Ilene, per mano di un capo unno, alle cui voglie aveva resistito. I due non potranno che riprenderne il corpo, seppellirlo cristianamente, e giurare sulla tomba della comune amata che mai più si sposeranno e riprendere la via del ritorno. Giuramento che non rispetteranno.

Tornati in Britannia, Arn, che durante un combattimento, aveva affidato l'incantata "Spada che canta" a Valiant, decide di lasciargliela, dato che lo reputa più degno di lui di portarla. A Camelot, intanto è giunta la richiesta d'aiuto da parte del generale Ezio, che sta approntando un'armata per sfidare gli Unni. Valiant, Gawain, Tristano e pochissimi altri, si offrono per guidare la pattuglia britannica che parteciperà alla battaglia dei campi Catalaunici. Da notare che Attila è presentato come "Generalissimo" degli unni, non loro sovrano, dato che è lo è un "Gran Khan", grasso e mai chiamato per nome, che farà capolino ogni tanto nelle storie. Dopo la battaglia si recano a Roma, dove non riescono a salvare Ezio dall'invidia di Valentiniano. Dopo la morte di Ezio, Valiant saluta i compagni che tornano a Camelot e continua da solo a girovagare. Incontra Slit, giullare cantastorie itinerante (nonché abile ladro). Si scambieranno tecniche e madrigali. Per un po' andranno senza una precisa meta, fin quando non trovano un ferito, che pur soccorso non riescono a salvare: vVengono solo a sapere di un piccolo regno, nei Carpazi, che chiede aiuto perché è assalito dagli unni. Lo raggiungono ed organizzano la resistenza contro i barbari invasori. La fama di tale scontro si sparge ovunque. Questo piccolo regno rappresenta il baluardo contro il dilagare degli unni. Riescono ad ottenere l'aiuto di un po' tutti i regni occidentali, dai Romani, ai Visigoti di Spagna, ai britannici guidati da Gawain, felice di ricongiungersi con il fraterno amico, nonché ex-scudiero . Vittoriosi, sconfiggono gli unni e spediscono la testa del generale che li guidava al Gran Khan. L'orribile pacco gli giunge proprio insieme alla notizia della morte di Attila, avvenuta non combattendo, ma per mano di una donna. Il comando alleato occidentale, voleva approfittare della demoralizzazione degli unni ed organizzare una spedizione in Oriente per porre fine per sempre alla minaccia dei popoli delle steppe. Valiant si oppone dato che ritiene che un tale impegno bellico non solo sarebbe stato dagli esiti più che incerti, ma comunque si sarebbero svolti gli eventi, avrebbe seminato solo lutti, odi e distruzioni, ben lungi dal garantire la pace, avrebbe messo le basi per nuove guerre. Slit rimane nel piccolo regno, non prima di aver donato a Valiant una collana di piastre, apparentemente innocenti, ma in realtà taglientissime, che consentono di segare ogni catena.

A questo punto, decide di riconquistare il trono di Thule per il padre. Organizza varie cospirazioni, contattando nobili che sapeva fedeli al padre. Nel corso di queste spedizioni, intravede l'usurpatore e gli si presenta davanti. Sligon, vecchio e malato, subito lo riconosce e, inaspettamente, si sottomette. La coscienza del tradimento, dell'essere venuto meno al giuramento di fedeltà al suo sovrano, lo aveva sempre tormentato. Restituisce il trono di Thule, ed andrà a chiudere i suoi giorni da re delle isolette paludose ove Aguar aveva trovato rifugio.

Valiant torna a Camelot e partecipa alle vicende della Tavola Rotonda. Nel corso di molte avventure (tra le quali: spedizioni contro i Pitti della Caledonia settentrionale e gli Scoti d'Irlanda; una circumnavigazione dell'Africa; la partecipazione ad una spedizione vichinga nell'est Europa, che toccherà il luogo ove un giorno sorgerà Kiev; si scontrerà con lo Scià di Samarcanda; imparerà a cavalcare il caribù e a tirare con l'arco mongolo e giungerà fino in Giappone, ove riceverà anche lezioni di arti marziali orientali e si misurerà anche contro i samurai; un movimentato pellegrinaggio in Terra Santa, in compagnia di Gawain, Lancillotto e Tristano, nel corso del quale finiranno schiavi di un mercante siriano e si potranno liberare solo grazie alla collana di piastre di Slit) sente favoleggiare di un mitico, ricchissimo e potente regno delle Isole Nebbiose, regno in cui pur essendo la religione più diffusa quella Cristiana, il resto (foggia degli abiti, architettura, etc.) è disposto secondo gli schemi della civiltà minoica ed il trono si trasmette matrilinearmente. In quei giorni vi regna colei di cui si favoleggia essere più bella, altera, fiera e saggia di tutte sue ave messe assieme: Aleta.

Valiant cerca di raggiungere tale regno incappando in naufragi, assalti di pirati, etc. Con tutte le sue abilità, si trova coinvolto in pericoli enormi, da cui si salva spesso per il decisivo intervento di figure misteriose, che giungono, quando tutto sembra perduto, a toglierlo dagli impicci e poi spariscono, senza lasciar traccia. Dopo lunghe peripezie scoprirà che la regina Aleta aveva saputo delle gesta di tale nobile cavaliere ed anche lei cercava di conoscerlo ed aveva dato ordine a suoi agenti segreti di vigilare su di lui e scoprire se davvero era così valoroso come le era stato riferito. Valiant dichiara il suo amore e chiede ufficialmente la sua mano. Aleta, stranamente fa la sdegnosa, scoppia in una fragorosa risata di scherno. Vanta la superiorità della sua stirpe, che da migliaia anni domina i mari, al cui confronto, non solo (ovviamente) i rozzi e barbari Vichinghi, ma anche gli stessi superbi Romani sono dei pivellini d'infima categoria. Lo tratta con sussiego e sufficienza ostentati, sino a risultare esageratamente petulante e offensiva. A questo punto Valiant non c'è la fa più, e senza troppi complimenti, la rapisce. Nota che le guardie fanno resistenza, si oppongono, ma poi non più di tanto. Come sono sulla nave di Valiant, Aleta, tutta contenta, gli salta al collo e gli comunica che, con quel rapimento, ha rispettato in pieno le usanze delle Isole Nebbiose. Anzi, si è guadagnato l'approvazione della sua famiglia e dei suoi sudditi. Il ratto è il costume di quelle Isole per suggellare un fidanzamento ufficiale. Ratto che, comincia, proprio con un atto di scherno verso il futuro fidanzato, che reagisce con una manifestazione di forza e superiorità. Sono una cultura matriarcale, ma agli uomini è consentita questa sorta di "rivincita", con il rapimento della futura sposa. I due si sposeranno a Roma, congiunti da papa Leone, con testimoni Gawain e l'imperatrice di Roma. La felicità è di breve durata. Durante il viaggio di nozze nelle Gallie, Aleta si accorge che tutte le sue ancelle sono innamorate di suo marito. Per risolvere il problema alla radice, decide di considerare finito il viaggio e licenzia le ancelle, donando ad ognuna di loro una borsa di monete d'oro.

Tutte se vanno contente e più di una si trova un compagno con cui fare coppia tra i guerrieri della scorta, anche loro licenziati con un identico dono. Una di esse però si uccide perché troppo innamorata di Valiant. Un guerriero vichingo della scorta, che era innamorato dell'ancella suicida, giura vendetta. Vende informazioni su Aleta al capo pirata vichingo Ulfran. Costui la rapisce e Valiant lo insegue fino alle cascate del Niagara. Sconfigge Ulfran e si riunisce con Aleta, prossima a partorire, e la coppia trascorre l'inverno con amici nativi americani. Nella striscia datata 31 Agosto 1947, nasce il principe Arn, il loro primo figlio. Il neonato principe Arn prende il nome dal giovane amico di Valiant, l'altro spasimante della povera Ilene, il principe Arn di Ord. Tornati in Britannia, accompagnati da una nutrice pellerossa, che resterà con loro per sempre, vanno ad Ord, poiché Valiant desidera che l'amico sia il padrino di suo figlio.

Appena i due amici si incontrano, Arn di Ord rinfaccia a Valiant l'essere venuto meno al giuramento fatto sulla tomba della povera Ilene. Mentre Valiant, visibilmente imbarazzato, sta farfugliando una qualche scusa, si sente una voce femminile gridare "Valiant", all'indirizzo di un frugoletto che sta gattonando. Anche Arn si è sposato ed è il padre di un piccolo Valiant. Dopo aver reso omaggio a re Lot, le due coppie si recano a Camelot, dove Valiant battezza Valiant e Arn battezza Arn. Nel corso degli anni nasceranno altri figli: le gemelle Karen e Valeta (1951), Galan (1962) e Nathan (1979). Nel frattempo continuano le invasioni barbariche ed il caos avvolge tutta l'Europa continentale. La crisi sempre più grave dell'Impero Romano rende le strade insicure. Comunicazioni, scambi culturali e commerci languono. Valiant ha un'idea: Thule, Camelot e le Isole Nebbiose, possono essere i terminali di una nuova via di scambi e comunicazioni, coinvolgendo i Visigoti che controllano le Colonne d'Ercole. Questo progetto si scontra con le mire di restaurazione imperiale dei bizantini. Agenti dell'imperatore Giustiniano rapiscono Nathan poco dopo la sua nascita. Dopo lunghe avventure sarà salvato da Arn. In precedenza, Arn aveva guidato una spedizione in America (1964).

Valiant è diventato nonno nelle strisce del 1987, quando Arn e sua moglie, Maeve, figlia del traditore Mordred, hanno avuto Ingrid.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dal fumetto del Principe Valiant sono stati tratti due film:

Cartoni animati[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]