Principe Mikasa

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Takahito
Prince Mikasa 2012-1-2.jpg
Principe Mikasa
Stemma
In carica dal 2 dicembre 1935
Nascita Palazzo Imperiale di Tokyo, 2 dicembre 1915
Dinastia Dinastia imperiale del Giappone
Padre Taisho
Madre Imperatrice Teimei
Consorte Principessa Mikasa
Figli Yasuko Konoe
Principe Tomohito di Mikasa
Principe Katsura
Masako Sen
Principe Takamado
Religione Shintoismo

Il principe Mikasa (三笠宮 Mikasa no miya?) (Tokyo, 2 dicembre 1915) è il quartogenito dell'imperatore Taisho e dell'imperatrice Teimei, fratello minore dell'Imperatore Hirohito e zio dell'attuale Imperatore Akihito.
Il suo nome personale è Takahito (崇仁?), e il suo titolo onorifico è Sumi no miya (澄宮?).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Il principe Takahito nacque nel Palazzo imperiale di Tokyo, nel terzo anno del regno di suo padre e ben quindici anni dopo la nascita del futuro imperatore Shōwa. Il principe iniziò la scuola secondaria quando suo fratello maggiore era salito al trono del crisantemo e i suoi due fratelli, il principe Chichibu e il principe Takamatsu, avevano già intrapreso una carriera rispettivamente nell'esercito imperiale giapponese e nella marina imperiale giapponese. Si iscrisse all'accademia dell'esercito imperiale giapponese nel 1932, venendo poi nominato sotto-tenente ed assegnato al V reggimento di cavalleria nel giugno del 1936. Successivamente si laureò. Al raggiungimento della maggiore età, nel dicembre del 1935, l'imperatore Shōwa gli concesse il titolo di Mikasa-no-Miya (principe Mikasa) e l'autorizzazione per formare un nuovo ramo della famiglia imperiale.

Il servizio militare[modifica | modifica sorgente]

Il principe Mikasa è stato promosso a tenente (prima classe) nel 1937, a capitano nel 1939 e a maggiore nel 1941. Ha servito come ufficiale di stato maggiore presso la sede in Cina dal gennaio 1943 al gennaio 1944. Il suo ruolo era destinato a sostenere la legittimità del governo nazionalista di Nanchino e di coordinarsi con il personale dell'esercito giapponese verso una iniziativa di pace, ma i suoi sforzi sono stati completamente minati dalla operazione Ichi-Go.

Nel 1994, un giornale ha rivelato che dopo il suo ritorno a Tokyo, scrisse un pungente atto d'accusa del comportamento dell'esercito imperiale giapponese in Cina, dove il principe aveva assistito ad atrocità contro i civili cinesi. Lo Stato maggiore dell'esercito ha soppresso il documento, ma una copia è sopravvissuta ed è emersa nel 1994.

Il principe Mikasa ha servito come ufficiale di stato maggiore nella sede generale dell'esercito imperiale a Tokyo fino alla resa del Giappone nell'agosto del 1945. Dopo la fine della guerra ha parlato al Consiglio privato, insistendo sul fatto che Hirohito dovesse rinunciare ad assumersi la responsabilità della guerra.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il 22 ottobre 1941, sposò Yuriko Takagi, la seconda figlia del defunto visconte Masanori Takagi. Il principe e la principessa Mikasa hanno cinque figli, di cui due sono ancora in vita.

La carriera nel dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra, il principe Mikasa si è iscritto alla facoltà di lettere dell'Università di Tokyo e ha proseguito gli studi in archeologia, studi mediorientali e lingue semitiche. Dal 1954, ha diretto la Società giapponese per studi sul Medio Oriente. È presidente onorario della Società giapponese di orientalistica. La residenza del principe e della principessa Mikasa si trova all'interno dei terreni del Palazzo Akasaka a Tokyo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze giapponesi[modifica | modifica sorgente]

Gran cordone dell'Ordine del Crisantemo - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine del Crisantemo

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 5 marzo 1957
Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 2500º anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran)
— 14 ottobre 1971[1]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 9 marzo 1982[2]
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 28 febbraio 1957

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Badraie
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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