Principato d'Ungheria

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Principato d'Ungheria
Principato d'Ungheria – Bandiera Principato d'Ungheria - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Dati amministrativi
Nome ufficiale Magyar Nagyfejedelemség
Lingue parlate ungherese, latino, tedesco ed altre[1]
Capitale Esztergom e Székesfehérvár
Politica
Forma di Stato Confederazione di stati
Forma di governo Principato confederato
Principi Sovrani d'Ungheria
Nascita 895 con Árpád d'Ungheria
Causa fondazione del principato sotto la dinastia degli Arpadi
Fine 1000 (per tradizione) con Stefano I d'Ungheria
Causa incoronazione di Stefano I a re d'Ungheria e fondazione del regno
Territorio e popolazione
Economia
Risorse oro, argento, sale
Religione e società
Religioni preminenti Paganesimo poi Cristianesimo
Religione di Stato Paganesimo poi Cristianesimo
Religioni minoritarie Cristianesimo ortodosso, Ebraismo, Islam
Evoluzione storica
Preceduto da Kříž z Mikulčic.png Grande Moravia
Coats of arms of None.svg Principato della Bassa Pannonia
Coats of arms of None.svg Ducato di Glad
Coats of arms of None.svg Ducato di Menumorut
Coats of arms of None.svg Ducato di Gelou
Coats of arms of None.svg Duca di Salan
Monogram of Asparuh.svg Primo Impero Bulgaro
Succeduto da Flag of Hungary (15th century, rectangular).svg Regno d'Ungheria
Ora parte di Ungheria Ungheria
Romania Romania
Slovacchia Slovacchia

Il Principato d'Ungheria[2][3][4][5][6][7][8] o Ducato d'Ungheria[9][10] (in ungherese: Magyar Nagyfejedelemség: "Gran Principato Ungherese")[11] fu il primo stato documentato ungherese nel Bacino dei Carpazi, fondato nell'895 o 896,[12][13][14][15][16] a seguito della calata ungherese nei Carpazi del IX secolo.

Gli Ungari, una popolazione seminomade che aveva formato un'alleanza di tribù[14][17][18][19] guidata da Árpád, fondò il Principato d'Ungheria negli ultimi anni del IX secolo.[3] Essi giunsero originariamente da Etelköz che era il loro primo possedimento del principato ad est dei Carpazi.[20]

Le fonti bizantine contemporanee, redatte in greco medievale, chiamavano l'area anche col nome di "Turchia Occidentale".[21][22] L'ebreo Hasdai ibn Shaprut attorno al 960 definiva questo territorio "terra degli Hungrin" (Ungheresi) in una lettera a Giuseppe del Khazars.[23]

La storiografia ungherese definisce l'intero periodo compreso tra l'896 ed il 1000 come "l'età del principato".[15] Il principato venne succeduto dal Regno d'Ungheria con l'incoronazione di Santo Stefano I ad Esztergom il giorno di natale dell'anno 1000 (o in alternativa il 1º gennaio 1001).[24][25][26]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo sfondo storico[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio dell'Arrivo degli Ungheresi, di Árpád Feszty nel suo vasto (1800 m2) ciclorama, dipinto per celebrare il 1000º anniversario della conquista magiara dell'Ungheria, oggi in esposto al Parco del Memoriale della Storia Nazionale di Ópusztaszer in Ungheri
L'Europa attorno all'anno 900
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista ungherese del bacino dei Carpazi.

All'origine dell'arrivo degli Ungari (Magiari), attorno all'895, il Regno dei Franchi orientali, il Primo Impero Bulgaro e la Grande Moravia (stato vassallo del Regno dei Franchi orientali)[27] regnavano nel territorio del Bacino dei Carpazi. Gli Ungari conoscevano bene quest'area in quanto sovente vi si erano recati come mercenari per le potenze circostanti che qui avevano concentrato per decenni le loro campagne militari.[28] Quest'area era scarsamente popolata,[4][29] da quanto Carlomagno aveva distrutto lo stato degli Avari nell'803 ed i Magiari (Ungari) furono in grado di muoversi praticamente senza incontrare opposizione e liberamente.[30] Gli Ungari ora unificati e guidati da Árpád si insediarono nel bacino dei Carpazi a partire dall'895. Il Principato di Balaton nella Transdanubia, già vassallor francone, venne soggiogato durante la campagna degli Ungari verso l'Italia attorno all'899-900. La Grande Moravia venne annientata nel 902 e parte di essa, il Principato di Nitra, divenne parte integrante dello stato ungaro. Le parti a sud-est del bacino dei Carpazi erano governate dal Primo Impero Bulgaro, anche se questo era ormai in crisi e lasciò ampio spazio d'azione agli Ungari.

Le conquiste militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Invasione ungara in Europa.

Il principato si configurava come stato guerriero,[2] con la fondazione di un nuovo mito militare, conducendo vigorose incursioni in un territorio che spaziava da Costantinopoli alla Spagna centrale, sempre respinti non senza paura dall'esercito franco tra il 907 ed il 910.[31] Gli Ungari riuscirono ad estendere de iure il confine bavaro-ungaro sino al fiume Enns (sino al 955),[32] ed il principato non venne attaccato da questa direzione per i successivi 100 anni dopo la Battaglia di Pozsony.[25] Le intermittenti campagne militari degli ungari continuarono sino al 970, ad ogni modo le due sconfitte militari del 933 e del 955 (Battaglia di Lechfeld) segnarono l'inizio di un'evoluzione nel principato ungaro.[33]

Un periodo di transizione[modifica | modifica wikitesto]

Il principato d'Ungheria nel 998
La prima moneta ungherese, coniata da Géza (970 circa)

Il cambiamento da una società tribale a quella statale fu uno dei più importanti sviluppi di quel tempo.[34] Inizialmente, i Magiari mantennero uno stile di vita essenzialmente seminomade, praticando la transumanza: essi emigravano lungo i fiumi nel periodo invernale e durante l'estate verso i pascoli, trovando l'acqua necessaria per gli allevamenti in maniera autonoma.[35] Secondo la teoria dello storico ungherese Györffy[36] il quartiere invernale di Árpád, dopo la sua occupazione della Pannonia nel 900, potrebbe oggi trovarsi nel villaggio di 'Árpádváros' (villaggio di Árpád), oggi un distretto di Pécs, mentre il suo quartiere estivo, come confermato da un anonimo contemporaneo, era l'Isola di Csepel.[35] Successivamente, il suo nuovo quartiere estivo venne spostato a Csallóköz[35] anche se l'esatta locazione di quest'ultima posizione è oggi discussa. Secondo Gyula Kristó ad esempio il centro si trovava tra i fiumi Danubio e Tisza,[36] anche se i ritrovamenti archeologici implicano la collocazione nella regione dell'Alto Tisza.[36]

Per il cambiamento nelle circostanze economiche, la pastura era ormai insufficiente a sostenere una società nomade che effettivamente era impossibilitata a muoversi dalla stabilità dei propri insediamenti,[37] e pertanto lo stile di vita seminomade degli Ungari iniziò a cambiare ed i Magiari dovettero adattarsi alla vita sedentaria impegnandosi nell'agricoltura.[27] La società divenne generalmente più omogenea: gli slavi locali ed altre popolazioni si unirono con gli Ungari.[37] I capi tribali Ungari ed i locali clan stabilirono dei centri fortificati nel paese e poi dei castelli che divennero i primi centri delle future contee.[30] L'intero sistema dei villaggi Ungari si sviluppò nel X secolo.[35]

Fajsz e Taksony, Gran Principi degli Ungheresi, iniziarono a riformare la struttura del potere.[38][39] Furono loro a chiamare dei missionari cristiani verso le prime città fortificate.[38] Taksony abolì il vecchio centro del principato ungaro e ne fondò due nuovi a Székesfehérvár[39] ed a Esztergom.[40] Taksony reintrodusse inoltre un servizio militare di vecchio stile, rinnovando le armi dell'esercito ed implementando un'organizzazione su vasta scala che fu alla base della nuova organizzazione del popolo Ungaro.[39]

Il consolidamento dello stato ungaro iniziò durante il regno di Géza.[41] Dopo la battaglia di Arcadiopolis, l'Impero bizantino fu il principale nemico degli Ungari.[42] L'espansione bizantina si scontrò per la prima volta con gli Ungari dal momento che il soggiogato Primo Impero Bulgato era in aleanza coi Magiari a quel tempo.[42] La situazione divenne più difficile per il principato quando l'Impero Bizantino ed il Sacro Romano Impero si allearono nel 972.[42] Nel 973, dodici illustri inviati Magiari, nominati probabilmente direttamente da Geza, parteciparono alla Dieta presieduta dall'imperatore Ottone I di Sassonia. Geza stabilì profondi legami con la corte bavarese, invitando missionari e dando in sposo suo figlio a Gisella, figlia del duca Enrico II.[37] Geza della dinastia degli Arpadi, venne riconosciuto Gran Principe degli Ungari e quindi sovrani di tutte le sette tribù magiare, con l'intento così di integrare gli Ungari nella cultura occidentale europea e cristiana, ricostruendo lo stato sulle forme delle monarchie europee dell'epoca sia sotto l'aspetto politico che sotto l'aspetto sociale. Il figlio primogenito di Geza, Stefano (Istvan, poi Santo Stefano I d'Ungheria) divenne il primo re degli ungari sconfiggendo suo zio Koppány, che aspirava anch'egli al trono. L'unificazione dell'Ungheria, la fondazione dello stato cristiano[43] e la sua trasformazione in una monarchia feudale europea venne completata avanti da Stefano I.

La cristianizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Cristianesimo in Ungheria.


Il nuovo stato ungherese si trovava sulla frontiera delle terre cristiane dell'epoca.[37] Dalla seconda metà del X secolo, il cristianesimo si diffuse attraverso dei missionari e giunse dalla Germania verso l'Ungheria. Tra il 945 ed il 963, i principali ufficiali del Principato (il gran principe (Taksony), il Gyula e lo Horka) si accordarono per convertirsi al cristianesimo.[44][45] Nel 973 Geza I e tutta la sua casata vennero battezzati e venne conclusa una pace formale con l'imperatore Ottone I; ad ogni modo egli rimase essenzialmente pagano anche dopo il suo battesimo:[20] Geza era stato educato da suo padre Taksony come un principe pagano.[46] Il primo monastero benedettino in Ungheria venne fondato nel 996 dal principe Geza. Durante il regno di Geza la nazione rinunciò alla propria vita nomade ed iniziò anche ad interessarsi alla costruzione di chiese cristiane nei propri villaggi.[20]

L'organizzazione dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Sino al 907 (o 904), lo stato ungaro era retto da un governo congiunto. Il cavalierato era stato diviso tra principi sacrali[47][48] (Kende) e capi militari (Gyula). Non è chiaro quale di questi due ruoli avesse ottenuto Árpád e quale Kurszán. Probabilmente, alla morte di Kurszán, questa divisione cessò ed Árpád divenne il solo regnante del principato. Il bizantino Costantino Porfirogenito chiamava Árpád "ho megas Tourkias archon" (il grande principe di Turchia),[49] e tutti i principi dal X secolo ebbero questo titolo.[6] Secondo la legge agnatizia il membro più anziao era il reggente della tribù ed ereditava il principato. Il ruolo dei capi militari (Bulcsú, Lél) era molto significativo.[49] I principi della dinastia degli Arpadi portavano nomi di derivazione turca come gran parte dei membri delle tribù ungare del tempo.[15]

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Megas archon (in fonti bizantine) o Magnus princeps (in fonti occidentali), Gran Principe degli Ungari (primo grado)[49]
  • Gyla o djila, Gyula, capo militare[49] (secondo grado)[49]
  • Horca, Kharkhas, giudice[50] (terzo rango)[49]
  • Kende, principe sacrale,[47] (sino al 907)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Altre lingue parlate dalle minoranze comprendevano polacco, ucraino, rumeno, croato, slovacco, serbo, sloveno e ruteno
  2. ^ a b S. Wise Bauer, The history of the medieval world: from the conversion of Constantine to the First Crusade, W. W. Norton & Company, 2010, p. 586
  3. ^ a b George H. Hodos, The East-Central European region: an historical outline, Greenwood Publishing Group, 1999, p. 19
  4. ^ a b Alfried Wieczorek, Hans-Martin Hinz, Council of Europe. Art Exhibition, Europe's centre around AD 1000, Volume 1, Volume 1, Theiss, 2000, pp. 363-372
  5. ^ Ferenc Glatz, Magyar Történelmi Társulat, Etudes historiques hongroises 1990: Environment and society in Hungary, Institute of History of the Hungarian Academy of Sciences, 1990, p. 10
  6. ^ a b Acta historica, Volumes 105-110, József Attila Tudom. Bölcs. Kar, 1998, p. 28
  7. ^ Antal Bartha, Hungarian society in the 9th and 10th centuries, Akadémiai Kiadó, 1975, pp- 53-84, ISBN 978-963-05-0308-2
  8. ^ Oksana Buranbaeva, Vanja Mladineo, Culture and Customs of Hungary, ABC-CLIO, 2011, p. 19
  9. ^ Colin Davies, The emergence of Western society: European history A.D. 300-1200, Macmillan, 1969, p. 181
  10. ^ Jennifer Lawler, Encyclopedia of the Byzantine Empire, McFarland & Co., 2004, p.13
  11. ^ Hadtörténelmi közlemények, Volume 114 , Hadtörténeti Intézet és Múzeum, 2001, p. 131
  12. ^ The encyclopedia Americana, Volume 14, Grolier Incorporated, 2002, p. 581
  13. ^ Encyclopedia Americana, Volume 1, Scholastic Library Pub., 2006, p. 581
  14. ^ a b Louis Komzsik, Cycles of Time: From Infinity to Eternity, Trafford Publishing, 2011 p. 54
  15. ^ a b c Acta orientalia Academiae Scientiarum Hungaricae, Volume 36 Magyar Tudományos Akadémia (Hungarian Academy of Sciences), 1982, p. 419
  16. ^ Zahava Szász Stessel, Wine and thorns in Tokay Valley: Jewish life in Hungary : the history of Abaújszántó, Fairleigh Dickinson Univ Press, 1995, p. 47
  17. ^ Peter Linehan,Janet Laughland Nelson. 2001. p. 79
  18. ^ Anatoly Michailovich Khazanov,André Wink. 2001. p. 103
  19. ^ Lendvai. 2003. p. 15
  20. ^ a b c Paul Lendvai, The Hungarians: a thousand years of victory in defeat, C. Hurst & Co. Publishers, 2003, p. 15-29, p. 533
  21. ^ Peter B. Golden, Nomads and their neighbours in the Russian steppe: Turks, Khazars and Qipchaqs, Ashgate/Variorum, 2003. "Tenth-century Byzantine sources, speaking in cultural more than ethnic terms, acknowledged a wide zone of diffusion by referring to the Khazar lands as 'Eastern Tourkia' and Hungary as 'Western Tourkia.'" Carter Vaughn Findley, The Turks in the World History, Oxford University Press, 2005, p. 51, citing Peter B. Golden, 'Imperial Ideology and the Sources of Political Unity Amongst the Pre-Činggisid Nomads of Western Eurasia,' Archivum Eurasiae Medii Aevi 2 (1982), 37–76.
  22. ^ Carter V. Findley, The Turks in world history, Oxford University Press, 2005, p. 51
  23. ^ Raphael Patai, The Jews of Hungary: History, Culture, Psychology, Wayne State University Press, 1996, p. 29, ISBN 978-0814325612
  24. ^ University of British Columbia. Committee for Medieval Studies, Studies in medieval and renaissance history, Committee for Medieval Studies, University of British Columbia, 1980, p. 159
  25. ^ a b Peter F. Sugar,Péter Hanák [1] A History of Hungary, Indiana University Press, 1994, pp 12-17
  26. ^ Pál Engel, Tamás Pálosfalvi, Andrew Ayton, The Realm of St. Stephen: A History of Medieval Hungary, 895-1526, .B.Tauris, 2005, p. 27
  27. ^ a b Stanislav J. Kirschbaum, A History of Slovakia: The Struggle for Survival, New York, Palgrave Macmillan; St. Martin's Press, 1995, p. 26, ISBN 978-0-312-10403-0. URL consultato il 9 ottobre 2009. cit.: "Great Moravia was a vassal state of the Germanic Frankish Kingdom and paid an annual tribute to it."
  28. ^ István Süli-Zakar, THE MOST IMPORTANT GEOPOLITICAL AND HISTOGEOGRAPHICAL QUESTIONS OF THE AGE OF THE CONQUEST AND THE FOUNDATION OF THE HUNGARIAN STATE, In: NEW RESULTS OF CROSS-BORDER CO-OPERATION, The Department of Social Geography and Regional Development Planning of the University of Debrecen & Institute for Euroregional Studies „Jean Monnet” European Centre of Excellence, 2011, p. 12, ISBN 978-963-89167-3-0
  29. ^ Bryan Cartledge, Bryan Cartledge (Sir.), The will to survive: a history of Hungary, Timewell Press, 2006, p.6
  30. ^ a b Dora Wiebenson, József Sisa, Pál Lövei, The architecture of historic Hungary, MIT Press, 1998, p. 11, ISBN 978-0-262-23192-3
  31. ^ Peter Heather, Empires and Barbarians, Pan Macmillan, 2011
  32. ^ Clifford Rogers, The Oxford Encyclopedia of Medieval Warfare and Military Technology, Volume 1, Oxford University Press, 2010, p. 292
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  35. ^ a b c d Lajos Gubcsi, Hungary in the Carpathian Basin, MoD Zrínyi Media Ltd, 2011
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  40. ^ László Révész, A Felső-Tisza-vidék honfoglalás kori temetői, História (Magazine of História), 02.2008, ISBN.
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  42. ^ a b c József Attila Tudományegyetem., Bölcsészettudományi Kar (University of József Attila), Acta historica, Volumes 92-98, 1991, p. 3
  43. ^ Miklós Molnár [4] A Concise History of Hungary
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  48. ^ Kevin Alan Brook, The Jews of Khazaria, Rowman & Littlefield, 2009, p. 253
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  50. ^ András Róna-Tas, A honfoglaló magyar nép, Balassi Kiadó Budapest, 1997, ISBN 963-506-140-4