Prima declinazione latina

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Delle cinque declinazioni latine, la prima declinazione comprende i nomi maschili e femminili (nessun neutro), che hanno l'uscita al nominativo singolare in -a e al genitivo singolare in -ae.

Di seguito si descriverà come si declinano i nomi della prima declinazione con il termine femminile rosa, -ae, f., «la rosa».

Caso Singolare Plurale
Nominativo rosă rosae
Genitivo rosae rosārum
Dativo rosae rosīs
Accusativo rosăm rosās
Vocativo rosă rosae
Ablativo rosā rosīs

Alcune osservazioni:

  1. rosa con quantità breve, può essere sia nominativo, sia vocativo singolare; mentre con quantità lunga può essere ablativo singolare;
  2. rosae può essere genitivo o dativo singolare, nominativo o vocativo plurale;
  3. rosīs è uguale sia per il dativo, sia per l'ablativo plurale.

Particolarità del caso[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel dativo e nell'ablativo plurale, si evita confusione di desinenza con i nomi corrispondenti della seconda declinazione (anche essi uscenti in -īs nel dativo e nell'ablativo plurale) ai quali sono uniti in locuzioni, alcuni nomi della prima declinazione prendono la desinenza in -ābus anziché in -īs. Esempio di locuzioni: filĭīs et filiābus, ai figli e alle figlie, dai figli e dalle figlie; mulīs et mulābus, ai muli e alle mule, dai muli e dalle mule; deīs et deābus, agli dei e alle dee, dagli dei e dalle dee; asinīs et asinābus, agli asini e alle asine, dagli asini e dalle asine; equīs et equābus ai cavalli e alle cavalle, dai cavalli e dalle cavalle; libertīs et libertābus, ai liberti e alle liberte, dai liberti e dalle liberte.
  • Il termine familia, -ae, f. ("famiglia") -in ambito giuridico- presenta il genitivo singolare in -ās davanti ai termini pater, patris, m. ("padre"), mater, -tris, f. ("madre"), filius, -ii, m e filia, -ae, f. (i primi due termini sono della terza declinazione).
  • Alcuni nomi presentano ancora il caso locativo che presentava uscita in -aī, poi contratta in -ae (desinenza identica a parecchie altre terminazioni, ma da non confondere con esse), ad esempio Romae ("a Roma").
  • Alcuni nomi nel genitivo plurale hanno la terminazione in -um, oltre che in -ārum. Essi sono i composti di -gĕna («originario di»), -cŏla («abitante») e alcuni nomi derivanti dal greco:
  1. amphŏra, -ae, f., «anfora»
  2. caelicŏla, -ae, f., «abitante del cielo»
  3. drachma, -ae, f., «dracma»
  4. Graiugĕna, -ae, m., «originario della Grecia»

gen. plur. amphorārum/amphŏrum
gen. plur. caelicolārum/caelicŏlum
gen. plur. drachmārum/drachmum
gen. plur. Graiugenārum/Graiugĕnum

  • Alcuni nomi propri, soprattutto greci, terminano in -ās al nominativo singolare. Es.: Pausanĭās, -ae, m. ("Pausania").

Particolarità del numero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pluralia tantum e Singularia tantum.
  • Alcuni termini presentano in latino soltanto il plurale, denominati pluralia tantum, soltanto plurali:
  1. angustĭae, -ārum, f., «passaggio stretto»;
  2. delicĭae, -ārum, f., «gioia»;
  3. divitĭae, -ārum, f., «ricchezza»;
  4. epŭlae, -ārum, f., «banchetto»;
  5. indutĭae, -ārum, f., «tregua»;
  6. insidĭae, -ārum, f., «insidia», «trappola»;
  7. minae, -ārum, f., «minaccia»;
  8. nuptĭae, -ārum, f., «nozze»;
  1. nugae, ārum, f., «inezie»;
  2. Athēnae, -arum, f., «Atene»;
  3. Syracūsae, -ārum, f., «Siracusa»;
  4. Thebae, -ārum, f., «Tebe»;
  5. Cumae, -ārum, f., «Cuma»;
  6. Cannae, -ārum, f., «Canne».
  • Alcuni termini presentano in latino soltanto il singolare, denominati singularia tantum, soltanto singolari:
  1. sapientĭa, -ae, f., «la saggezza»;
  2. eloquentĭa, -ae, f., «l'eloquenza»;
  3. prudentĭa, -ae, f., «l'esperienza»;
  4. abundantĭa, -ae, f., «l'abbondanza».

Particolarità del numero e del significato[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni termini presentano in latino significati diversi al singolare e al plurale:

  1. aqua, -ae, f., «acqua», aquae, -ārum, «terme»;
  2. copĭa, -ae, f., «abbondanza», grande quantità copĭae, -ārum, f. «truppe»;
  3. fortūna, -ae, f., «sorte», fortūnae, -ārum, «ricchezze»;
  4. littĕra, -ae, f., «lettera dell'alfabeto», littĕrae, -ārum, «lettera», «letteratura»;
  5. opĕra, -ae, f., «opera», opĕrae, -ārum, «operai».
  6. vigilĭa, -ae, f., «veglia», vigilĭae, -ārum, «sentinelle»;

Sostantivi "alla greca"[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei nomi propri o comuni, derivanti dalla prima declinazione greca, si declina con le stesse terminazioni dei nomi latini, altri invece tengono le terminazioni della declinazione greca, altri ancora presentano sia le terminazioni greche, sia quelle latine. I nomi possono essere maschili o femminili, i primi, al nominativo singolare escono in -ās, o in -ēs, mentre i femminili, in . Ecco come vengono declinati Alcmēnē, -ēs, f., «Alcmena»; Aenēās, -ae, m., «Enea»; e sophistēs, -ae, m., «il sofista».

Caso Declinazione
Nominativo Aenēās
Genitivo Aenēae
Dativo Aenēae
Accusativo Aenēăn
Vocativo Aenēă
Ablativo Aenēā
Caso Declinazione
Nominativo Alcmēnē
Genitivo Alcmēnēs
Dativo Alcmēnae
Accusativo Alcmēnēn
Vocativo Alcmēnē
Ablativo Alcmēnē
Caso Declinazione
Nominativo Sophistēs
Genitivo Sophistae
Dativo Sophistae
Accusativo Sophistēn
Vocativo Sophistē
Ablativo Sophistē

Origini della declinazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima declinazione latina deriva dalla prima declinazione greca e anticamente aveva una flessione diversa dal latino classico. Essa aveva la vocale tematica -a anziché breve (-ă), lunga (ā). Ecco il prospetto della prima declinazione originaria:

Caso Singolare Plurale
Nominativo rosā rosāi
Genitivo rosāi rosārum
Dativo rosāi rosāis
Accusativo rosām rosāns
Ablativo rosād rosāis

In seguito la vocale tematica, insieme alla desinenza -i del genitivo e del dativo, ha generato il dittongo -ae.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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