Presupposizione
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In diritto civile si parla di presupposizione quando le parti, nel concludere un negozio giuridico, fanno riferimento ad una circostanza esterna, attuale o futura, che, senza essere espressamente menzionata nel negozio, ne costituisce il presupposto oggettivo.
L'esempio tradizionale è quello di chi prende in locazione un balcone prospiciente la strada dove si svolgerà una manifestazione, per assistervi: il contratto trova la sua evidente presupposizione, quindi circostanza oggettiva è necessaria per la conclusione del negozio, nel fatto della manifestazione, anche se ciò non risulta espressamente dal contenuto stesso del contratto.
Creata dalla pandettistica tedesca (Voraussetzung) e rielaborata nel '900 in prospettiva meno soggettivistica (Geschäftsgrundlage), si differenzia:
- Dalla condizione, perché quest'ultima si tratta di un avvenimento futuro ed incerto dal quale dipendono l'inizio (condizione sospensiva) o la cessazione (condizione risolutiva) del contratto e dev'essere menzionata espressamente nel negozio, mentre la presupposizione è una circostanza esterna che non dev'essere espressa.

