Prescrizione

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La prescrizione è un istituto giuridico che concerne gli effetti giuridici del trascorrere del tempo. Ha valenza in campo sia civile sia penale.

Nel diritto civile indica quel fenomeno che porta all'estinzione di un diritto soggettivo non esercitato dal titolare per un periodo di tempo indicato dalla legge. La ratio della norma è individuabile nell'esigenza di certezza dei rapporti giuridici[1].

In diritto penale determina l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. La ratio della norma è che, a distanza di molto tempo dal fatto, viene meno sia l'interesse dello Stato a punire la relativa condotta, sia la necessità di un processo di reinserimento sociale del reo.

La prescrizione è motivata dal diritto dell'imputato ad un giusto processo in tempi ragionevoli (superati i quali il reato si estingue), dal fattore tempo che rende oggettivamente più difficile (ad esempio per l'inquinamento delle prove, la scomparsa o minore memoria e attendibilità dei testimoni) sia l'efficacia dell'azione penale che l'esercizio del diritto di difesa, quanto più le indagini e il processo avvengono anni dopo il fatto oggetto di reato.

Altra considerazione è il contrasto di un termine di prescrizione dei reati col principio della certezza del diritto e della pena, che si realizza in primo luogo con la certezza prima che con l'intensità e l'estensione temporale (la durata e la "durezza") delle misure detentive. La certezza viene a mancare quando il reato non può più essere perseguito con una sentenza di condanna perché i termini di prescrizione scadono mentre i processi sono ancora in corso.
Questo accade ad esempio vale a dire se la legge fissa i termini per la prescrizione di un reato inferiori alla durata media dei procedimenti per quel tipo di procedimento, tenendo conto solamente della possibilità di esercitare efficacemente il diritto difesa dopo un certo tempo dai fatti e del diritto dell'imputato ad un giusto processo in tempi ragionevoli, e non anche dei tempi effettivi di funzionamento della giustizia penale.

La prescrizione nei vari ordinamenti[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto in oggetto presenta sensibili differenze da un ordinamento all'altro e fra ordinamenti nazionali differenti, per un approfondimento specifico si vedano le voci di seguito riportate.

Nel Regno Unito e negli Stati Uniti la prescrizione dei reati penali è prevista senza un termine massimo inderogabile: se ci sono sufficienti evidenze di prova, il reato può essere sempre perseguito. I tempi della giustizia civile e penale sono resi ragionevoli e cogenti da altre norme, senza la prescrizione dei reati.

Il termine di prescrizione è perentorio. Ciò comporta che il ricorso nei gradi di giudizio successivi al primo (appello, Corte Suprema) non sospendono i termini di prescrizione, e che la sentenza definitiva deve arrivare prima di questo termine. Se invece questo viene raggiunto mentre le indagini o il processo sono ancora in corso, il processo si interrompe senza arrivare a una sentenza di assoluzione o condanna, e l'eventuale condanna in primo grado non può essere eseguita: se l'imputato già si trova in carcere deve essere rimesso in libertà, senza ulteriori possibilità di opposizione o di azione penale, poiché nessuno può essere processato due volte per il medesimo fatto, anche nel caso-limite in cui dopo la prescrizione l'imputato confessi la sua colpevolezza.

Un rischio implicito della prescrizione dei reati è quello che la condotta della difesa più che orientata a dimostrare l'innocenza dell'imputato e a farlo in tempi celeri, e quindi all'accertamento della verità nel contraddittorio tra accusa e difesa, sia tesa ad applicare ogni possibile forma di garanzia, dubbio interpretativo e procedura prevista dalla legge per prolungare il più possibile la durata del processo fino a far scadere i termini di prescrizione, che di fatto con minore impegno e rischio producono a favore dell'imputato effetti "migliori" di una assoluzione con formula piena (per la quale la pubblica accusa può ricorrere in appello e, se la prescrizione cade durante il processo di 2º grado, esistono casi determinati di ricorso alla Corte Suprema).
Deterrente a questo rischio è l'esecuzione della misura detentiva subito dopo la condanna in primo grado, ovvero un equivalente uso-abuso della carcerazione preventiva e cautelare, in modo che tanto più si tende a ritardare la sentenza e ad allungare i tempi del processo fino alla prescrizione, quanto più a lungo l'imputato permane in carcere.

Nell'Atene classica esisteva un termine di prescrizione di 5 anni per tutti reati, ad eccezione dell'omicidio e dei reati contro le norme costituzionali, che non avevano termine di prescrizione. Demostene scrisse che questo termine fu introdotto per controllare l'attività dei sicofanti[2].

La prescrizione nell'ordinamento italiano[modifica | modifica wikitesto]

La prescrizione negli ordinamenti di common law[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Torrente, Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, 19ª ed., Milano, Giuffrè Editore, 2009, p. 212.
  2. ^ Allen, Danielle S., The World of Prometheus: The Politics of Punishing in Democratic Athens, Princeton University Press (2003) ISBN 0691094896, 9780691094892 pp 154, 164]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Gazzoni, Manuale di diritto privato, 13ª ed., Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2007.
  • Andrea Torrente, Piero Schlesinger, Manuale di diritto privato, 19ª ed., Milano, Giuffrè Editore, 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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