Presa de l'Ile de Ré
| Presa de l'Ile de Ré parte delle Guerre di religione francesi
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Presa de l'Île de Ré ad opera di Carlo, duca di Guisa il 16 settembre 1625. Descrizione delle azioni dal 12 al 15 settembre 1625.
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| Data | Settembre 1625 | ||
| Luogo | Ile de Ré, Francia | ||
| Esito | Vittoria dei realisti francesi | ||
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La Presa de l'Ile de Ré (in francese: Prise de l'Ile de Ré) fu un atto bellico compiuto dalle armate di Luigi XIII di Francia nel 1625. L'Ile de Ré venne riconquistata all'ammiraglio protestante Beniamino di Rohan-Soubise che l'aveva occupata con le forze provenienti dalla città ugonotta di La Rochelle.
Indice |
Sfondo [modifica]
I protestanti avevano resistito al governo reale centrale già dalle prime ribellioni ugonotte del 1620-1622, ed avevano condotto già la Battaglia navale di Saint-Martin-de-Ré il 27 ottobre 1622 contro la flotta francese al comando del duca Carlo di Guisa. A seguito di questi atti era stata siglata una difficile pace col Trattato di Montpellier, ma entrambe le parti rimasero pesantemente frustrate.[1]
Nel febbraio del 1625 il protestante Beniamino di Rohan-Soubise guidò una nuova rivolta degli ugonotti contro il re Luigi XIII di Francia e, dopo aver reso pubbliche le proprie intenzioni, egli invase ed occupò l'Ile de Ré.[2] Egli giunse sull'isola con 300 soldati e 100 marinai ponendovi una solida base da cui partì in seguito per attaccare e vincere la flotta francese nella Battaglia di Blavet. Soubise tornò quindi all'Ile de Ré con 15 navi e poco dopo occupò anche l'Ile d'Oléron, prendendo il controllo di tutta la costa atlantica della Francia, da Nantes a Bordeaux. Per questi successi, egli venne osannato come il capo della riforma ugonotta e si autonominò "Ammiraglio della Chiesa Protestante".[3]
Questi successi fecero anche in modo che la città di La Rochelle si votasse alla causa di Soubise e gli prescrisse fedeltà assoluta l'8 agosto 1625.
La presa dell'isola [modifica]
Carlo I di Guisa organizzò lo sbarco sulla costa dell'Isola di modo da riprenderne il possesso con 20 navi olandesi[4] oltre a 7 navi inglesi[5] al comando di Enrico II di Montmorency.
La flotta olandese, composta da 20 navi da guerra, venne fornita sulla base dei termini del Trattato di Compiègne siglato tra francesi e olandesi nel 1624 ed era sottoposta al comando dell'Ammiraglio Willem Haultain de Zoete. Ad ogni modo, per risoluzione degli Stati Generali, gli olandesi lasciarono il campo nel dicembre del 1625.[6]
Il re inglese Carlo I e George Villiers, I duca di Buckingham avevano negoziato il loro intervento nella battaglia con il reggente francese, il cardinale Richelieu, in cambio dell'intervento francese in caso di guerra tra Inghilterra e Spagna per l'occupazione del Palatinato (Spedizione di Mansfeld del 1624-1625), un concordato che portò a non poche problematiche sollevate dal Parlamento inglese, che tutto sommato tendeva a voler favorire gli ugonotti protestanti contro la secolare nemica dell'Inghilterra, la Francia cattolica e realista. Le sette navi inglesi vennero condotte dal capitano Pennington,[7] e vennero coinvolte nel conflitto,[8] anche se vennero perlopiù dirette nelle operazioni dai francesi a tal punto che i marinai inglesi decisero di non combattere contro i loro fratelli di religione e sbarcarono a Dieppe.[9]
Il 16 luglio 1625 fu il giorno del primo scontro diretto e Soubise riuscì ad affondare una nave olandese al comando del vice-ammiraglio Van Dorp che perdette subito 300 marinai.
Nel settembre del 1625, Montmorency guidò la sua grande flotta verso Les Sables d'Olonne, e sconfisse la flotta nemica a La Rochelle, guidata da Jean Guiton e Soubise, proprio di fronte a Saint-Martin-de-Ré, il 18 settembre 1625.[10]
Due reggimenti elitari di truppe regie al comando del marchese di Toiras sbarcarono quindi sull'isola, sconfiggendo Soubise con i suoi 3.000 uomini.[4][11] L'Ile de Ré venne investita dalle forze francesi e Soubise venne costretto ad abbandonare le sue posizioni ed a tornare verso l'Inghilterra con le navi rimastegli.[12] Montmorency riuscì così a prendere il controllo de l'Ile de Ré e de l'Ile d'Oléron.[5]
Conseguenze [modifica]
Dopo lunghi negoziati, si giunse ad un accordo di pace noto con il nome di Trattato di Parigi che venne siglato infine tra la città di La Rochelle ed il re Luigi XIII il 5 febbraio 1626, secondo il quale veniva preservata la libertà religiosa per gli ugonotti ma venivano poste alcune limitazioni per evitare future sollevazioni come la demolizione del forte di Tasdon presso la città.[13]
L'ufficiale francese, marchese di Toiras, venne nominato Governatore dell'isola ed iniziò a rafforzare le fortificazioni in vista di futuri attacchi, prestando particolare attenzione al Fort de La Prée ed a Saint-Martin-de-Ré.
Note [modifica]
- ^ The history of France Eyre Evans Crowe, p.454-455
- ^ The French Wars of Religion, 1562- 1629 - Page xiii by Mack P. Holt - History - 2005 p.13 [1]
- ^ Penny Cyclopaedia of the Society for the Diffusion of Useful Knowledge Page 268 [2]
- ^ a b Penny cyclopaedia of the Society for the Diffusion of Useful Knowledge Page 268 [3]
- ^ a b Champlain by Denis Vaugeois, p.22
- ^ Reason of state, propaganda, and the Thirty Years by Thomas Hobbes p.140 [4]
- ^ Huguenot warrior Jack Alden Clarke p.129
- ^ An apprenticeship in arms by Roger Burrow Manning p.115
- ^ Historical sketches of notable persons and events in the reigns of James I. and Charles I. by Thomas Carlyle, Adamant Media Corporation, 1898 ISBN 0-543-91306-6, p.188 [5]
- ^ The birth of absolutism by Yves Marie Berce, p.97
- ^ The birth of absolutism by Yves Marie Bercé, Richard Rex p.97
- ^ Fractured Europe, 1600-1721 By David J. Sturdy Page 127
- ^ Europe's physician by Hugh Redwald Trevor-Roper p.289