Preparazioni spagiriche
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Le preparazioni spagiriche sono complesse preparazioni galeniche secondo le tradizioni del ramo alchimistico che tratta le piante. Le preparazioni spagiriche giunsero al loro apice di raffinatezza nel XVII secolo con l'arte degli alchimisti, che fra altro erano formidabili farmacisti.
Come ci spiegano Paracelso e molti altri, si tratta di estrarre con diversi metodi dei principi attivi di tutta una pianta, raggiungendo così diverse frazioni che alla fine vanno di nuovo congiunte, concentrate, depurate e potenziate.
Le procedure e le relative conoscenze sono complesse, necessitano di molte apparecchiature, esperienza e molto tempo. Come insegnano anche autori moderni (Pancaldi e il suo allievo Junius) la preparazione consisteva normalmente in operazioni di "divisione" e poi di "ricongiungimento".
Le operazioni "separative" consistevano essenzialmente in:
- distillazione e separazione degli olii essenziali;
- fermentazione del rimanente con lievito e zuccheri;
- distillazione dell'alcol così preparato;
- distillazione dell'acqua;
- sublimazione del resto a secco per estrarre gli alcaloidi rimanenti;
- distillazione di catrami;
- incenerimento dei resti;
- estrazione dalla cenere dei sali solubili e loro condensazione.
Secondo il rimedio da preparare seguivano operazioni variabili per "riamalgamare" più o meno delle frazioni raggiunte. Evidentemente tutto ciò è estremamente complesso e non facile da riprodurre.
I rimedi spagirici che si trovano oggigiorno sul mercato si servono di queste procedure, ma si capisce che ciò può trattarsi solo di pallidi ritratti dell'arte di allora, perché nessuno sosterrebbe gli alti costi legati al metodo originale. Malgrado ciò, ancora pallide riproduzioni meno costose ma ben fatte sembrano mostrare talvolta sorprendenti effetti curativi.
[modifica] Bibliografia
- Manfred Junius, Alchimia verde, Edizioni Mediterranee 2005
- Augusto Pancaldi, Alchimia pratica, Atanor 1983

